A tu per tu con Roberta Cleo per “Migliore”

“Migliore” è il nuovo singolo di Roberta Cleo, scritto in collaborazione con Tiziano Sposato, Domenico Scarcello e Francesco Scarcella. Un brano dal sound elettronico che parla di rivoluzione interiore, prodotto dalla stessa cantautrice insieme a Diego Calvetti e Pio Stefanini. Roberta ce ne parla in questa intervista .

Roberta Cleo. Foto da Ufficio Stampa
Roberta Cleo. Foto da Ufficio Stampa.

Ciao Roberta, “Migliore” rappresenta un inno al cambiamento, una rivoluzione interiore. Come nasce questo brano?

“Migliore” è, fra tutti, il brano più autobiografico. Nasce in un momento della mia vita caratterizzato dalla voglia di cambiamento, una voglia nascosta dentro di me che faticava ad uscire.

E’ frequente, per un artista, che le proprie emozioni si trasformino in musica e questo, spesso, succede inconsapevolmente. Arrivi ad un punto in cui ciò che non riesci a dire o a fare, in qualche modo, deve uscir fuori ed è in quel momento che la canzone diventa un veicolo per dar via a quella che io definisco la propria rivoluzione interiore. 

Come hai conosciuto Diego Calvetti e Pio Stefanini? Ci sono altri brani in lavorazione?

Ho conosciuto Diego Calvetti dopo l’uscita del mio primo singolo “Senz’anima”. Cercavo qualcuno a cui poter fare ascoltare i miei brani e ho tentato con la piattaforma Usong, che dava la possibilità agli iscritti di ricevere delle valutazioni sulla propria musica.

Ho caricato il brano pensando che non avrei avuto alcun riscontro e, invece, sono stata ricontattata. Da lì è iniziata una collaborazione che mi ha portato a conoscere Pio Stefanini. Ho lavorato con entrambi al brano che mi ha portato in finale a Sanremo Giovani “Non ti perdere”. Gli altri spero usciranno nel 2019.

Hai provato più volte Sanremo Giovani, hai mai pensato di partecipare ad un Talent?

Per un artista emergente, oggi, la prima possibilità che si presenta è proprio quella dei Talent. Nonostante le mie perplessità ho tentato anche quella strada e credo sia stata proprio la mia poca convinzione a non portare i risultati. La poca convinzione era data dal fatto che un Talent, prima che il talento, forse, richiede il personaggio.

Il Talent vuole una storia da offrire al pubblico e ha un meccanismo che, spesso, cozza col fare musica. In generale è il mondo della televisione  che, se prima era punto d’arrivo per un artista che aveva alle spalle una gavetta, oggi è diventato un punto di partenza. 

Fai attività live in questo momento? Quanto conta per te esibirti dal vivo?

Per un artista indipendente esibirsi dal vivo è fondamentale. E’ proprio quello che fa la gavetta e che ti dà la possibilità di distinguerti dagli altri. Io ho suonato nei locali, nelle piazze, nei club e anche nei centri sociali, sperimentando generi musicali diversi.

Suonare dal vivo ti avvicina alla gente e non c’è niente di più bello che sentire qualcuno cantare le tue canzoni, che sia nel locale vicino casa o in uno stadio con un grande pubblico. Quello che conta è fare musica. Dopo circa un anno di pausa dai Live, nel 2019 riparto con l’idea di portare in giro le mie canzoni e presentare il disco. 

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