Marcelo Paganini pubblica Identify Crisis, un album sulla crisi del nostro pianeta

Il prossimo 11 Novembre uscirà sul mercato il nuovo cd del virtuoso chitarrista brasiliano e raffinato film maker Marcelo Paganini. Marcelo per l’occasione è riuscito a mettere insieme un “cast allstars” composto da musicisti famosi e blasonati che hanno scelto di collaborare al suo disco che si intitola Identity Crisis. E’ proprio di crisi si parla in questo lavoro, crisi personale ma soprattutto crisi mondiale dovuta alla pandemia con tanto di un pezzo profetico, Bacteria, composto molto prima che si scoprisse il Covid19.

Marcelo Paganini. Foto di Bryan Turner
Marcelo Paganini. Foto di Bryan Turner

Ma lasciamo la parola a Marcelo che, come un fiume in piena, ci ha raccontato tutti i dettagli della sua nuova e brillante fatica discografica che lo vede tra gli altri al fianco di Billy Sherwood dei mitici YES. Marcelo, perchè hai scelto il titolo Identify Crisis per il tuo nuovo cd? Perchè l’intero pianeta è in crisi e io mi trovo in mezzo a questa situazione come tutti gli altri. Questa crisi è arrivata nella mia vita proprio in prossimità del mio cinquantaseiesimo compleanno, giorno che tra l’altro ho scelto anche per l’uscita del mio album. Io sono allergico alla tecnologia wireless, al wifi, alle cell towers, agli smart phones e roba del genere. E questa io la considero la mia crisi tecnologica. Sapete, io sono uno dei pionieri della musica elettronica in Brasile così mi piacerebbe utilizzare tutto questo materiale per fare anche dell’altra musica e dei films ma l’impegno che richiede mi ammazza di lavoro. Per me significa chiudersi in una casa di pietra in mezzo al bosco su una montagna, lontano da tutto e da tutti per mesi e mesi. Come tutti sapete Marcelo Paganini è il mio nome d’arte non il mio nome di battesimo. Ogni volta che provo a “uccidere” Marcelo Paganini però lui ritorna più forte e più famoso di prima.

Qui dove ho scelto di vivere sono solo un tizio per metà brasiliano e per metà francese che viene da New York e che ha un nome d’arte italiano, uno che si nasconde nei boschi de La Selva, a Girona, in Spagna. A dire la verità dentro di me io mi sento un vero drago sputafuoco che viene da un altro mondo e che è caduto su questo pianeta un po’ di tempo fa. Come mia hai scelto Circus is Empty come primo singolo per il tuo nuovo cd? Volevo che uscisse prima delle presidenziali americane a Novembre. E’ un pezzo che parla di ciò che sta succedendo adesso, riguardo il perdere la famiglia e gli amici e questo non solo per colpa della politica. E’ anche un pezzo sulla morale, sui principi etici e sui basici valori umani. Come stanno andando in questo periodo le cose negli USA e in Brasile è un qualcosa di troppo triste per parlarne. I dittatori hanno posto la lealtà sopra la verità, così un sacco di gente ha spento il cervello e si è messa a seguire pedissequamente il suo leader. La linea rossa è stata oltrepassata quando il primo bambino è stato separato da sua madre al confine. Non temo di perdere i miei amici e il mio pubblico, io dico le cose come stanno e Dio solo sa se potrò mai tornare a suonare dal vivo da quelle parti. Per ora me ne sto solo soletto tra le montagne. Spero che il nostro pianeta guarisca ma suppongo che ci vorrà parecchio tempo. Tu per questo disco hai lavorato con Billy Sherwood degli YES. Come è stato ritrovarsi insieme a lui su questo progetto? Billy non soltanto ha inciso le parti di basso nel brano “Somewhere somehow”, ma ha anche chiesto a Tony Kaye (YES) di suonare nel pezzo con il suo Hammond. Io e Billy ci siamo incontrati al NAMM e successivamente nel 2015 ci siamo ritrovati sulla prestigiosa Cruise to the Edge. Lì siamo diventati amici per la pelle. Cosa ha apportato alla tua musica il contributo di Billy Sherwood? Wow! Billy è davvero un angelo che viene da una famiglia meravigliosa.

Tutti sentiamo la mancanza di suo fratello Michael che è morto qualche mese fa. Il mio disco è dedicato a lui… Billy ha un grande talento ed è una persona così gentile. Mette amore in ogni cosa che fa e proietta la mia musica in un’altra dimensione… Sherwood è anche il cantante di Identity Crisis. Come se la cava secondo te in veste di lead singer? Billy ha un modo di cantare molto personale, ma siccome ha una grande personalità, questa si riflette in pieno sulla mia musica. A parer mio lui canta in modo naturale come Peter Gabriel, a parte il suo accento americano. E visto che canta anche con gli YES, da un tocco di classic prog rock anche al mio disco. In che modo gli effetti della pandemia si sono fatti sentire sulla tua musica? E’ un po’ inquientante pensare a come 4 delle mie nuove canzoni vadano perfettamente a braccetto con quello che sta succedendo adesso, soprattutto se pensate che sono state composte molti mesi prima della pandemia. Chiamare un brano “Bacteria” prima di una pandemia è qualcosa di incredibile eppure è così. Ho inoltre già menzionato “Circus is empty”, che parla di tutti i clowns attualmente al potere… Poi parlando ancora delle canzoni che fanno parte del mio nuovo cd citerei “Learn to love to wait”. Siamo in moltissimi in questa situazione adesso e poi c’è “Captain’s face” che ha a che vedere con la mia esperienza sulla Cruise to the Edge del 2015. Spero di essere invitato di nuovo nel 2022. La musica di “Soul much further away” è stata composta dalla superstar brasiliana Lo Borges nel 1987 ed io al tempo ne scrissi le lyrics e gli arrangiamenti. Nel cd c’è anche una versione portoghese della stessa intitolata “Muito mais além”… E adesso stiamo preparando anche una versione inglese della mia classic prog ballad “Viela das Tangerinas” scritta 1982 che è diventata “Tangerine way”… Tante stars del rock hanno partecipato alle registrazioni di Identity Crisis.

Come sei riuscito a metterli tutti insieme? Una gran parte della mia crisi personale è cercare un significato alla mia vita e alla mia musica. Ho scoperto che quando vai nella giusta direzione l’interno universo gira a tuo favore. E’ stato solo chiedere alle persone giuste di lavorare con me. Io e Billy Sherwood eravamo pronti da tempo per incidere un disco insieme. Poi ho invitato Adam Holzman della Steven Wilson’s band a suonare le tastiere. Lenny White ha accettato di incidere le drums su due pezzi e Chad Wackerman su tre…Incredibile! C’è anche Jan Dumée dei Focus in un brano. Lui è un musicista di gran talento che ho conosciuto nel corso di Cruise to the Edge. Alle vocals su due pezzi ci sono Karla Downey e Jamison Smeltz, che suona anche il sax su “Captain’s face”. Ci sono inoltre altri fantastici personaggi che sono riuscito a coinvolgere, nonché qualche guest a sorpresa dell’ultima ora.

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