Pierluigi Coppola: la mia vita… corsara

Pierluigi Coppola: la mia vita… corsara

Un salto nella vita artistica dell’attore di Pierluigi Coppola, che tra fiction e cinema, ci racconta le sue sensazioni.

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Da “Elisa Di Rivombrosa” a “Distretto di Polizia 4”, tanti successi, tanto lavoro e una grande voglia di tornare per Pierluigi Coppola, pronto a raccontarsi per noi.

Benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo” a Pierluigi Coppola. Come stai?
Sto molto bene, grazie! Ho fatto un po’ di interviste negli ultimi tempi e, grazie alla mia compagna, attrice e scrittrice, Caroline Baglioni, penso che a breve qualcosa di nuovo da presentarvi ci sarà…

Che ricordo hai dei primi passi mossi nell’ambito dello spettacolo?
Ne conservo un ricordo molto piacevole. Il primo spettacolo importante a teatro fu “L’ira di Dio”, con un cast pazzesco, una compagnia giovane, da Paola Cortellesi a Gabriele Mainetti. Girammo buona parte dell’Italia, cominciando da un teatro contemporaneo, per poi approdare alla televisione, alle fiction. La prima serie importante fu “Stiamo bene insieme”, un progetto sugli studenti universitari fuori sede, in cui ritrovai Mainetti.

Successivamente approdasti ad “Elisa di Rivombrosa” e, successivamente, a “Distretto di Polizia”, le fiction che ti hanno regalato, a loro modo, un reale ‘successo’…
Esattamente! “Elisa di Rivombrosa”, a suo modo, mi ha regalato molta visibilità. Fu un periodo davvero intenso di lavoro, una super produzione, con una Cinzia Th Torrisi abilissima a gestire ogni minima situazione. Eravamo, bene o male, tutti sconosciuti, fatta eccezione per Alessandro Preziosi, e ricordo che eravamo coesi. La produzione ci ha seguito al meglio, abbiamo tirato di scherma, girando per tutta Italia, non solo a Torino. La seconda stagione fu realizzata, per la maggiore, ad Otranto, in location pazzesche, in castelli incredibili. A livello professionale mi regalò tanto.

Come hai vissuto, all’epoca, il rapporto con il pubblico, con chiunque ti riconoscesse?
Non sai mai il successo che una serie potrà avere. Elisa ne ebbe tanto e, d’un tratto, venimmo proiettati in una popolarità pazzesca, riscontrando da parte del pubblico un grande affetto. Ciò avvenne anche per il mio personaggio. Ancora oggi è così.

Ruoli da buoni, da cattivo, per poi vivere un momento di stasi, di fermo…
Si! Ho avuto modo di interpretare diversi ruoli, come quello in Distretto, in cui ero un criminale, mentre ne “Le ali della vita 2” interpretavo un ragazzo con delle problematiche. Dopo la seconda stagione di Elisa mi è stato proposto di interpretare un ruolo diverso, in un film che pensavo fosse importante, invece ha rappresentato, a mio avviso, una ‘truffa artistica’. Caddi in una depressione profonda, il film non vide mai la luce, non seppi spiegarmi il perché. Non ultimo, il fatto che era da poco nato mio figlio, il non sapere come sostentare la mia famiglia. Ho così deciso di allontanarmi dallo spettacolo, per dieci anni, per poi riprovarci…

Cosa ti auguri di poter portare in scena, oggi?
Al momento sono impegnato in uno studio teatrale, un monologo scritto a quattro mani. Non escludo nulla, sono aperto ad ogni possibilità.

Chi è oggi Pierluigi Coppola?
Sono una persona che si impegna tanto. Un uomo sereno, rispetto al passato, appagato, realizzato, abile nel reinventarsi, in questa mia vita che amo definire corsara. Al mio fianco, da sempre, la pittura, oltre al lavoro, all’essere diventato barman.

Parlaci della pittura…
Adoro la pittura, anche se capita di fare confusione tra l’astratto e quanto altro, ma porto avanti questa passione, che è stata anche un po’ salvezza, con piacere.

Che papà sei?
Un papà a distanza, per molti versi, purtroppo. Io e la mia compagna siamo separati, lei vive in Inghilterra con i ragazzi, un quattordicenne e un diciottenne, ma per fortuna quando sono in Italia si fermano per periodi abbastanza lunghi. Quando sono qui cerco di dare loro il massimo, ascoltandoli, consigliandoli, accettando le loro scelte, nel bene e nel male. Non c’è mai stato odio tra noi, rimproveri o quanto altro. Abbiamo un rapporto molto bello, forte.

Cosa ti auguri di poter concretizzare, un domani?
Sarei felice di potermi laureare in filosofia, dopo aver abbandonato gli studi per dedicarmi alla carriera di attore.

Hai dei rimpianti legati al passato?
Nessun rimpianto! Ogni scelta è stata fatta con il cuore, dolorosa o meno che sia stata. Potrebbe sembrare una frase fatta, ma è così, è la verità.

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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