After The End, l’importanza delle nuove creazioni teatrali

Per lo spettacolo After The End, che sarà in scena al Teatro Sannazaro di Napoli dal 21 Dicembre al 2 Gennaio, abbiamo incontrato il regista Francesco Saponaro ed i protagonisti Denise Capezza ed Eduardo Scarpetta.

Denise Capezza ed Edoardo Scarpetta per After The End al Sannazzaro
Denise Capezza ed Edoardo Scarpetta per After The End al Sannazaro. Foto di Roberto Jandoli

A partire dall’opera del geniale Dennis Kelly, la storia di un ragazzo ed una ragazza, interpretati dalla mente di un regista e due attori, che portano lo spettatore nella dimensione claustrofobica che conserva il suo aspetto di grottesco. Ma facciamocelo raccontare dalle loro parole.

Benvenuto Francesco Saponaro su La Gazzetta dello Spettacolo. Da dove nasce l’idea di questo progetto teatrale su After The End?

L’idea nasce da un progetto che si chiama “La Sartoria” Cantiere Residenze del Teatro Sannazaro, che io curo da due anni. All’interno di questo cantiere di diverse residenze, arriva questa esigenza artistica di Eduardo Scarpetta e di Denise Capezza che hanno già proposto lo scorso anno qui al Sannazaro, uno studio su questo testo.

Il testo di Dennis Kelly è tra i più importanti della scena contemporanea, ed è tradotto per l’occasione da Monica Nappo. Io ho osservato i due attori, studiandoli e da li ho pensato che quest’anno, nel periodo natalizio, per diversificare dagli spettacoli “pirotecnici”, nella Sartoria era possibile lavorare su questo testo.

Lo spettacolo si terrà nella Sartoria del Sannazaro?

Si, nella sala dove in passato si cucivano i costumi della compagnia di Luisa Conte. E’ una sala dove abbiamo lavorato tanto e voluto fortemente ricreare l’idea di bunker per rendere il più possibile l’idea di “immersione” del pubblico, per creare uno spettacolo site-specific, dove non c’è più distanza tra attore e spettatore.

Denise Capezza ed Edoardo Scarpetta per After The End
Denise Capezza ed Edoardo Scarpetta per After The End. Foto di Roberto Jandoli

Denise Capezza, ti ritrovi a tu per tu con Louise nuovamente. Chi ti senti oggi?

Mi sento a fasi alterne Denise e Louise (ndr sorride). Mi trovo di nuovo a chiedermi come Louise fosse fuori dal bunker… Ho dovuto fare un lavoro soprattutto fisico su di lei, per un personaggio che parte in un modo e la ritroviamo completamente diversa… in trasformazione durante il testo.

Ho lavorato molto sul corpo in maniera naturale, un lavoro istintivo che mi ha portato a lavorare su voce e congetture mentali… c’è qualcosa che nasce dall’istinto.

Qui interpreti il pathos? Difficoltà vissute?

Difficoltà nessuna, secondo me interpretare proprio Louise diventa semplice nel momento in cui ti lasci guidare dall’istinto. Sono complesse più che altro le visualizzazioni della psicologia del personaggio, perché purtroppo in situazioni estreme, gli esseri umani, spesso, negli atteggiamenti si assomigliano.

Diversi ruoli come attrice su diversi mezzi. Più semplice o più difficile per After The End?

Mezzi diversi, ma sicuramente recitare a teatro con un “piano-sequenza” di un’ora e mezza sicuramente non ti permette di uscire mai da un personaggio. Soprattutto ci entri dentro completamente perché non c’è lo “stop“.

Secondo me il teatro dovrebbe smettere di guardare al cinema con la puzza sotto al naso e il cinema dovrebbe smettere di guardare al teatro con la puzza sotto al naso.

Ci sono delle differenze, ma anche i punti di incontro sono tanti.

Eduardo Scarpetta com’è il rapporto in scena con Denise su un testo così forte?

E’ un rapporto fatto di stima e di “elettricità” perchè con un testo così c’è bisogno di fermezza e voglia di far bene.

Un personaggio ricco di sfumature e soprattutto di incertezza che viene riproposto in un testo molto attuale che secondo me parla di disadattamento sociale.

Si penso che Mark è un personaggio insicuro e instabile e per questo non comunica nel modo giusto il suo sentimento a Louise. Lui che nel mondo reale appartiene ad una “minoranza”, cerca di fare il personaggio forte quando “gioca” nel suo mondo”. Accettare il suo mondo significa comunque entrare in una strada senza via d’uscita. Il suo percorso durante la storia, lo porterà al punto che scegliere una strada piuttosto che un’altra, comunque non porterà a nessun risvolto positivo nei confronti di Louise.

Un forte messaggio sociale quindi…

Si lo spettacolo ha molto di attuale e politico: rispettare le minoranze! Non vanno offese le minoranze o sottovalutate, perchè senza controllo possono portare a scontri. Di base diventa così un testo sull’emarginazione sociale che può portare a qualche patologia che è la follia!

Le repliche dello spettacolo

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Sannazaro di Napoli nei seguenti giorni e orari

  • 21/12 ore 18
  • 22/12 ore 21.30
  • 27/12 ore 19
  • 28/12 ore 24 (mezzanotte)
  • 01/01 ore 20
  • 02/01 ore 21

Con le scene di Carmine De Mizio, i Costumi di Antonietta Rendina, assistenti alla regia Claudia Cimmino e Riccardo Marotta e la direzione di scena di Ersilia Iannone.

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