Filippo Scicchitano: sempre pronto a migliorarmi

“La buona stella” per Filippo Scicchitano, per la seconda volta nei panni di un papà, un ruolo non ancora provato nella vita.

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L’ospite di oggi, l’attore Filippo Scicchitano, è stato tra i protagonisti de “La buona stella”, la fiction Rai terminata ieri sera e che ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Un uomo certo di volersi migliorare sempre più, Filippo, con la voglia di esplorare più ruoli possibili, perfezionando di volta in volta la sua recitazione…

L’intervista a Filippo Scicchitano

Ben ritrovato sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Filippo Scicchitano. Una nuova opportunità con La buona stella, un’esperienza che per la seconda volta ti ha visto nei panni di un papà disposto a tutto. Cosa dire sulle sensazioni legate a questo ruolo e al periodo vissuto sul set con i tuoi compagni di avventura?
«Poter essere per la seconda volta nei panni di un padre ha rappresentato un’esperienza, almeno in questa occasione, del tutto differente. Nel personaggio interpretato in “Balene” ero un papà molto più presente, premuroso ma, molto meno, nei panni di Simone de “La buona stessa”. Per questo ‘amore’ devo grazie al mio coach, Alessandro Prete, alle sue idee e riflessioni, a tutti gli spunti che mi ha concesso di raccogliere. Spero di essere riuscito in questo… Riguardo ai miei compagni, invece, posso dirti di avere vissuto con piacere Laura Cravedi, la mia compagna di set, una presenza molto importante per me, con cui ho avuto modo di vivere a pieno ogni cosa. Le prove sono state poche e prendere le misure non è stato facile ma è stato proprio questo a legarci e lo stesso vale per il regista, Luca Brignone. È stato molto premuroso».

Una tematica particolare quella affrontata, un’esperienza molto forte. Quali sensazioni hai raccolto da parte del pubblico, di chi hai avuto modo di sentire già dopo la prima puntata?
«Si è trattato di un progetto diverso dai precedenti e l’ho capito sin dalla prima lettura del copione. Questo personaggio mi ha responsabilizzato e mi ha portato a realizzare delle considerazioni su tutto ciò che potevo dare in scena, persino su come trovare alcune soluzioni, motivo per cui ho preferito affidarmi ad un coach. Se di pubblico si parla, il progetto è stato molto apprezzato e di questo ne sono stato felice. Solitamente sono molto più portato ad essere critico…».

Filippo Scicchitano e Laura Cravedi in La buona stella
Filippo Scicchitano e Laura Cravedi in “La buona stella”

Chi è oggi Filippo e cosa manca a questo percorso ancora giovane ma già ricco di esperienze?
«Sento di essere cambiato rispetto ai miei inizi. Di cose ne sono successe e a questo devo il mio essere cambiato, di pari passo con la recitazione, con le esperienze vissute, e le tante migliorie da apportare. Finché ci sarà questo desiderio, non avrò mai paura di mettermi in discussione lasciando questo fuoco acceso, ben vivo dentro me. La speranza è nel pensare che possa esserci sempre altro da vivere…».

Al cinema ti abbiamo visto in “Finché notte non ci separi” di fianco all’abile Pilar Fogliati. Quali considerazioni a riguardo e cosa ti regala il cinema in sé, differentemente dalla televisione?
«Il film risale a qualche anno fa ed è stato girato di notte, qualcosa di abbastanza complicato. Una sceneggiatura ben scritta, ripresa da un bellissimo film israeliano. Un progetto che ricordo con piacere, a cui sono legato, anche per l’amore che nutro per il cinema, senza dimenticare di esplorare il mondo della televisione, al di là del grande pregiudizio che da sempre vive. Credo che i progetti, quando ben scritti, si possano affrontare sempre e nel migliore dei modi, andando contro qualsiasi forma di conformismo».

Quanta strada hai dovuto compiere per arrivare fino a qui e quale piano B, se effettivamente c’è, accompagna il tuo percorso?
«Parecchia, direi! Il percorso è stato lungo e complesso, perché nessuno mi ha regalato nulla. Non so cosa mi riserverà ancora il futuro, e nulla è perfetto, ma sono certo di voler continuare a perseguire questa strada. Sono felice, nel complesso, di dove stia portandomi. Un piano B, attualmente, non è contemplato. Sto strutturandomi per poter essere sempre diverso dal prima, studiando il più possibile, senza dimenticare la naturalezza che da sempre mi accompagna. Il piano B, quindi, non c’è, lo ripeto, ma persiste la voglia di migliorarsi, ancora e ancora…».

Cosa aspettarci dal tuo futuro artistico, nei limiti del possibile?
«Il bello consiste proprio nel non sapere cosa mi aspetta. La responsabilità c’è, è tanta, la scelta spesso non dipende da noi, ma resto proiettato nel futuro…».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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