Il Viaggio, un capolavoro di Seby Mangiameli, considerato un erede di De Andrè

Per la nostra intervista incontriamo oggi il cantautore Seby Mangiameli fondatore dei Tedranura. Proprio in questi giorni è uscito il suo nuovo CD “Il Viaggio”, e contestualmente si avvia anche il suo tour nazionale. Seby Mangiameli è uno dei cantautori italiani da tenere ben presente nell’attuale panorama musicale ed in particolare della World Music. Artista tra i più sensibili ed attenti anche ai temi sociali che tratta in modo non convenzionale nei suoi brani. La musica che propone è molto raffinata, colta, e a buon diritto, lo colloca nella tradizione del cantaurorato italiano percorso già da iconiche figure quali Guccini, De Andrè e Fossati, di cui troviamo forti rimandi e che lo classifica come più che degno prosecutore della loro eredità.

Seby Mangiameli – Ph fornita dall’artista

Benvenuto Seby Mangiameli, subito la prima domanda per te sull’uscita di questo tuo nuovo album “Il viaggio”. Come è stato produrlo e scegliere i brani da includere?

Il viaggio per quanto mi riguarda è proprio un percorso che ho lungamente meditato, camminato e pensato. Un progetto co-prodotto con l’amico Giuseppe Matarazzo. “Il viaggio” è anche il brano che da il titolo al CD ed il nome all’intero progetto. Nel testo della canzone “Il Viaggio” uso le seguenti parole “Per cento terre ho camminato senza mai toccare il suolo” significa che non è solo un itinerario vissuto fisicamente, ma in senso più lato, molto più ampio. Ci sono luoghi dove effettivamente non mi sono recato mai, come l’Argentina, ma che ho esplorato in altre forme, con la mente, con la conoscenza.

Ma il senso de “Il viaggio” è anche un indicare, un esplorare diverse situazioni come nel pezzo “La corsa” in cui approfondisco l’esperienza di un attraversamento della società, perché la società tutti noi la percorriamo, camminando quotidianamente in essa. Affronto anche situazioni più emozionali come nel brano “C’è pace” che ho voluto dedicare al co-fondatore dei Tedranura, Piergiorgio Monaco, scomparso nel luglio del 2018 e dedicare anche a mio padre. Il testo è un inno alla pace e un dialogo immaginario tra me e Piergiorgio. Ma tocco anche molti altri temi come ne “Il volo della farfalla” il cui titolo della canzone prende spunto dal libro dell’amica Adriana Falandra di cui una parte è scritta insieme alla figlia, Alexandra Rosati. Nel brano si parla dell’incontro immaginario tra lei e la figlia, del desiderio, della speranza, ma nel contempo di un “incontro” estensibile a tutti. Concetti che trasferiscono valori umani ed amore universale.

Seby Mangiameli, Salvo Amore e Marco Monaco – Ph fornita dall’artista

Abbiamo detto che contestualmente, a giorni, si avvia anche la tua tournèe nazionale. Dove possiamo trovarti? 

Il tour italiano del 2019 si avvia il 15 agosto a Perugia e per la maggior parte della tournèe sarò accompagnato, alle chitarre, da Salvo Amore con il quale abbiamo collaborato anche per gli arrangiamenti. Con noi ci sarà Alessandro Borgia alle percussioni e Giampaolo Castro al basso, Marco Monaco alla Batteria che ci raggiungerà in alcune date, la flautista Alessandra D’Andrea ed in qualche serata anche Rachele Amore ed il fisarmonicista Giuseppe Roccella. 

Una tounèe ricca ed impegnativa in cui presenterò il CD toccando diverse città italiane che indico qui nel seguito con le principali date di agosto e settembre. Saremo a Perugia a ferragosto nello splendido scenario de “La forchetta” subito dopo il 17 agosto sempre a Perugia saremo presenti nell’importante rassegna internazionale “Stati d’arte” che si svolge nella splendida cornice di Villa Fidelia. A seguire il 18 agosto sempre a Perugia il 20 agosto a Spoleto il 22 torniamo a Perugia ed il 31 agosto saremo nella principale piazza di Carlentini: Piazza Armando Diaz. In settembre invece saremo il 18 ad Empoli, il 19 a Reggio Emilia, il 20 torniamo a Perugia e poi nella capitale il 21 al Teatro Arciliuto di Roma ed il 22 al Piccolo Teatro dell’Arte sempre a Roma. Ma poi saremo a Matera, Cosenza ed ovviamente non possiamo trascurare la Sicilia dove il tour toccherà le città più importanti come Messina Palermo, Catania, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e poi una puntata nella provincia di Trapani.

Come ti stai preparando a questa tournée? 

Con grande emozione ed intensità. Sono molto felice di affrontare questo “viaggio” nazionale, che mi ripaga delle tante fatiche per prepararlo al meglio. Mi riempie di energia positiva e gioia poter trasmettere e portare questa musica agli altri con le influenze che partono dal mediterraneo, essendo io Siciliano, che arrivano all’Argentina, passando dai Balcani. Questo viaggio è per me molto importante, ma ancora di più condividerlo con gli altri e trasmettere attraverso la musica concetti di valore che in se portano anche cultura. Credo questo sia uno dei compiti affidati a noi artisti.

Seby Mangiameli – Ph fornita dall’artista

Ti hanno identificato come un possibile testimone futuro del cantutorato colto italiano, come ti fa sentire questo apprezzamento? 

Senza alcuna ipocrisia confesso che da un lato mi lusinga molto e mi emoziona, ma nello stesso tempo mi riempie di responsabilità essere collocato nel cantautorato italiano, così come lo furono i grandissimi Guccini, De Andrè e Fossati poiché questi musicisti, caposaldi di questa musica, non sono solo cantanti ma anche, a mio parere, i migliori esistenzialisti e scrittori. Guccini secondo me è anche molto più incisivo, nei suoi testi, di Jean-Paul Sartre che amo molto e che fu tra i maggiori rappresentanti dell’esistenzialismo. Personaggi iconografici che della canzone ne hanno fatto “il vero come soggetto, il bello come mezzo, l’utile come fine” parafrasando Manzoni. Quindi, quando mi dicono che mi collocano nel cantautorato colto italiano, e vengo considerato un erede in tal senso, è artisticamente il più bel complimento che possa ricevere e che mi fa sentire profondamente gratificato perché è proprio il mio punto di riferimento. Non è ne facile ne semplice essere riconosciuto come un cantautore colto, un onore in ogni caso.

Seby Mangiameli, tu regali tante emozioni agli altri, ma un’emozione che vorresti ricevere dal tuo pubblico. 

L’emozione più grande la provo quando il pubblico è attento. Mi entusiasmo molto quando percepisco che la gente si emoziona insieme a me ed è coinvolta dalle mie canzoni, nel mio concerto, entrando in una sorta di simbiosi emozionale. Ho molto rispetto per il pubblico e anche per uscire con questo CD e programmare il tour ho atteso il momento giusto e l’ho lungamente preparato proprio per offrire al pubblico un prodotto valido, corposo e qualitativamente serio.

Secondo te è possibile attraverso l’arte e nel tuo caso con la musica cambiare qualcosa? 

Con la musica provo a colorare il mondo, a volte a testimoniare i fatti, a volte a far riflettere. Almeno ci provo e spero che una piccola parte della società sia ricettiva. Quella parte che non è annegata ancora nell’indifferenza e strozzata dall’apparenza, come cito nel mio brano “Il viaggio”. Scelgo molto attentamente le cose che faccio e mi sento libero di farlo perché non solo le medito e ragiono, ma devo anche sentire delle emozioni, come il luogo in cui scelgo di esibirmi o un brano che nasce scegliendo una storia da raccontare, che sviscero nelle sue varie sfaccettature e solo quando mi convince anche emozionalmente, li mi fermo.  In ogni caso a livello esistenziale, a volte, spero che possano finire le ingiustizie nel mondo che la gente riesca a migliorarsi. Pur essendo molto realista in fondo al cuore resto un idealista. Questo è anche il senso del progetto e de “Il Viaggio” che propongo nel mio CD.

Progetti futuri? 

Con grande sincerità avrei piacere di suonare al Teatro Brancaccio di Roma, anche perché è il luogo in cui si svolse l’ultimo concerto di De Andrè.

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