Chiara Pacioni, la futura promessa della danza

Siamo in compagnia di Chiara Pacioni, giovane promessa della danza, sua grande passione, che coltiva sin dalla tenera età.

Chiara Pacioni

Benvenuta Chiara Pacioni, da dove nasce la tua passione per la danza?

Buongiorno a tutti, innanzitutto grazie per la possibilità di essere qui. L’incontro con la danza per me è stato molto casuale: i miei genitori mi hanno iscritto in una scuola a 10 anni, io non ero particolarmente cosciente di cosa stessi andando a fare. Il mondo del balletto mi sembrava bellissimo ma anche molto lontano, qualcosa di irraggiungibile. Già dalle prime lezioni però sentivo crescere forte l’interesse per quello che stavo facendo, fino a diventare una vera passione che è cresciuta con me. Dopo aver visto i primi spettacoli a teatro, le figure che i ballerini con la loro leggerezza riuscivano a creare ho capito che avrei dedicato tutta me stessa per poter far parte anch’io di questo mondo. Soprattutto andando avanti con gli anni durante le prime lezioni di repertorio, in cui veniva data la possibilità di studiare e interpretare i grandi ruoli del balletto, ho capito che anch’io avrei potuto ballare esprimendo non solo il carattere del personaggio ma anche una parte di me.

Raccontaci il tuo percorso, quando hai iniziato a studiare?

All’età di 10 anni i miei genitori mi hanno iscritto in una scuola vicino casa a Roma, la “Danz’è Arte e Movimento” diretta da L. Gambelli, in cui ho frequentato tutti i corsi regolari e mi sono diplomata. Dopo il diploma, su consiglio dei miei insegnanti, ho capito però che avrei voluto continuare a studiare in modo più professionale e raggiungere livelli più alti: ho avuto la fortuna di essere guidata ed accompagnata in ogni tappa del mio percorso dai miei maestri L.Gambelli, D.Casedonte, A.Bianchini che oggi per me costituiscono dei punti di riferimento insostituibili. Ho frequentato poi per due anni il Corso di Avviamento Professionale per danzatori con R. Paganini, durante i quali ho continuato a studiare danza classica, moderna e contemporanea e in cui ho avuto l’occasione di fare anche tante esperienze di palcoscenico che mi hanno arricchito moltissimo. Dopo i due anni con una borsa di studio ho frequentato uno stage estivo a Valencia con insegnanti di fama internazionale: vedere il mondo della danza al di fuori dell’Italia, studiare con maestri e coreografi di così alto livello, provare nuovi stili e conoscere le esperienze di altri ragazzi è stata un’occasione di grande crescita. Quest’anno poi ho partecipato a diverse audizioni e a novembre ho avuto l’opportunità di lavorare con la compagnia Bellini Ballet a Catania: è stata una soddisfazione e una gioia immensa.

La danza classica, un mondo di delicatezza e bellezza … descrivici le tue emozioni quando balli.

Ballare è inevitabilmente raccontare una storia. Ma quando si danza non si recita soltanto, si vivono emozioni con il proprio corpo e ci si lascia immergere e condurre dalla musica…la sensazione è quella di vivere un momento unico di cui sono partecipi i ballerini, la musica e il pubblico che la sta osservando. Tutto il lavoro, il sudore, le ore passate a migliorare la propria tecnica diventano strumenti per trasmettere qualcosa. Per me ballare è stata sempre un’occasione per scoprire e mostrare lati del mio carattere diversi, donare tutta la propria esperienza in forma artistica a chi mi sta guardando.

Chiara Pacioni

Progetti e mete, a cosa ambisce Chiara Pacioni?

Sicuramente continuerò a studiare e a prepararmi per le prossime audizioni. Mi piacerebbe lavorare in una compagnia in Italia o all’estero, prendere parte a balletti di repertorio o nuove creazioni, conoscere nuovi stili. Ho sempre pensato che ogni occasione sia una sfida e un’opportunità da cogliere dando il massimo ogni giorno, lavorando con dedizione, umiltà ma anche con la propria personalità ovunque ci si trovi. ​

La danza può essere un tramite per aiutare la formazione psico-fisica di chi la pratica?

Penso che la danza possa essere di grandissimo aiuto nella crescita di chi la pratica. Per esperienza personale ho avuto la conferma che oltre a favorire un corretto sviluppo fisico della persona, educarla alla musicalità, armonia dei movimenti, corretta postura, ciò che la danza lascia in modo indelebile in chi la studia per tanto tempo è la determinazione, la capacità di organizzazione, la forza di volontà. In pochi conoscono i sacrifici e la dura disciplina a cui devono dedicarsi i ragazzi che studiano danza: questo perché oltre ad essere una meravigliosa forma d’arte, la danza è una disciplina innanzitutto fisica, che richiede una grande preparazione atletica. Tutto questo è da conciliare con impegni scolastici e altri tipici di un adolescente, ma spesso chi persegue un percorso nella danza riesce poi ad ottenere buoni risultati anche in altri ambiti. La danza insegna a porsi degli obiettivi e a impegnarsi per raggiungerli giorno dopo giorno con dedizione e pazienza, andando oltre quelli che si pensa possano essere i propri limiti.

Ci sono stati dei momenti difficili, dei sacrifici da affrontare che ti hanno destabilizzata?

Il momento più difficile è stato senza dubbio quello successivo al mio diploma. Avevo raggiunto un obiettivo personale, ma ero consapevole che avrei dovuto studiare in modo più professionale e costante se avessi voluto tentare di intraprendere questa professione. Arrivare a questa conclusione a 18 anni non è stato semplice dato che la carriera di un ballerino è molto breve e incerta. Eppure sentivo che quella sarebbe stata l’ultima occasione per mettermi in gioco e lanciarmi: da quel momento ho lavorato ogni giorno con la consapevolezza di dovermi impegnare almeno il doppio degli altri, impiegando tempo, concentrazione, rinunciando ad impegni e tempo libero. Iniziare questo percorso mi ha portata a trovare la mia dimensione e a scoprire un’enorme felicità, che non è solo quella di aver raggiunto delle piccole soddisfazioni ma quella che nasce dal fare ciò che si ama con passione ogni giorno.

In conclusione, ringraziandoti del tempo dedicato, ti chiedo di farci partecipe di un tuo desiderio che speri si possa realizzare quanto prima.

Il desiderio più grande che custodisco in questo momento è senza dubbio quello di poter ballare all’interno di una compagnia. La pandemia ha messo in difficoltà molte compagnie in Italia e all’estero: ha fatto annullare molti spettacoli, inclusa la produzione di un balletto a cui stavo prendendo parte. Spero che tutti i ballerini possano ricominciare ad esercitare la propria professione e che le compagnie di danza vengano riconosciute e tutelate per tutta la loro importanza artistica e culturale. ​

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