Il Puccini che non ti aspetti e il suo amore per l’organo
Un viaggio nella Lucca di Puccini per scoprire il suo legame con l’organo, uno strumento che ha segnato i suoi primi passi musicali.
Se pensi a Giacomo Puccini, la mente vola subito a capolavori operistici come «La Bohème», «Tosca» e «Madama Butterfly». Eppure, dietro il grande maestro dell’opera si nascondeva un legame profondo e meno noto con un altro strumento: l’organo. Una passione coltivata fin dall’adolescenza, che lo vedeva suonare regolarmente e comporre brani per il «re degli strumenti». Oggi, grazie a un’iniziativa straordinaria, questa pagina della sua vita sta per essere riscoperta.
«Lucca e gli organi di Puccini» è il nome della rassegna organizzata da Toscana Classica, in collaborazione con il Ministero della Cultura, che dal 27 settembre al 26 ottobre 2025 riporterà alla luce circa 60 brani composti da Puccini per l’organo. Un evento che non solo celebra il suo genio, ma ci riporta alle origini della sua ispirazione, proprio nelle chiese lucchesi che furono il teatro dei suoi primi passi.
Un tesoro ritrovato: l’importanza dei brani organistici
Per decenni, la produzione organistica di Puccini è rimasta nell’ombra. Ma la scoperta di questo corpus di opere è un tassello fondamentale per comprendere appieno il suo percorso artistico. Come sottolinea un articolo di Sardegna Reporter, questi brani rivelano la sua sensibilità melodica e armonica già in giovane età, anticipando quella che sarebbe diventata la sua cifra stilistica in ambito operistico. Si tratta di un’opportunità unica per ascoltare un Puccini inedito, alle prese con un genere diverso ma non meno espressivo.
Un esempio emblematico è la «Sonata in re-sol maggiore», che sarà eseguita durante la rassegna. Questa composizione, tra le più estese del corpus organistico, mostra già quei tratti melodici che avrebbero poi reso celebri le sue arie d’opera. La sua riscoperta è un evento di grande rilievo per gli amanti della musica classica e per i pucciniani più attenti. A un anno dal centenario della morte del compositore, la riproposizione di questi brani acquista un significato ancora più profondo, permettendoci di celebrare l’eredità del maestro a 360 gradi.
Un itinerario tra arte e storia: le chiese di Lucca
La rassegna non si limita a un semplice concerto, ma si trasforma in un vero e proprio itinerario attraverso la storia e la cultura di Lucca. Gli appuntamenti si terranno in chiese storiche, luoghi che hanno visto Puccini sedere all’organo, come la Chiesa di San Pietro Somaldi o quella di San Lorenzo a Farneta. Alcuni di questi organi portano addirittura la firma autografa del compositore, a testimonianza del suo legame indissolubile con questi strumenti.
L’ingresso a tutti i concerti sarà libero, un gesto che sottolinea la volontà di rendere la musica accessibile a tutti, come dichiarato da Toscana Classica. Questo dettaglio è cruciale per coinvolgere un pubblico vasto, anche chi si avvicina per la prima volta alla musica classica.
Grandi nomi per un grande evento
A rendere l’evento ancora più imperdibile sarà la presenza di interpreti di fama internazionale. Organisti e clavicembalisti del calibro di Antonio Frigé, Maurizio Croci, Lorenzo Ghielmi, Gabriele Giacomelli e Paolo Bottini si alterneranno agli organi storici delle chiese lucchesi. Ogni artista proporrà un programma unico, che spazierà dal Barocco al Preromanticismo, mettendo in risalto l’influenza dei maestri del passato sul giovane Puccini. Ad esempio, Antonio Frigé il 27 settembre alla Chiesa di San Pietro Somaldi proporrà, tra gli altri, brani di Domenico Puccini, il padre di Giacomo, evidenziando il legame profondo tra la famiglia e la tradizione musicale lucchese.
Non solo Puccini: il concerto per i Coldplay
La rassegna non dimentica di strizzare l’occhio alle nuove generazioni. L’Auditorium San Romano a Lucca, il 10 ottobre, ospiterà un evento speciale: l’Omaggio sinfonico ai Coldplay. L’Orchestra del Centro di Produzione Musicale della Toscana, diretta da Giuseppe Lanzetta, eseguirà alcuni dei più grandi successi della band britannica, come «Yellow» e «Viva La Vida», in chiave sinfonica. L’obiettivo, come ha affermato il direttore dell’orchestra al giornale online Lucca in Diretta, è quello di «far avvicinare anche chi non è solito frequentare il repertorio classico».
Questo approccio innovativo e inclusivo dimostra che la musica classica può dialogare con le sonorità contemporanee, creando ponti tra generazioni e generi musicali. È una strategia vincente per avvicinare i giovani alla musica d’orchestra, mostrandogli la sua versatilità e il suo potere emozionale.
Un’eredità familiare: Puccini e l’organo
La passione di Puccini per l’organo non è stata un caso isolato, ma una vera e propria eredità familiare. La sua famiglia vantava una lunga e illustre tradizione di musicisti e organisti a Lucca, che si tramandava da ben cinque generazioni. Il bisnonno, Giacomo Puccini senior, era un rinomato organista della Cattedrale di San Martino.
Secondo l’Enciclopedia Treccani, questa radicata tradizione ha plasmato il giovane Puccini, che fin da bambino ha avuto modo di immergersi nel mondo della musica sacra e organistica. Lucca, del resto, è una città ricca di strumenti antichi e di grande pregio, alcuni dei quali risalgono al Rinascimento, quando la città era un centro nevralgico per la fabbricazione di organi.
La rassegna «Lucca e gli organi di Puccini» si preannuncia come un’occasione imperdibile per riscoprire il maestro da un punto di vista nuovo e affascinante. È un invito a viaggiare nel tempo, esplorando non solo la storia musicale di un genio, ma anche quella di una città e della sua ricca tradizione.
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