Riflessioni e punti di vista su “In Utero”, lo psico-medical sulla fecondazione assistita sbarcato su HBO MAX.
Dall’8 maggio su HBO MAX è partita la serie creata da Margaret Mazzantini, interpretata dal marito Sergio Castellitto, prodotta da Cattleya e diretta da Maria Sole Tognazzi e da Nicola Sorcinelli( il quale ha curato gli ultimi quattro episodi su un totale di otto).
Un tema “caldo e infuocato” quello della fecondazione assistita che divide e contrasta l’opinione pubblica; Su HBO MAX dall’8 maggio, per otto venerdì, è iniziata la visione della serie in cui l’attore Sergio Castellitto interpreta Ruggero, il ginecologo fondatore della clinica sulla fecondazione assistita Creatividad a Barcellona; in cui ogni giorno si confronta con complesse vicende umane che i pazienti portano con sé insieme alla loro storia clinica. Persone differenti, con i propri orientamenti sessuali, siano in coppia che single ma tutte mosse dal proprio desiderio di genitorialità. Per Castellitto non è la prima volta che veste i panni di un medico, già affrontato in Il grande cocomero e in In Treatment. La serie è altresì visibile su Sky Glass e Sky Q e anche tramite l’app su Now Smart Stick.
La nascita del progetto e l’interesse della serie
Il progetto di In Utero è nato da un’idea di Margaret Mazzantini, mossa da una forza motrice femminile, come lo stesso Castellitto ha dichiarato : “… Tutto ciò che raccontiamo qui è femminile, perché il desiderio di maternità arriva più dalle donne che dai maschi. Solo 70 anni fa, una principessa Soraya veniva ripudiata perché non poteva avere figli. Oggi ci chiediamo: è un diritto?”. In questa serie arrivano coppie e persone single col desiderio della genitorialità ma anche gente che vuole donare i propri ovociti e amici che vogliono avere un figlio insieme, pur non essendo partner nel senso tradizionale del termine.
Chi sono gli interpreti di In Utero?
Tra gli attori principali presenti, come detto abbiamo Sergio Castellitto nei pagi del ginecologo Ruggero, fondatore della Clinica Creatividad , insieme alla moglie interpretata da Maria Pia Calzone, amministratrice del moderno centro medico. Insiem a loro ci sono: il biologo Angelo, impegnato nella sua transizione sessuale, interpretato dall’esordiente Alessio Fiorenza e Dora, interpretata da Thony (all’anagrafe Federica Johanna Victoria Caiozzo) che si occupa dell’assistenza quotidiana dei pazienti.
La Spagna e i suoi perchè
Nonostante l’attualità del tema, la scelta di ambientarla in Spagna e più precisamente a Barcelona, non è per “puro fine modaiolo” bensì per il fatto che la serie si avvale della legislazione spagnola, perché permette di raccontare casi che in Italia sono vietati. Le puntate sono state studiate e seguite grazie ad una ricerca condotta insieme a medici e pazienti tra le cliniche sia spagnole che italiane. “…Le coppie che arrivano in questa clinica sono tutte inadeguate rispetto al desiderio che hanno e che non riescono a soddisfare”, ha spiegato Castellitto. Le vicende raccontate nella serie spaziano da una coppia “tradizionale” che vorrebbero diventare madre e padre; due donne desiderose di diventare madri, donne single che vorrebbero essere madri, amici che senza un legame di coppia decidono di avere un figlio e altre donne che per finanziare i propri progetti decidono di donare gli ovociti. Tutti i personaggi della serie In Utero, formano, come la stessa creatrice Margaret Mazzantini ha definito: “…uno strano presepe un po’ sghembo”, con al centro della scena un insolito “San Giuseppe” esperto in riproduzione , un poco folle, quale per l’appunto è il personaggio interpretato da Sergio Castellitto.
Come detto la serie vede la doppia regia di Maria Sole Tognazzi e di Nicola Sorcinelli. La Tognazzi che è anche direttrice artistica, si è occupata di quattro degli otto episodi e il Sorcinelli dei restanti e ultimi quattro episodi. Oltre alla produzione affidata alla Cattleya (parte di ITV Studios), vi è l’associazione della Paramount Television International Studio.
Questa in definitivaè una serie che nasce anche da pensieri e spinte personali; infatti la stessa regista Maria Sole Tognazzi ha spiegato di aver voluto partecipare al progetto , anche per il fatto di non essere madre, sia per un motivo fisico ma anche perché non ha sentito il bisogno di diventare madre, come capita a molte. Anche la stessa creatrice del progetto, Margaret Mazzantini, ha puntualizzato che diventare genitore è un desiderio, non un “diritto” o un “dovere”. Pure lo stesso Sergio Castellitto parla di desiderio, indagando nelle “stanze segrete” della psiche, dicendo che: ” Le coppie che arrivano sono inadeguate rispetto al desiderio che hanno, arrivano con una mancanza. Il desiderio è una malattia molto particolare”
Il nostro punto di vista: perchè vedere In Utero
Le motivazioni potrebbero essere tante o sufficienti per sentirsi spinti dal guardare la serie, fatto sta che dietro ad esse, a mio modesto parere non ci dovrebbero essere dei “pregiudizi e preconcetti a prescindere”; come detto, è un argomento delicato e spinoso. In molti spesso si ergono a facile giudizio, sul perché una donna non decide di concepire ” ad una idonea età”. Come un professore mi verrebbe da chiedere: ” Datemi la definizione di ‘idonea età’?”, al di là del fatto che ogni persona ha un proprio vissuto, una propria storia e una lotta di cui ignoriamo l’esistenza, per cui dovremmo stare attenti alle facili formazioni di giudizi non richiesti, portando rispetto e trattando con gentilezza chiunque abbiamo davanti. Ecco, forse, uno dei tanti motivi che potremmo addurre a simil causa. Il che è già esauriente ed esaustivo. Per cui, non ci resta che augurare gli “in bocca al lupo” ad interpreti, creatori, registi e a tutto l’assetto produttivo e una buona visione ai telespettatori.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

