Sinfonie di Parole - Adelmo Togliani e Clizia Fornasier - Omaggio a Ennio Morricone

Adelmo Togliani: in scena con le musiche di Morricone

Ancora in scena con “Sinfonie di Parole – Omaggio a Ennio Morricone”, ritroviamo Adelmo Togliani, attore e regista.

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Un nuovo incontro con Adelmo Togliani, una bellissima occasione ricca di musica, di emozioni, con lo spettacolo che insieme a Clizia Fornasier porta in scena da qualche anno, “Sinfonie di Parole – Omaggio a Ennio Morricone”.

Ben ritrovato su La Gazzetta dello Spettacolo, Adelmo Togliani. Il 16 dicembre sarai in scena al Teatro Ghione di Roma ne “Sinfonie di Parole – Omaggio a Ennio Morricone”, con Clizia Fornasier al tuo fianco e l’Orchestra Nova Amadeus. Cosa dire a riguardo?
«Si tratta di uno spettacolo a cui tengo molto, che portiamo in giro già da qualche anno, e che si sposa con quella che è la mia idea di uno spettacolo dal vivo che abbia anche una funzione divulgativa. Un teatro di narrazione in cui si raccontano vicende, fatti e, come in questo caso, si educa il pubblico all’ascolto. Qualche anno fa abbiamo vinto un bando, incentrato su uno spettacolo di Morricone, che doveva unire musica e parole, proprio nel periodo in cui Tornatore aveva realizzato il documentario e poi il libro dedicati al Maestro. Ho preferito, nel mio piccolo, di leggerne anche un altro di libro, quello di Alessandro De Rosa che parla degli inizi del Maestro, qualcosa di incentrato più sulla sua musica in generale che solo su quella da film. Ne ho catturato gli aspetti per me più salienti unendo, alla fine, le notizie più interessanti con il teatro e la musica. Viviamo, in teatro, la storia di un appuntamento al buio tra un critico maldestro e una brava insegnante di musica… A condire il tutto, le musiche dello stesso Morricone, qualcosa che funge da colonna sonora a questo incontro, per un’ora e mezza di spettacolo. Ad accompagnarci, l’orchestra Nova Amadeus guidata dalla bravissima M° Mirca Rosciani ed un soprano sempre diverso. Per l’occasione del 16 dicembre sarà con noi Flavia Colagioia».

Quale riscontro, ad oggi, da parte del pubblico?
«Facciamo sempre tutto esaurito, con piazze da centinaia di persone. Molto, dobbiamo dirlo, è dovuto proprio alle musiche di Morricone, ai suoi motivi riconoscibilissimi. Sfido chiunque a non amare quelle musiche, qualcosa che vibra forte, in qualsiasi spazio e, come nel nostro caso, con ventitrè elementi d’orchestra ad accompagnare il tutto».

Cosa dire del rinnovato sodalizio con Clizia Fornasier?
«Con Clizia c’è un sodalizio che va avanti da quando eravamo coppia in “Un medico in famiglia”, per poi proseguire con questa esperienza e con “Sulle orme di Marco Polo – Pippo non lo sa”, il corto realizzato insieme al compagno Attilio Fontana. C’è molta intesa tra noi, ci divertiamo molto. Portiamo in scena, in questa occasione, la rivincita di Pier Luigi, il personaggio che interpretavo nella serie tv, per quello che in “Un medico in famiglia” non fu (ride)…».

Adelmo e il teatro?
«Mi piace tantissimo il teatro ma trovo che negli ultimi anni sia diventato troppo faticoso! Parliamo di un grande impegno, di un investimento importante, qualcosa che si regge sulle tue forze, discorso a parte va fatto quando alle spalle si ha un grosso distributore. È qualcosa di violento dal punto di vista emotivo, non propriamente la mia comfort zone, benché abbia recitato molto negli anni e la mia formazione provenga da lì, il teatro ha sempre la capacità di scuotermi».

Torniamo alla regia e, a tal proposito, vorrei chiederti, cosa bolle in pentola?
«Sono alle prese con la realizzazione della mini serie basata su Néo Kósmo, il corto sci-fi che ho realizzato qualche anno fa. Dovrebbe intitolarsi, “Néo Kósmo – Nuovo orizzonte” e sarà girata nelle Marche. Si tratta di una serie di fantascienza a cui sto collaborando con Gianni Quinto da cinque anni, e che verrà prodotta da Laura Beretta e Santa Ponsa Film. Le idee a riguardo sono tante ma tocca sbrigarsi perché tuttio ciò che raccontiamo rischia di invecchiare in fretta… L’intelligenza artificiale, che è uno dei temi centrali della seria, è andata, a suo modo, anche oltre le mie aspettative».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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