Sabrina Sacchelli: guidata dalla passione e dalla curiosità

“Giovanna Dark” in scena dal 9 al 12 aprile, per poi riprendere la sua corsa dal 16 al 19 al Teatro Sophia con Sabrina Sacchelli.

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Incontriamo l’attrice Sabrina Sacchelli, una donna guidata dalla passione, dalla curiosità, in occasione dello spettacolo teatrale che la vedrà impegnata a Roma dal 9 aprile, “Giovanna Dark”.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Sabrina Sacchelli. Da aprile sarai in scena al Teatrosophia con lo spettacolo “Giovanna Dark”, per la regia di Matteo Fasanella. Come ti sei preparata ad affrontare questa esperienza e quali sensazioni sono legate al tuo ruolo?
«Questo ruolo mi coinvolge in modo particolare e per diverse ragioni. Per riuscire ad interpretarlo, dandole lo spessore e la dignità che merita, ho avuto bisogno di lavorare tanto, non solo sul testo, ma in particolar modo su tutto ciò che Giovanna porta dentro di sé e che, a suo modo, la rende misteriosa agli occhi della gente. Ho così intrapreso un percorso, insieme al regista Matteo Fasanella, per andare in profondità e dare corpo e voce a una Giovanna che non fosse solo simbolo o mito, ma una ragazza vera, fragile, imperfetta. Ho cercato di lasciar emergere il suo coraggio, così come la sua solitudine e il peso di una missione più grande di lei».

Quale magia ti lega alle tavole del palcoscenico, di spettacolo in spettacolo?
«È vero, a legarmi alle tavole del palcoscenico c’è una reale magia, qualcosa che fatico a spiegare e che si rinnova ad ogni spettacolo, ad ogni replica, in modo diverso, rendendo quell’esperienza unica. È l’emozione del primo incontro con il personaggio. È lo scambio di energia che si crea tra attore e regista, tra colleghi e, infine, tra attori e pubblico. È vita che avviene in diretta, con la sua imprevedibilità e la sua verità. Non esiste un ‘gioco’ più magico, più bello e più serio per me».

Quali rituali ti accompagnano prima di essere in scena?
«Prima di entrare in scena cerco sempre di ritagliarmi uno spazio di concentrazione. Arrivo in teatro con largo anticipo così da poter seguire alcuni piccoli rituali che mi aiutano a lasciar fuori il mondo esterno e a entrare nel personaggio e nella situazione: esercizi di respirazione, riscaldamento del corpo, persino il momento del trucco in camerino è per me un vero e proprio rituale. C’è sempre spazio anche per un po’ di leggerezza condivisa con i miei colleghi, utile per scaricare la tensione prima dello spettacolo. Il tutto culmina con il famoso “merda merda merda”, poco prima di iniziare».

Chi è Sabrina e quali ruoli ancora restano da scoprire?
«Sabrina è un’attrice che ama mettersi in discussione, accettare nuove sfide che le permettano di cercare e di esplorare, dentro e fuori di sé. Dopo tanti anni di lavoro sento di avere ancora moltissimo da scoprire: personaggi lontani da me, storie complesse, magari anche ruoli in lingue diverse o in contesti internazionali. L’esperienza che ho vissuto lo scorso anno in Francia, con uno spettacolo nel quale recitavo sia in italiano che in francese è stata molto significativa e ha rafforzato in me il desiderio di aprirmi sempre di più a nuove realtà artistiche».

Cosa anticipare sul tuo futuro artistico?
«Per il futuro ci sono diversi progetti in cantiere, con la compagnia di cui faccio parte, la Darkside LabTheatre Company. Altri ancora mi porteranno fuori dall’Italia. È una direzione che sento molto mia perché il confronto con culture e linguaggi diversi arricchisce profondamente il mio lavoro. Il mio obiettivo è proprio quello di costruire un percorso che possa svilupparsi sia in Italia che all’estero, continuando a crescere come attrice e come persona, sempre guidata dalla passione e dalla curiosità».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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