Assia Fiorillo: arriva “Io sono te”

Assia Fiorillo è una cantante e musicista napoletana e ha all’attivo 4 dischi di musica jazz e d’autore. Da alcuni anni è la front woman dell’eclettico gruppo Mujeres Creando.

Assia Fiorillo. Foto fornita dall'intervistata
Assia Fiorillo. Foto fornita dall’intervistata

Benvenuta Assia Fiorillo. Vuoi parlarci di “Io sono te” canzone inclusa nella colonna sonora del documentario Rai “Caine” di Amalia De Simone, con la collaborazione della giornalista Simona Petricciuolo,un brano che racconta la vita di alcune detenute delle carceri di Fuorni e Pozzuoli

Io sono te non è solo una mia canzone. Forse non è nemmeno solo una canzone. Sono dei versi in musica che hanno tante mani. E’ la vita delle detenute delle carceri di Fuorni e Pozzuoli che ho frequentato per un anno durante le riprese del documentario “Caine” (a Luglio su Rai3 e disponibile su Rai Play). Durante questo percorso ho sollecitato le ragazze a scrivere o a buttare fuori emozioni e sentimenti. Insieme con la giornalista autrice del documentario Amalia De Simone abbiamo messo insieme i loro pensieri, costruendo un testo che rappresentasse sia loro che noi e comunque tutto quello che stavamo vivendo. Il carcere e i diritti umani, la strada, la zona grigia di certi quartieri, l’ineluttabilità di certi destini, la vita criminale, il pentimento, il non pentimento, la maternità, l’esempio (nel bene e nel male), l’amore e la lontananza, la rabbia, il riscatto, la solitudine, la malinconia, la discesa agli inferi o la risurrezione.

La tua vita è la storia di una scelta. La scelta per la musica. Sei d’accordo?

Fare musica, e ancora di più fare la cantautrice, è una sfida che bisogna affrontare con coraggio. Innanzitutto la musica viene vista in Italia come un hobby e non come una professione e questo è il primo stereotipo da affrontare continuamente. Inoltre tra i lavori che riguardano la musica, sicuramente quello del cantautore, della cantautrice, è quello più complicato: tutto parte da una persona singola che deve affrontare, almeno da emergente, tutte le fasi del progetto discografico e allo stesso tempo provare a venire fuori in un contesto che fa dell’estetica, del culto del “personaggio” il perno principale. Diventa quindi anche una corsa contro il tempo, quando in realtà il tempo spesso ti dona la maturità artistica che non puoi avere a 20 anni.

Sei laureata in psicologia e laurea specialista in musica jazz al Conservatorio di Napoli…

A 18 anni ho deciso di scegliere l’unica facoltà che mi stimolava e incuriosiva molto: Psicologia. E in effetti è stata per me una materia molto affascinante. Probabilmente quando l’ho scelta pensavo più al fascino della materia che al lavoro che avrei potuto fare, anche perché ci vuole una grande vocazione per fare lo psicologo. Avrei forse potuto farlo, ma con una maggiore maturità, e un pizzico di coraggio in più, ho capito che la mia più grande vocazione era la musica e per questo ho deciso di proseguire il mio percorso studiando Musica Jazz al Conservatorio Di San Pietro a Majella. E sicuramente, in entrambi i casi, ho fatto qualcosa che desideravo io, a prescindere da tutto e da tutti.

Assia Fiorillo. Foto fornita dall’intervistata

Hai effettuato tour in Italia ed all’estero con una band femminile Mujeres Creando vincendo il premio social web del contest di Amnesty International “Voci per la libertà” con il brano E je parlo ‘e te…

Le Mujeres Creando sono un piccolo miracolo che dura da circa 9 anni. 6 donne, nessun manager alle spalle, un disco fatto nel 2018 e un altro a cui lavoriamo in questo periodo, tantissime date in giro per l’Italia e all’estero. Sicuramente il premio di Amnesty, vinto con il brano “E Je Parlo ‘E Te”, una canzone che sfida l’omofobia con l’amore, è stata una bellissima tappa del nostro percorso e inoltre ci ha permesso di fare un tour in giro per l’Italia che si è concluso a gennaio di quest’anno. In questo periodo, come accennato, siamo al lavoro per le tracce del prossimo disco.

Le canzoni grazie a te, raccontano storie attuali, vere, che probabilmente non avrebbero visibilità ed un riscontro…

Il mio percorso di cantautrice è una sorta di viaggio dal “dentro” al “fuori”. I primi brani che ho scritto erano incentrati spesso sulle mie relazioni, un modo per fotografare gli stati d’animo miei e di chi mi stava vicino. Nelle ultime composizioni invece il passaggio verso l’esterno si è compiuto in due sensi: da una parte ho cominciato a raccontare di storie (almeno apparentemente) anche lontane da me, come le storie delle donne del carcere, o di aspetti, spesso decadenti, della nostra società. L’altro aspetto del mio andare “fuori” riguarda le modalità di composizione. In questo disco alcuni testi sono scritti in collaborazione con Amalia De Simone, giornalista d’inchiesta, e questo mi ha permesso di mischiarmi e venir fuori diversamente, cosa che avevo fatto solo come interprete, incidendo diversi dischi di brani non scritti da me.

Quando è in programma il tuo nuovo lavoro discografico?

Salvo catastrofi e nuove pandemie, il disco uscirà la seconda metà di ottobre!

Compatibilmente con il periodo attuale quando potremmo seguire i tuoi live?

L’idea è di portare in giro il più possibile questo disco, cosa fondamentale per gli emergenti, compatibilmente con le norme anti-covid.

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