Incontro con l’attore Carlo Caracciolo, da qualche tempo nel cast del real drama di Rai 3, “Un Posto al Sole”.
Con noi l’attore Carlo Caracciolo, in scena questo 26 dicembre a Napoli con un nuovo spettacolo, “Dignità autonome di prostituzione”, e pronto a parlarci della sua esperienza nel condominio di Palazzo Palladini.
Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Carlo Caracciolo. Da qualche tempo sei parte della famiglia televisiva di Un Posto al Sole, il noto real drama di Rai3, nei panni dell’imprenditore Gennaro Gagliotti. Cosa ti regala questa nuova esperienza?
«Ho come l’impressione di aver vissuto dieci anni di fila di formazione, qualcosa che vivo con piacere e a tuttotondo (ride). Questo perché mi piace vivere il tutto in piena regola, stando sempre sul pezzo, migliorando sempre più la mia recitazione, evitando ogni retorica. La famiglia di Un Posto al Sole, ad oggi, sta regalandomi tanto affetto. Si lavora per la squadra e non per il singolo, qualcosa di molto bello e particolare».
A tal proposito, come vivi i colleghi?
«Li conosco tutti ma, purtroppo, non con tutti ho un reale rapporto di amicizia. Per lo più ho stretto amicizia con Riccardo Polizzy Carbonelli e Nina Soldano, due mentori spettacolari, e con Rita Rusciano, la compagna che ho nella soap».
Un giocherellone, il collega Polizzy, una persona di cuore, apprezzato da molti…
«È proprio così! Ne ho apprezzato tanto i consigli, il suo essere abile nel supportare ogni singolo collega. Mi sono divertito tanto con lui. È stato un coach fondamentale e a cui voglio molto bene».

Cosa ti regala, invece, Napoli che, tra l’altro, è la tua città di origine?
«Napoli è il mio sacro e profano, qualcosa a cui mai rinuncerei. La amo follemente e, ti dirò, forse sono diventato attore proprio grazie a lei, al mio essere clown in pieno cielo, a Piazza del Plebiscito, da ragazzo. È stata una più che buona fucina di idee».
Da alcuni anni sei anche insegnante…
«Esattamente! Insegno all’Accademia del Teatro Augusteo da ben tre anni. Una situazione che vivo sempre con piacere, con grande emozione, e spero possa diventare il mio piano B nella vita. Un piano B a cui tengo particolarmente».
Quale sapere cerchi di trasmettere?
«Sono più per il fare insieme le cose, per sperimentare, potendomi così allenare, allo stesso tempo, tirando fuori dai ragazzi una loro reale idea».
Questo 26 dicembre sarai in scena in uno spettacolo. Cosa dire a riguardo?
«Sarò in scena al Bellini, a Napoli, con “Dignità autonome di prostituzione”, un format di Luciano Melchionna e Betta Cianchini. Sarò con loro fino al 2 gennaio, con una turnata che poi proseguità fino all’11 con altri attori. Un cambio dovuto al fatto che lo spettacolo è abbastanza faticoso».
Cos’altro possiamo aspettarci?
«Un altro spettacolo, che mi rivedrà sul palcoscenico a febbraio e poi altro ancora ci sarà, a maggio, che mi vedrà impegnato con Shakespeare».
Quali sensazioni sono legate alle tavole del palcoscenico?
«Il palcoscenico mi permette di esplorare il pubblico, chi ho di fronte, tramite una reazione più che immediata. Amo il teatro proprio per questo, per il contatto visivo che regala, per il rischio che porta con sé, senza alcuno stop».
Cosa possiamo aspettarci al di là degli eventi futuri di cui ci hai parlato?
«Posso dirvi che Gennaro ci sarà ancora per un po’, su Rai 3… Senza svelare altro. Per il futuro mi auguro di poter prendere parte a qualche progetto cinematografico con dei nuovi ruoli da buono, qualcosa che accade raramente».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz


