Quello di gennaio, è il mese dei primi bilanci ufficiali cinematografici: parliamo Buen Camino e del successo di Zalone.
Durante scorso anno e nello specifico nel mese di dicembre, appena concluso, le sale cinematografiche sparse in giro per la penisola, si sono contesi proiezioni a suon di pop-corn.
Mentre ci si trova a commentare i recenti Golden Globes, tra sfilate improponibili sul primo red carpet della stagione cinematografica e si discute sulle espressioni da meme di Leonardo di Caprio , dell’eleganza di George Clooney e della moglie Amal, del discutibile abito in stile tattoo di Jennifer Lopez e dell’innata classe di Julia Roberts che indossava un abito Armani, in Italia si stanno tirando i bilanci sugli incassi e i successi dei film proiettati.
Buen Camino, va spedito! Proprio così, il film per la regia di Gennaro Nunziate, con Checco Zalone come interprete ha sbaragliato e continua a farlo.
Segnando un successo di incassi e di pubblico entusiasta, che ha spiazzato qualunque previsione.
Dopo sei anni di silenzio, Checco Zalone alza la sua voce
Buen camino è arrivato nelle sale il 25 di dicembre, distribuito da Medusa, il che sarebbe potuto sembrare una scelta straordinaria solo per la data, se non fosse che contemporaneamente usciva Avatar Fuoco e Cenere di James Cameron, il terzo capitolo di una fortunata saga.
“E ora chi glielo dice a Cameron che il suo film è stato scalzato da quello di Zalone?” ha ironizzato qualcuno, ma non troppo.
Zalone batte se stesso
Esattamente così, è notizia di poche ore fa che Checco Zalone è il film italiano con maggiore incasso di sempre al box office.
Inoltre con questo titolo Checco è riuscito a battere se stesso, dopo il successo di incassi di Quo Vado?
La commedia che ha visto il ritorno alla regia dell’amico e campione di incassi Gennaro Nunziante, è un film che si sviluppa on the road, prodotta da Indiana Production con Medusa e in collaborazione con Mzl e Netflix, in meno di venti giorni ha registrato una cifra pari a 65.689.125 euro.
L’intento è quello di puntare dritto alla vetta dei film con più incassi in Italia, su cui da oltre un decennio sventola la bandiera Avatar, con i suoi 68. 600.000 euro di incassi.
“E inutile essere ipocriti. Ci aspettiamo di fare i soldi!“- aveva esclamato ironicamente Zalone, rispondendo durante la presentazione del film.
I numeri gli stanno dando ragione, anche in barba al politically correct, che sta tagliando la verve ai comici, agli attori e agli artisti che, a mio parere personale, devono poter esercitare.
Ovvio che non si possono fare paragoni con gli attori e i comici del secolo passato, con quelli attuali, che sempre a mio parere sono allievi se confrontati coi maestri.
Ma vi immaginate se, film e battute di Totò, Vittorio De Sica, De Filippo ( tutti e tre i fratelli), Alberto Sordi tanto per citarne alcuni, fossero stati girati e pronunciate adesso, cosa ci saremmo persi?
Un successo “corretto“
Buen camino, non è semplicemente una commedia che sta riscuotendo successo, ma è uno specchio drastico della nostra società e anche una smentita da parte di certa autorevole critica che guarda il pubblico dall’alto in basso.
Checco colpisce perché non dà lezioni e non predica, ma proprio per questo colpisce a fondo, rispetto a molte pellicole pianificate a tavolino.
Buen Camino un invito a camminare, cadere e rialzarsi
Il personaggio di Zalone è un uomo benestante che vive nell’ozio e ben protetto dal denaro e da un’esistenza morbosa. che conduce una vita da narcisista materialista.
Fino a quando la figlia scompare per intraprendere il Cammino di Santiago. A questo punto il protagonista si vede costretto a fare ciò che ha sempre evitato, camminare, affrontando la vita e gli imprevisti che ne conseguono.
Il viaggio è una serie di inciampi, figuracce e contraddizioni, in cui si attua un vero viaggio formativo.
Ed è qui che risiede la forza trainante del film: vale a dire, la crescita non è mai perfetta, ma come nella vita reale è fatta di percorsi, inciampi, cadute e rialzate.
C’è chi ci vede una stoccata
In tanti hanno parlato, sostenendo che nel film Checco Zalone, smonta certe convinzioni, dando una stoccata a quella corrente politica dei radical chic, quella che vive di linguaggio corretto e superiorità morale ( almeno all’apparenza, come in un noto film di Sordi “Il Moralista”), mostrando il volto delle contraddizioni, senza per questo salire su un pulpito da proclami ideologici.
La sua satira, non colpisce solo una tipologia di pensiero, ma è molto più ampia, non cerca approvazione da “salotti”, e forse in questo risiede buona parte del suo successo.
Personalmente, ritengo che ognuno ci possa vedere e leggere ciò che più crede confacente, ma intanto in esso emergono argomenti quali: famiglia, fede, spiritualità e paternità. Parole che ovunque ci sia “ignoranza presuntuosa e preconcetta” fanno paura!
Buen camino: Una lettura consapevole della deriva a cui la società dei social network è pervenuta, ovvero l’esibizione della ricchezza come valore assoluto, svuotata della cultura, dell’impegno e della fatica.
Comunque la si pensi, io sto dalla parte della Libertà in ogni sua forma, pensiero, parola ed espressione. Poi, quando si parla di Arte, questa libertà dovrebbe essere lasciata libera di fluire e di fruire.
Per cui, Viva il Cinema italiano e congratulazioni al regista, alla produzione e a Checco Zalone, a cui noi auguriamo un Buen camino, mentale inizialmente e poi concreto, sia per loro che per tutti noi
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

