Steinar Karlsen pubblica Destination Venus, un viaggio spaziale nel rock

Destination Venus, il sogno di un amante della chitarra che diventa realtà (Roots Music Report): è il nuovo, acclamato album di Steinar Karlsen.

Steinar Karlsen - Destination Venus

L’eroe norvegese della chitarra del XXI secolo Steinar Karlsen è apparso in molte recensioni musicali su numerose fonti multimediali e diversi scrittori e stazioni radio si sono impegnati a far circolare la sua musica già negli ultimi dieci anni. È passato un po’ di tempo ma adesso Steinar Karlsen è tornato con Destination Venus. Coprodotto, registrato e mixato da Bård Ingebrigtsen, l’album comprende 12 tracce per 36 minuti e presenta chitarre, sintetizzatori, mellotron e altro con Steinar supportato da una serie di musicisti tra cui Martin Langlie (batteria, percussioni) ed Eirik Øien (basso), così come Bård Ingebrigtsen che ha messo a disposizione la chitarra ritmica in un pezzo interpretato da Marita Vardal Igelkjøn. Tra i vari brani anche “Picnic on the Moon”, “Space Camel”, “A Billion Stars”, “Venus”…

Il tema di Destination Venus potrebbe essere apparentemente lo spazio ma questo è solo una tra le molte indicazioni musicali del disco. L’album combina il fascino della chitarra strumentale anni ’60 di Steiner, con elementi più terreni, come quello di un essere umano che cerca di dare un senso alla meraviglia delle galassie e alle infinite possibilità del sistema solare. In finale non c’è nulla di alieno in Destination Venus ed è anzi un buon esempio della resilienza terrestre di Steinar. Il pezzo di apertura dell’album, “The Goodbye”, suona come uno strumentale di ispirazione norvegese che Ry Cooder potrebbe aver scritto ai suoi tempi d’oro. Un altro buon esempio della natura eclettica di questo lavoro è “The Karman Line” dal sapore scandinavo che incontra il rock neo-progressivo e che combina il lavoro di chitarra jazz di Steinar con un memorabile approccio melodico al suono europeo. Punto forte del cd “Space Camel”, che unisce tastiere vintage in crescendo con un allettante arrangiamento di rock fusion che conduce davvero l’ascoltatore in un territorio sconosciuto.

Un’altra traccia clou è “Monsters”, uno strumentale rock incentrato su chitarra e tastiere dal suono spettrale e un equipaggiamento in stile Theremin. Un pezzo che è certamente all’altezza della sua connessione cosmica è la breve ma dolce “Red Skies”, che potrebbe, strano ma vero, quasi passare per un pezzo New Age.

Questi sono solo alcuni dei momenti salienti del cd, ma nel caso di Destination Venus, la magia nasce ovviamente dall’insieme e il suono e la visione che li contraddistinguono sono davvero profondi quanto l’universo stesso. Sebbene negli ultimi dieci anni Steinar Karlsen abbia pubblicato un buon numero di acclamati album strumentali basati sulla chitarra, forse Destination Venus è il suo lavoro più bello e certamente il più vivace e caledoscopico. Steinar Karlsen con Destination Venus porta la sua colorata miscela di musica strumentale per chitarra a un livello di intrigo interplanetario.

Lascia un commento