Un “signore” del teatro napoletano, ci lascia così Gianni Sallustro a soli 55 anni, colto da un malore: ha dedicato la vita alla scena.
L’improvvisa scomparsa di Gianni Sallustro, attore, regista e anima pulsante del Teatro Instabile Napoli (TIN), lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale partenopeo e nazionale. Sallustro non era solo un interprete raffinato, ma un vero “motore culturale”, capace di coniugare la tradizione del teatro barocco con la sperimentazione più coraggiosa.
Nato con una vocazione precoce, Sallustro ha costruito una carriera solida e multidisciplinare. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Politeama e specializzato in mimo e doppiaggio, ha saputo attraversare con disinvoltura i confini tra teatro, cinema e televisione.
Il suo legame con il Maestro Michele Del Grosso ha segnato una svolta decisiva: Sallustro ne ha raccolto l’eredità artistica, trasformando il TIN in un centro di resistenza culturale nel cuore di Napoli. Come lui stesso amava ricordare: «Ero un attore accademico, Del Grosso mi ha “sporcato”, insegnandomi a essere ruvido e a mettermi sempre in discussione».
Il successo tra fiction Rai, Mediaset e il grande schermo
Sebbene il suo cuore battesse per il palcoscenico, il grande pubblico ha imparato ad apprezzarlo attraverso popolari produzioni televisive. La sua versatilità lo ha portato a recitare in fiction di successo come:
- La Squadra e Un Posto al Sole (Rai 3);
- I Cesaroni e Carabinieri 5 (Canale 5);
- Un Medico in Famiglia (Rai 1).
Nel cinema, Sallustro ha collaborato con nomi del calibro di Dario Fo, Massimo Ranieri e Antonio Capuano, ricevendo premi prestigiosi come il riconoscimento di Miglior Attore dalla Camera dei Deputati – Fondazione AISPIS.
L’impegno didattico e il Premio Talentum
Oltre all’attività attoriale, Sallustro ha investito energie immense nella formazione. Fondatore dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema, ha guidato generazioni di giovani talenti. Insieme alla giornalista Roberta D’Agostino, ha ideato il Premio Talentum, volto a celebrare le eccellenze del territorio, premiando personalità come Maurizio De Giovanni ed Enzo De Caro.
La carriera di Gianni Sallustro
Quali sono stati i suoi spettacoli teatrali più iconici? Tra i lavori più celebri spiccano Caravaggio mette in scena Caravaggio, Mater Camorra e le rivisitazioni della tradizione popolare come Razzullo e Sarchiapone.
Cosa rappresentava per lui il Teatro Instabile Napoli? Per Sallustro, il TIN era un «teatro modernamente arcaico», un luogo di libertà dove la cultura non era un ornamento ma una necessità civile.
Qual è l’eredità che lascia ai giovani attori? La sua accademia continua a essere un punto di riferimento per chi cerca una formazione che unisca tecnica accademica e ricerca espressiva.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

