Una nuova esperienza per il regista Nicholas Gallo: “Elizabeth – La sarta del Presidente”. Vi raccontiamo il suo punto di vista.
Incontriamo il regista Nicholas Gallo in occasione dello spettacolo “Elizabeth – La sarta del Presidente” in scena il 25 giugno a Roma al Teatro de’ Servi. Uno spettacolo, quello a cui si avrà modo di assistere, che vedrà lo stesso regista in scena…
Benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Nicholas Gallo. Hai realizzato la regia di “Elizabeth – La sarta del Presidente”, in scena il 25 giugno a Roma, al Teatro de’ Servi. Cosa dire su come ha preso forma questo spettacolo e sull’essere, al contempo, anche in scena, tra i protagonisti?
«L’origine di questo spettacolo rappresenta un vero colpo d’occhio avuto mesi fa, quando un’associazione culturale ha pensato di dedicare una serata al periodo della schiavitù in America. Al contempo, nello stesso ‘momento’, la protagonista mi ha chiesto di scriverle un testo caratterizzato da una donna forte. Ho pensato di stilare una lista di donne dalla tempra altisonante focalizzandomi su Elizabeth Keckley, ventenne e schiava, figlia di Robert. Ebbe una terribile infanzia ma grazie alle sue qualità di sarta approdò alla casa Bianca, restandoci per ben quattro anni. Si tratta di una quarta volta in scena insieme ai miei colleghi attori con un ruolo impegnativo, quello del generale Anderson. Parliamo di un guerrafondaio che predilige la schiavitù come fonte di scambi per commerci importanti a discapito del presidente Abraham Lincoln che era per l’indipendenza e l’abolizione dello schiavismo».
Chi è Nicholas, al di là della regia e dell’amore per la recitazione?
«Al di là della regia e dell’amore per la recitazione, c’è un uomo che ha sempre lottato per fare questo mestiere, con tutta l’umiltà possibile. Un mestiere che rappresenta una forma di espressione che non posso assolutamente reprimere. È L’unico modo che ho, d’altronde, per far capire quello che ho dentro, quello che provo. Mi capita spesso di non riuscire a trasmettere emozioni anche a causa del mio essere una persona molto riservata, che tende a non parlare troppo nemmeno degli altri. Il teatro, nel mio vissuto, ha rappresentato una via di uscita, una strada da seguire. Mi piace portare in scena tematiche che riguardano la società, in particolar modo, il mondo che cambia e, di conseguenza, le persone e le relazioni umane».
Quali sensazioni sono legate al teatro, alla magia che si viene a creare prima di essere in scena?
«La magia sta proprio nello scintillio della fiamma che si accende quando si sale sul palco, grazie al rapporto unico che viene a crearsi con il pubblico. In sala possono esserci poche o tante persone, ma quando riesci a trasmettere e a condividere con ciascuna di loro il messaggio che si cela dietro ogni spettacolo, allora si che scocca la famosa scintilla di cui parlavo poc’anzi. Non meno importante l’applauso, che penso sia il coronamento di una grande emozione che parte dall’inizio dei lavori, dai primi appunti, dalle prime indicazioni, per poi diventare espressione di qualcosa che viene apprezzato o anche non apprezzato».
Come scegli gli attori da portare in scena e quali rituali ti accompagnano prima di ogni pièce?
«Scelgo gli attori sulla base di ciò che mi trasmettono, in base ad alcune tecniche che hanno nella mimesi e grazie ad una compatibilità a livello comportamentale. Li analizzo guardandoli negli occhi, avvertendo le loro vibrazioni quando recitano o leggono qualcosa, e da lì provo a comprendere se possono rappresentare il mio ideale. È fondamentale comprendere se lavorando insieme si può riuscire a raggiungere il risultato che vorrei ottenere. Prima di andare in scena, un tempo, non mi sarei fatto mancare un bicchierino di cognac ma ho smesso di bere, ormai. Cerco, negli ultimi tempi, di non parlare con nessuno per restare concentrato il più possibile».
Stai già pensando ad una nuova regia?
«Sto lavorando ad una nuova regia e, ti dirò, ci sono un paio di progetti in ballo, al momento: Waste Land, previsto per questo luglio, e Inferno Sincronico, in scena il prossimo dicembre, tratto da L’Inferno di Dante Alighieri. I casting sono ancora aperti…».
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