Valerio Zelli: quel posto in cui vivono le emozioni
Un incontro con Valerio Zelli, voce degli oro, che porta in musica un messaggio di speranza, un percorso di fede…
Un nuovo progetto, “Tra Angeli e Demòni”, per la storica voce degli Oro, Valerio Zelli. Un featuring nato in collaborazione con due detenuti della Casa Circondariale di Foggia, un lavoro a cui l’artista tiene in maniera accorata.
L’intervista a Valerio Zelli
Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Valerio Zelli. Come ha preso forma la tua “Tra Angeli e Demòni”?
Ha preso forma un anno e mezzo fa, circa, conseguentemente ad un corso, Cantare in Libertà, realizzato insieme ad una sinergia di persone, patrocini e autorità del carcere. Era da tempo che desideravo dare vita ad un prodotto del genere, con quattordici detenuti, un vero e proprio faro che si è acceso in ognuno di loro. Ho cercato di dare vita a quel posto in cui vivono le emozioni, al di là del loro scontare una pena… Non sono un professore, come alcuni di loro carinamente mi hanno definito, ma sono stato davvero felice di essere al loro fianco in questa esperienza.
Sei da anni la voce degli Oro, un gruppo da sempre apprezzato, quali emozioni relative a questo lungo viaggio con tutti loro?
Gli Oro sono la mia vita! Portiamo avanti un progetto che rappresenta un sogno, seppure sia rimasto ‘solo’ tra quelli che hanno iniziato questo percorso, e sono davvero felice di farne ancora parte. Si cresce, ci si rapporta diversamente, e ci si trasforma. Per alcuni anni sono stato fermo perché, molto semplicemente, non avevo granché da dire. Credo sia giusto fermarsi quando lo si ritiene necessario. Oggi siamo tornati, proprio con “Tra Angeli e Demòni”, esperienza bellissima, con uno studio di registrazione realizzato proprio in carcere. Qualcosa di introspettivo, di molto importante, almeno questo penso.
Dove potremo ascoltarvi prossimamente?
Naturalmente siamo già su tutte le piattaforme digitali e a maggio partirà il nostro tour. Una decina di date iniziali, per poi espanderci sempre più in tutta Italia e anche all’estero. Sarà bello potersi esibire insieme ai nostri fan, un tipo di emozione non facilmente sostituibile con altro.
Tanti valori racchiusi in questo progetto e, all’inizio della nostra telefonata, mi parlavi di tua figlia, dell’amore che nutri per lei. A tal proposito, quali valori hai sempre cercato di impartirle da quando è al mondo?
Ho cercato di trasmetterle gli stessi valori ricevuti dalla mia famiglia di origine: onestà, trasparenza, impegno, rispetto di sé stessi e degli altri. Ognuno di noi, nel suo vivere in bilico “Tra Angeli e Demòni”, fatica a trovare la propria strada, probabilmente perché non si ascolta realmente dentro. Avere una responsabilità, a partire dalle proprie decisioni, può fare la differenza.
Doveva andare proprio così questo tuo percorso oppure hai dei rimpianti?
Che bella domanda! No, non ho alcun rimpianto. È stato un percorso di gioie e dolori ma la vita è adesso e subito. Ciò che è stato è stato, il passato va dimenticato, come dice una famosa canzone napoletana. Voglio svegliarmi la mattina con la voglia di scoprire cosa c’è dietro, tra mille punti interrogativi. Sono, però, attento alle persone che incontro perché non sempre è tutto come appare…
Un sogno ancora da realizzare?
Sanremo! Mi è rimasto dentro quel Sanremo che è mancato, il quarto…
Che ricordo porti con te di quelle tre partecipazioni?
Il primo, con “Vivo per lei”, ha regalato alla nostra band la possibilità di essere conosciuti. Il secondo, invece, con “Quando ti senti sola”, fu una riconferma del primo e il terzo fu davvero felice, come tornare a casa, essendo nati proprio con Sanremo. Un palco che ha un suo particolare odore, un luogo in cui avvengono cose strane, e le certezze barcollano. Respiri, conti fino a tre, e poi ti lasci andare…
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