Jaele Fo: mi godo il viaggio nella recitazione

Andrà in scena al Cometa Off di Roma, lo spettacolo “Crave-n” dove incontriamo la giovanissima attrice Jaele Fo.

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Un piacevole incontro con Jaele Fo, giovanissima attrice, in occasione dello spettacolo “Crave-n”, in scena il 2 e il 3 maggio al Cometa Off di Roma. Un viaggio nella recitazione ancora da scoprire, un teatro da esplorare e delle occasioni al cinema da vivere…

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Jaele Fo. Il 2 e il 3 maggio sarai in scena al Cometa Off di Roma con lo spettacolo, “Crave-n”, scritto e diretto da Nicholas Gallo. Come ti prepari ad affrontare questa esperienza?
«Si tratta di una quarta esperienza teatrale ma, ad essere sincera, per qualche tempo ho evitato di fare teatro, visto il rapporto conflittuale vissuto a riguardo. La voglia di poterlo sperimentare è tornata da poco e questo perché trovo che il teatro ‘regali’ delle basi utilissime anche al cinema, pur essendo due mondi totalmente diversi, a mio parere».

Come vivi, di volta in volta, il palcoscenico e quali rituali ti accompagnano prima di ogni esibizione?
«Vivo l’esperienza teatrale con molta ansia. Il palco è in diretta, con la famosa “buona la prima”, mentre il set è un luogo protetto in cui si lavora privatamente sull’attore. Il palco ti dà la possibilità di avere un feedback immediato che può essere positivo o negativo, ed è a questo che sto lavorando, provando a gestire il mio lavoro a prescindere dalla risposta che mi arriva dal pubblico. In ogni caso, sono molto contenta di lavorare con Nicholas e con un gruppo di attori con cui fin dalla primissima lettura si è creata una bella sinergia e un grande gioco di squadra. Il testo è importante, parla di violenze, abusi, sofferenza e pensieri suicidi che per l’autrice Sarah Kane si sono effettivamente concretizzati. Si avverte del tutto il peso di una realtà ormai insostenibile espresso tramite un flusso di coscienza che utilizza parole e immagini forti che non possono lasciarti indifferente. Sto cercando di lavorare alla restituzione di alcune emozioni portando al testo tutto il rispetto che merita, considerando anche il rabbrividire di alcuni passaggi, espressi con crudezza. Una vera e propria fotografia di una faccia del mondo in cui viviamo. Nonostante i personaggi siano abbastanza ‘over’ e traumatizzati, ognuno per situazioni diverse, si esprimono anche in termini ironici, spesso, senza dimenticare il motivo per cui questo testo esiste».

Jaele Fo

Quale ruolo sogni di poter portare in scena?
«Sono una grande fan della dark comedy. Trovo che la comicità sia un mezzo intelligentissimo utile a parlare, seppure per vie traverse, di temi profondi e radicati nella società. Mi piace l’arguzia dei testi che possono essere recepiti a più livelli di lettura, ed amo la chiave comica, specie se ha un suo messaggio da trasmettere».

Nipote di un uomo di spettacolo più che importante, Dario Fo, che ricordi porti con te dei suoi insegnamenti e dell’amore che ti ha donato?
«Porto con me, degli insegnamenti e amore trasmessi da mio nonno e mia nonna, la passione per il teatro, per la satira, e la voglia di usare la risata per denunciare una situazione o per sollevare un dibattito pubblico nei confronti di una situazione socialmente rilevante. Conservo anche il ricordo legato al loro essere sempre in prima linea per difendere gli interessi dei più deboli, i diritti, l’umanità».

Quanto sostegno da parte della tua famiglia per questo mestiere?
«Ho avuto la fortuna di avere sempre un grande sostegno da parte della mia famiglia. Qualcosa che va al di là del semplice amore per la recitazione».

Anticipazioni legate al tuo futuro artistico?
«Ho in uscita un film per il cinema e ho avuto il piacere di prendere parte alla quarta stagione di Monsters, di Ryan Murphy, per Netflix. A giugno porterò in scena un nuovo testo, al Teatro de’ Servi, un progetto su Santa Chiara e cosa dire se non che sono aperta ad accogliere tutte le occasioni che la vita mi presenterà… Intanto mi godo il viaggio, la sua continua scoperta».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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