Antonio Albanese torna al cinema il 5 febbraio con “Lavoreremo da grandi”: una commedia noir tra errori fatali e risate amare.
Il cinema italiano si prepara a un inizio d’anno folgorante. Il 5 febbraio 2026 segna il ritorno nelle sale di uno degli autori più amati e acuti del nostro panorama: Antonio Albanese. Con il suo nuovo progetto, “Lavoreremo da grandi”, l’attore e regista lombardo ci trascina in un microcosmo sospeso, dove la quiete di un lago diventa il palcoscenico di un’odissea notturna imprevedibile.
Una “squadra speciale” tra fallimenti e sogni infranti
Al centro della narrazione troviamo un quartetto di personaggi che sembrano usciti da un romanzo di formazione tardiva. Umberto (interpretato dallo stesso Albanese) è un musicista che ha collezionato più fallimenti che successi; Gigi (Giuseppe Battiston) vaga tra i fumi dell’alcol e parrucche di protesta dopo essere stato diseredato; Beppe (Nicola Rignanese) è un idraulico schiacciato da una madre ingombrante.
A rompere gli equilibri è l’arrivo di Toni (Niccolò Ferrero), il figlio di Umberto, appena uscito di prigione. Come dichiarato nelle note di produzione, ci troviamo di fronte a «la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago».
Il cataclisma: quando una scelta sbagliata cambia tutto
La trama vira bruscamente verso il noir grottesco dopo una serata al bar del paese. Un incidente stradale apparentemente banale scatena un effetto domino di decisioni disastrose. I quattro protagonisti si rifugiano nella casa di Umberto, dando il via a una notte interminabile fatta di:
- Colpi di scena paradossali che mettono a nudo le fragilità umane.
- Incontri improbabili con figure che popolano la provincia profonda.
- Scontri generazionali tra un padre fallito e un figlio già segnato dal carcere.
Un team tecnico d’eccellenza per una produzione di qualità
Prodotto da Palomar e PiperFilm (in collaborazione con Netflix), il film vanta firme di prestigio dietro le quinte. La sceneggiatura, firmata da Albanese e Piero Guerrera, si avvale della fotografia di Italo Petriccione e delle musiche originali di Giovanni Sollima, elementi che promettono di restituire quell’atmosfera rarefatta e magica tipica delle sponde lacustri.
Il film ha beneficiato del sostegno della Film Commission Torino Piemonte, confermando l’importanza dei fondi regionali (PR FESR Piemonte) per il cinema d’autore che sa parlare al grande pubblico.
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