Mirkko De Maio: eccellenza “made in Italy” della batteria e percussioni

La batteria e le percussioni fanno parte della vita di Mirkko De Maio praticamente da sempre. Non a caso il musicista si è avvicinato al suo strumento già all’età di 8-9 anni prendendo quindi lezioni da nomi del calibro di Peppe Merolla, Fredy Malfi, Sergio Di Natale, Dom Famularo (ambasciatore nel mondo di batteria e percussioni).

Mirkko De Maio
Mirkko De Maio

Poco dopo è partita la sua incredibile ascesa artistica, culminata due anni fa con l’ingresso nel line-up dei The Flower Kings, la più famosa progressive band svedese nonché una delle più conosciute e rispettate in tutta Europa. L’arrivo nel gruppo di Roine Stolt, unito all’ottimo lavoro svolto anche nella prog band nostrana Mind Key (il cui più recente album è MKIII: Aliens In Wonderland), ha reso De Maio uno dei più apprezzati musicisti italiani all’estero. Una bella soddisfazione per Mirkko, che negli anni ha dimostrato grande determinazione, talento e forza di volontà nel cercare di affinare il proprio stile e di rendere il proprio “tocco” su batteria e percussioni unico ed originale. In questa intervista il musicista originario di Pompei, Campania, endorser ufficiale delle sticks Vic Firth, delle drumheads Remo e dei prodotti Zoom, oltre che dei piatti Istanbul Agop, ci parla tra l’altro della nuova release dei TFK, il doppio cd “Islands”, prevista per il 30 di ottobre.

Benvenuto Mirkko De Maio. The Flower Kings hanno annunciato la pubblicazione del nuovo cd Islands per il 30 di ottobre. Il disco esce a poca distanza dal precedente Waiting for Miracles. E’ stata una decisione presa all’improvviso o questa release era già nei programmi?

In realtà appena intuito e infine appreso che il virus avrebbe spazzato via per un po’ i nostri impegni live, ci siamo subito dati da fare per utilizzare il tempo che avremmo avuto nella maniera più produttiva e intelligente possibile, da li (complice l’incessante vena produttiva di tutti i membri) abbiamo capito che era proprio il caso di concentrarci su della nuova musica. Sicuramente il nuovo album era in programma, e per cause di forza maggiore abbiamo solo anticipato i tempi.

Waiting for Miracles ha ottenuto uno straordinario successo. Quali sono le aspettative per il nuovo Islands?

Non conosco bene i numeri precisi di vendita dell’album “Waiting…”, ciò che posso dire è che l’anno scorso partimmo in tour dopo poco più di una settimana dalla data di release e ai nostri concerti il pubblico già cantava i nuovi brani, incredibile! È un album che ha rappresentato un ulteriore cambiamento nella band e che da quello che sento, vedo e leggo in giro ha catturato davvero tanti consensi positivi oltre ad averci procurato una nomination ai Grammy in Svezia.

Per quanto riguarda “Islands” è davvero difficile a dirsi, non mi sbilancio mai prima della release di un qualsiasi progetto, Roine (Stolt) mi ha detto che i numeri di pre-vendita dal suo web store personale sono i più alti mai registrati, e siamo, al momento di questa intervista, a due settimane dal giorno di pubblicazione. I numeri invece da parte di InsideOut Music rimangono ancora sconosciuti per ora. È un album differente, composto in maniera differente in un periodo davvero interessante, sono davvero curioso di come verrà recepito dai nostri fan. I singoli rilasciati da un mese a questa parte sono stati super apprezzati, quindi speriamo bene!

Come spieghi il titolo di questo cd?

Il titolo “Islands” prende nome dal primo brano (chiamato appunto “Islands” che compare nel disco però come ultimo in scaletta) che Roine mi mandò per poter cominciare a lavorarci su; dal primo ascolto ho capito che in quel brano ci sarebbe stata in un certo senso l’essenza dell’album, quindi mesi dopo al momento di scegliere il titolo per il nuovo lavoro, ho personalmente spinto il titolo “Islands” poichè anche già nel nome stesso (Isole) ci sono svariati elementi che fanno pensare al tema dell’isolamento, solitudine (con i suoi pro e contro), il confrontarsi con le proprie azioni, con gli eventi che il mondo ci mette davanti in ogni momento e cercre di affrontare tutte queste cose con spirito costruttivo. E poi se ci pensi siamo tutti su isole o penisole diverse, ma continuiamo ad agire come unico organico e a fare belle cose eheheh.

Avete lavorato a questo lavoro a distanza nel rispetto delle norme contro la diffusione del Covid19. Per te è la prima volta che registri in questo modo e cosa ti è mancato del non poterti riunire con la band in studio?

A dire il vero non è la prima volta che registro e quindi lavoro a distanza; ho un mio piccolo studio dove da almeno 8 anni faccio session remote per tanti artisti e band sparsi un pò per tutto il globo, quindi quando mi è stata prospettata l’occasione di poter registrare il nuovo album a distanza, non mi sono tirato indietro, anzi, subito mi sono messo in gioco intravedendo una nuova sfida per migliorarmi nel campo della registrazione. Detto ciò sicuramente mi è mancato e ancora mi manca stare con la band, siamo amici e siamo artisti, viviamo di emozioni, quindi anche il solo stare sotto lo stesso tetto con le persone che stimi e alle quali vuoi bene un po’ mi è mancato.

Abbiamo però avuto una comunicazione talmente costante che sembrava avere i membri della band qui nei paraggi!

I TFK avevano in programma una lunga serie di esibizioni e festival, compresa la Cruise to the Edge. Quali sono state le tue reazioni quando hai saputo che tutti questi eventi erano stati cancellati?

Beh, ovviamente sono rimasto amareggiato, ma la situazione globale era talmente incasinata che non c’era molto da piangersi addosso, era comprensibile e prevedibile; inoltre era davvero importante rimanere a casa e rispettare i protocolli imposti, lo è ancora adesso. Al meglio rispettiamo queste restrizioni momentanee al più presto si ritornerà sui palchi.

I TFK hanno già riprogrammato qualche data live per il prossimo anno e, visto che la Cruise to the Edge è stata spostata al 2022 qual è il tuo feeling al riguardo?

La Cruise To the Edge è l’unico evento “certo” poichè non è stata mai cancellato, ma ufficialmente posticipato. Altri concerti non potranno avvenire se la situazione generale non si sblocca, credo sia abbastanza evidente.

Qual è stato il tuo contributo alla batteria per Islands e qual è il pezzo nel quale senti di esprimere maggiormente le tue qualità tecniche?

Tecniche…uhm, un po’ tutti brani poichè è un album molto variegato; adoro “Broken” e “Black Swan”, ma anche “Solaris” e tantissimo “Islands”. Forse “Serpentine” è stato il brano più complicato da gestire, ma mi sono lasciato andare e sono riuscito ad ottenere il risultato che avevo in mente.

Quando ho ricevuto le prime bozze dei vari brani nuovi, di batteria (programmata al computer) c’era poco e con l’obbiettivo di dare giusto il timing e suddivisioni varie, per il resto, a parte alcuni indicazioni, mi è stata data ancora una volta la totale libertà di creare i miei arrangiamenti, cosa che non si è limitata alla sola batteria ma anche ad altre piccole parti di orchestra e altri strumenti.

Il terzo singolo estratto da Islands è Morning News. Vuoi darci un tuo parere riguardo quest pezzo?

Morning News ha un feel davvero positivo, ma il mood ed i messaggi del testo possono esser interpretati a seconda di come li si avverte, caratteristica che in realtà si addice a tutto l’album. Una canzone ancora una volta davvero differente, che è stata una sopresa sin da quando è stata proposta sotto forma di bozza.

Sappiamo che sei un endorser di alcuni grandi marchi. Ce ne vuoi parlare?

Utilizzo i piatti Istanbul Agop, mi supportano in tutto il mondo, ma sopratutto sono persone fantastiche, i loro piatti manco a dirlo sono opere d’arte.

Ho un buon rapporto con Vic Firth e Remo tramite il loro distributore nazionale, Aramini il quale mi fornisce ogni tanto il materiale del quale ho bisogno.

Essere entrato a far parte dei TFK ti ha fatto diventare una sorta di “eccellenza italiana” della batteria. Cosa ne pensi dell’Italia e della qualità dei suoi musicisti?

Un’”eccellenza italiana”, dici? Per quanto possa farmi piacere immaginare che ci sia qualcuno che abbia un buon parere sul mio operato devo confessarti che, non credo di esser tutta quell’eccellenza e sicuramente non mi fisso molto su certi giudizi, preferisco continuare a spostare la mia attenzione sul mio miglioramento personale e nel cercare di fare la miglior musica possibile.

Per quanto riguarda i musicisti in Italia…beh ci sono e ci sono sempre stati tanti bravi musicisti, ma credo che il fattore che pregiudica una buona carriera per tanti di loro, sia la mancanza di obbiettivi reali e/o di confusione tra di essi. Inoltre, devo esser sincero, non seguo molto il panorama italiano, ma questo da sempre, quindi mi scuso per mancanza di conoscenza in materia.

Quali sono i batteristi ai quali ti sei ispirato maggiormente da teenager?

Roger Taylor dei Queen, Ian Paice, John Bonham, Doane Perry, Phil Collins, Vinnie Colaiuta, Omar Hakim, Ringo, Mike Portnoy, Gary Novak, Berriemore Barlow, Nicko McBrain, Nick Mason, Manu Katche, Jeff Porcaro, Tony Williams, Jack De Johnette, Simon Philips, Stewart Copeland, Gary Husband…ma ce ne sono tanti altri…

Quali sono, invece, quelli che apprezzi di più in questo periodo?

Todd Sucherman, Eric Harland, Pat Mastelotto, Simon Philips, Vinnie Colaiuta, Gavin Harrison, Gergo Borlai…

Hai ascoltato The Backstage Isolation del tuo collega e amico Jonas Reingold (insieme a Rob Townsend e Craig Blundell) e se si’, cosa ne pensi?

Inizio per dire che già un band formata da Jonas, Rob e Craig (praticamente la band di Steve Hackett) non può che creare gran cose. Ho ascoltato parte dell’album e i brani hanno un tiro strepitoso, raccomando il disco a tutti!

Qual è il tuo album preferito in assoluto (non soltanto dei TFK) ovviamente?

“Innuendo” dei Queen.

Oltre che dei TFK fai parte da anni anche della band Mind Key. Cosa stai facendo insieme al gruppo in questo periodo e il Covid19 ha rallentato anche i loro progetti?

In realtà i Mind Key sono fermi da poco dopo la pubblicazione dell’ultimo disco “MKIII: Aliens In Wonderland”.

Quali sono le tue personali ambizioni per il futuro Covid19 permettendo?

Sto approfondendo le mie conoscenze in materia di registrazione e produzione, sono elementi che sono e saranno sempre più utili. Ho dei progetti in cantiere, ma lavoro molto in sordina per certe cose quindi, al momento non mi sento di rivelare nulla.

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