Naike Rivelli cittadina russa: atto d’amore o di critica?
Naike Rivelli chiede la cittadinanza russa, criticando l’Italia. Un’analisi delle sue motivazioni, tra legami familiari e dissapori politici.
Naike Rivelli, figlia dell’icona del cinema Ornella Muti, ha recentemente scosso l’opinione pubblica italiana con una decisione inaspettata: richiedere la cittadinanza russa. L’annuncio, ribadito in una lunga intervista al quotidiano russo Izvestija, ha riaperto il dibattito sui legami tra l’Italia e la Russia, in un contesto geopolitico complesso. La notizia, ripresa da diverse testate, da quotidiani a blog di settore come Mowmag, ha scatenato reazioni contrastanti. Mentre alcuni vedono nella sua scelta un gesto di libertà personale, altri la interpretano come una critica velata al nostro Paese, e le sue parole hanno sollevato non poche polemiche.
La Rivelli non è nuova a gesti e dichiarazioni che attirano l’attenzione. Da sempre personaggio anticonformista, ha spesso usato i suoi canali social per esprimere opinioni forti e personali. Questa volta, però, la posta in gioco è più alta, e la sua decisione va oltre una semplice provocazione, toccando temi di identità, politica e appartenenza. Per comprendere appieno le ragioni che l’hanno spinta a questa scelta, è fondamentale analizzare a fondo le sue dichiarazioni e il contesto in cui sono state rilasciate.
Ragioni personali e legami con la Russia
Le ragioni addotte da Naike Rivelli per la sua richiesta di cittadinanza sono molteplici, ma la più importante, a suo dire, è quella che riguarda i legami di sangue. Nell’intervista a Izvestija, ha dichiarato: «La ragione principale, per la quale ho fatto domanda per ottenere la cittadinanza russa, consiste nel fatto che sono per metà russa e per metà italiana. Ho parenti in Russia. Per esempio, la mia bisnonna materna viveva a San Pietroburgo. Amo la Russia, i russi, la cultura russa e il cibo russo. E in generale, mi sento per metà russa».
Questa affermazione chiarisce come la sua scelta sia profondamente radicata in una questione di identità e origini. Il legame con la Russia non è una novità per la famiglia Muti-Rivelli. La madre, Ornella Muti, ha ricevuto la cittadinanza russa nel 2024, un anno dopo averla richiesta, a seguito di un lungo percorso burocratico. Anche Ornella ha spesso manifestato il suo affetto per il popolo e la cultura russa, e le due sono state più volte in visita nel Paese per lavoro e per sostenere amicizie. Questo quadro familiare e personale fornisce una prima, solida spiegazione per la richiesta di Naike, inquadrandola come il naturale proseguimento di un percorso già intrapreso dalla madre.
Le critiche all’Italia: disagio politico e ingiustizia
Oltre alle motivazioni personali, Naike Rivelli ha espresso un forte disagio nei confronti della situazione politica italiana ed europea. Pur definendosi «apolitica», ha sottolineato come l’attuale clima la faccia sentire a disagio. Un aspetto cruciale delle sue dichiarazioni, riportato anche dal sito Mowmag, riguarda la percezione di essere state «punite» dall’Italia per i loro viaggi in Russia: «Negli ultimi anni abbiamo visitato spesso la Russia per sostenere amici. Anche la nostra famiglia è venuta a lavorare in Russia. E per questo siamo state molto criticate in Italia. Questo mi rattrista molto. Noi siamo per metà russe, quindi i viaggi in Russia hanno per noi enorme importanza. A mio avviso, è ingiusto che l’Italia ci abbia punito così».
Questa affermazione aggiunge una sfumatura di critica e recriminazione alla sua scelta. La percezione di un’ingiustizia subita, forse in un contesto di tensioni geopolitiche che hanno portato a un’attenzione maggiore verso chi mantiene rapporti con la Russia, potrebbe aver spinto la Rivelli a cercare un’appartenenza più forte altrove. Il gesto, quindi, non sarebbe solo un atto d’amore verso la Russia, ma anche un segnale di allontanamento dall’Italia, che a suo dire le avrebbe negato la libertà di coltivare i propri legami senza subire critiche.
Un futuro tra arte e cultura russa
Nel corso dell’intervista, Naike Rivelli ha anche parlato dei suoi progetti futuri, che la legano ulteriormente alla Russia. Ha annunciato di aver realizzato una cover del celebre brano di Toto Cutugno, L’Italiano, integrandovi un frammento della canzone popolare russa Kalinka. L’artista ha dichiarato: «Ho registrato la canzone L’Italiano di Toto Cutugno. Cristiano Minellono mi ha dato il permesso di fare una cover di questa composizione. E abbiamo fatto una versione con un frammento della canzone popolare russa Kalinka. Aspetto con impazienza la possibilità di venire e cantare L’Italiano in Russia». Questo progetto musicale, unione di due culture, simboleggia perfettamente il suo desiderio di fondere le sue due identità.
Infine, una delle sue affermazioni più provocatorie, che ha catturato l’attenzione di molti media, riguarda l’industria cinematografica e televisiva. La Rivelli ha elogiato la qualità delle produzioni russe, suggerendo che l’Italia dovrebbe prenderle come esempio: «Ultimamente guardo moltissime serie russe. Sono così straordinarie che, forse, in realtà è l’Italia che dovrebbe imparare dai russi!». Questa dichiarazione, sebbene non supportata da dati specifici sulla produzione media italiana e russa, si inserisce nel contesto di una critica più ampia verso il sistema artistico e culturale italiano, e probabilmente andrebbe approfondita per capirne meglio il significato.
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