AI nel Mondo dello show-biz tra minacce e opportunità
Il Valore dell’Umanità nell’Arte con l’AI: la vera minaccia? Da Romita ai doppiatori, voci a confronto sul futuro di arte e lavoro.
Il mondo dello spettacolo è in fermento, tra sogni realizzati, crisi economiche e l’ombra sempre più incombente dell’Intelligenza Artificiale. Abbiamo avuto il piacere di assistere a una puntata speciale di Sogni C…ostruiti che ha toccato questi temi con la partecipazione di ospiti d’eccezione. Ecco cosa è emerso.
Gli ospiti di puntata che si sono confrontati su spettacolo e AI
Attilio Romita: Tra Sogni e Incubi nel Giornalismo
Il talk show si è aperto con la testimonianza di Attilio Romita, un nome che non ha bisogno di presentazioni nel mondo del giornalismo italiano. Romita ha condiviso un frammento della sua vita che molti potrebbero trovare ispiratore: “Il mio sogno è stato sicuramente quello in cui ho iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo e il mio modello ideale era Michele Cucuzza, un’autorità morale nella conduzione”. Questo sogno lo ha accompagnato per anni, anche quando sembrava destinato a una carriera in un telegiornale di provincia. Poi, l’arrivo al Tg2 ha coronato finalmente il suo grande desiderio. Ma la strada non è stata priva di ostacoli. Romita ha raccontato di una “battuta d’arresto” quando venne sospeso dalla conduzione del Tg per evitare il passaggio al Tg1. Un periodo difficile, scandito da “incubi costanti in cui conduceva un Tg al buio, svegliandosi sudato al mattino”. Una testimonianza cruda, che evidenzia la passione e le fragilità di una professione spesso idealizzata.
Artisti Impoveriti e l’Ombra dell’Intelligenza Artificiale
Il fulcro della discussione si è poi spostato su un tema di scottante attualità: la crisi economica degli artisti e l’avanzata dell’intelligenza artificiale nel mondo dello spettacolo e non solo. Romita ha scosso il pubblico con esempi concreti, come quello di Paolo Guzzanti che, “pur con una pensione più che dignitosa che potrebbe far campare 4 famiglie insieme, piange miseria”, e Marina Larosa, che “guadagnava circa 20.000 euro a serata ma ha sperperato tutto”. Per Romita, il segreto è chiaro: “saper dare il giusto valore ai soldi e metterli da parte, perché non potevano essere così facili per tutta la vita”. Una vera e propria accusa verso chi non ha saputo gestire il proprio successo, ritenendolo “l’unico responsabile della sua rovina economica”.
La Battaglia dei Doppiatori contro l’AI
L’ospite Sara Ferranti, doppiatrice Mediaset (conosciuta per aver doppiato la protagonista di Endless Love), ha introdotto un tema cruciale per la sua categoria: la battaglia per tutelare i diritti dei doppiatori dall’avanzata dell’AI. Ferranti ha rivelato che “in oltre 30 paesi si sono uniti per evitare di essere soppiantati, firmando una clausola che impedisce all’AI di sostituire la loro voce”. Ha anche menzionato casi di diffide verso chi, per divertimento, ha doppiato un cartone animato, per sottolineare la gravità del problema. “Ci vorrebbe una legge”, ha affermato Sara, altrimenti si parla di un “vero e proprio furto e soprattutto serve il consenso del doppiatore”.
A rafforzare il concetto è intervenuta la conduttrice TV Daria Graziosi di tvcentromarche, che ha sottolineato come “non si possa sostituire il pathos e la forza emotiva che solo una voce umana potrebbe trasmettere al pubblico a casa. All’AI manca l’anima”. Per Graziosi, il doppiaggio italiano, “il migliore al mondo”, dev’essere valorizzato, soprattutto in un contesto dove altri paesi preferiscono i sottotitoli.
Romita ha poi ripreso la parola per estendere il discorso all’AI nel giornalismo, difendendo i conduttori dei Tg dal rischio di essere sostituiti da “una figura costruita ad arte, perfetta ma finta”. “E l’anima? E l’uomo? Va bene l’innovazione”, ha ribadito Romita, “ma l’anima non va tolta a nessuno, il furto della voce va denunciato e condannato assolutamente”. La sua conclusione è perentoria: “andranno scritte delle leggi per salvaguardare il ruolo dei professionisti, le macchine non possono e non devono sostituire l’uomo”.
Infine, la psicologa Paola Massafra ha parlato di un “vero e proprio terremoto emotivo” che rischia di cancellare il senso stesso del mestiere dell’artista, portando a perdita di identità e autostima. Le voci simulate, secondo Massafra, “possono rendere il genere umano più freddo e meno empatico”, perché “l’arte è connessa all’umanità e senza emozione anche la voce più perfetta non dice nulla”.
Il talk si è concluso con Daria Graziosi che ha condiviso la gioia per aver realizzato il suo sogno di avere un programma tv con Salvatore Sposito, mentre Sara Ferranti ha trasformato il suo sogno “ostruito”, costruito con impegno e sudore, in un sogno “costruito”.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz