Claudia Ferri

Claudia Ferri: una vera medicina questo mestiere

L’attrice Claudia Ferri ci parla della sua esperienza con il gruppo de “Amleto in salsa piccante”, in scena dal 22 gennaio a Roma.

Gestione del Negozio - Banner

Incontriamo Claudia Ferri in scena dal 22 gennaio al Teatro Roma con “Amleto in salsa piccante”, un’avventura condivisa con i colleghi Massimiliano Vado, Danila Stàlteri, Veronica Milaneschi, Leonardo Bocci e Walter Del Greco, ad opera di Aldo Nicolaj. Una storia di cuochi e sguatteri, ambientata nel castello di Elsinore…

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Claudia Ferri. “Amleto in salsa piccante”, ad opera di Aldo Nicolaj, ti vedrà in scena dal 22 gennaio al 1 febbraio al Teatro Roma. Cosa puoi anticiparci a riguardo?
«Portiamo in scena una commedia realizzata da un bravo autore contemporaneo scomparso una ventina di anni fa, Nicolaj, ed è niente poco di meno che la storia di Amleto raccontata dal punto di vista della servitù, diversamente da come accadeva con Shakespeare, abituato a fornirci un punto di vista differente, nobiliare. Il tutto è, chiaramente, realizzato in chiave ironica, ma riportato in maniera precisa, con delle risoluzioni che nello scritto di Shakespeare mancavano, mentre Nicolaj le risolve in maniera egregia. Nessuna presa in giro, soltanto un “e se invece fosse andata così?”. Con me dei colleghi fantastici ed una new entry, Leonardo Bocci».

Quali sensazioni sono legate alle tavole del palcoscenico, alla magia che si crea qualche minuto prima che si apra il sipario e al pubblico stesso?
«Una gran bella domanda! Ho iniziato con il teatro e devo dire che, ancora oggi, resta un grande amore. Avere le persone dinanzi a te potrebbe rappresentare un pericolo, e invece resta qualcosa di molto stimolante, che ti porta a restare concentrato. Una sfida continua, così come lo sono le tavole del palcoscenico, il miglior medico che abbia mai conosciuto in vita mia, sia per l’anima che per il corpo. Questo mestiere non ti consente giorni di vacanza, di stacco, ma farlo rappresenta sempre una grande emozione, in ogni caso, in ogni situazione. Dietro le quinte ti senti quasi morire ma, una volta in scena, tutto passa. Credo sia questa la sua magia!».

Quali rituali ti accompagnano prima di essere in scena?
«Un tempo ero molto scaramantica, cosa che ho perso, negli anni. Posso, però, dirti che di scaramantico mi è rimasto il segno della croce e quel piccolo momento di panico che mi fa dire, “ma chi me lo ha fatto fare?”. Quel segno della croce, però, mi rasserena all’istante».

Cosa manca a questo tuo percorso?
«Sono mancati i classici, qualcosa su cui mi butterei volentieri, oggi».

Chi è Claudia al di là del palcoscenico?
«Una persona molto diversa da come appare sul lavoro, in cui sono, solitamente, una tedesca. Non amo fare tardi, mancare in qualcosa. Nel quotidiano, invece, sono molto disordinata. Fortuna che ho una buona memoria e, al di là delle paure, mi butto sempre. Sono cocciuta, pigra, incostante nell’esercizio fisico, nel vedere le persone ma amo comunque sentirle, non far mancare mai la mia presenza, in qualche modo. Non meno importante, odio le ingiustizie, non le tollero».

Televisione, cinema, quali emozioni a riguardo?
«Devo dire che inizialmente mi spaventavano, pensavo fossero diverse dal teatro, il primo ambiente vissuto. Ho poi cominciato ad apprezzarle, a viverle per quelle che sono le loro similitudini, anche perché mi sono approcciata a questo mestiere proprio perché ho sempre amato il cinema. Negli anni ho compreso che sono arrivati al momento giusto, quando ho capito di poterle sostenere. Le amo perché divertenti e vivo il tutto come una grande sfida. Proprio lo scorso anno ho avuto modo di lavorare con Checco Zalone, un’esperienza che mi ha regalato una grande emozione. Un set su cui mi sono trovata benissimo, anche perché felice di essere lì, al momento giusto».

Che periodo stai vivendo?
«Un periodo bello, croccante! I gemelli vengono fuori da quattordici anni abbastanza turbolenti ma, dopo tempo, sento di essere pronta ad affrontare qualsiasi cosa. Sento delle buone energie intorno a me!».

Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?
«Al di là di “Amleto in salsa piccante” sarò in scena con un altro spettacolo, insieme a Federico Vigorito e Aliosha Viccaro al Teatro di Tor Bella Monaca, “VS”. Non ultimo, lo spettacolo con Attilio Fontana ed Emiliano Reggente, che ci vedrà impegnati con qualcosa di nuovo ed una precedente pièce da riprendere…».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

Potrebbe interessarti

Filippo Bisciglia conduce Temptation Island

Filippo Bisciglia: ecco il suo show “Prima della Prima”

Filippo Bisciglia debutta a teatro con lo show "Prima della Prima", raccontando il dietro le quinte tra musica, ironia e ricordi personali.

Teatro Radar di Monopoli, stagione 2026-27

Teatro Radar, stagione teatrale 2026-27

Presentata la stagione 2026-27 del Teatro Radar di Monopoli: grandi nomi e drammaturgia contemporanea per il nuovo cartellone Partenze.

Shamzy

Shamzy in tour con Wasabi

Shamzy torna a teatro da novembre 2026 con Wasabi. Scopri le date e le novità del nuovo tour di stand-up comedy del famoso creator.

Parte del cast della stagione 2026-27 al Teatro Acacia di Napoli durante la conferenza stampa (Napoli, 22 Settembre 2026)

Teatro Acacia, stagione teatrale 2026-27

Presentata la stagione 2026/2027 del Teatro Acacia di Napoli: commedie, concerti, grandi nomi e progetti per i giovani. Tutti i dettagli.

Logo - Teatro Manzoni di Roma

Teatro Manzoni, stagione teatrale 2026-27

Presentato il cartellone 2026/2027 del Teatro Manzoni di Roma: da Pamela Villoresi a Ornella Muti, tra commedia, classici e danza.

L'ingresso del Teatro Tram di Napoli

Teatro Tram, stagione teatrale 2026-27

Il Teatro TRAM di Napoli compie dieci anni e presenta la nuova stagione 2026/27 con spettacoli tra Pirandello e iniziative europee.

Lascia un commento