Samuele Cavallo: Sono un vulcano in continua eruzione

Samuele Cavallo, attore di teatro, impegnato in ambito musicale e attualmente presente all’interno della Soap Opera, Un Posto al Sole. Lo incontriamo per parlare del suo nuovo singolo, “Come fai?”, e per carpire i suoi progetti futuri. Una persona semplice, gentile, a cui auguriamo soltanto cose belle.

Samuele Cavallo

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo a Samuele Cavallo. Come stai?

Sto bene, nonostante il periodo che viviamo. La musica e la recitazione fanno sì che possa essere attivo e questo mi rasserena.

Come hai affrontato, lo scorso anno, il periodo legato al lockdown?

Sono diventato cuoco, partner sociale di una serie di iniziative del momento, ho radunato persone su skype, registrato alcuni lavori da casa e molto altro. In quel periodo si è fatto davvero di tutto. Poi, fortunatamente, è arrivata l’estate e sono tornato sul set di Un Posto al Sole per girare alcune scene. Successivamente, sono volato in Sardegna per prendere parte, come direttore artistico, ad una struttura che aveva come partner Radio Italia. Quel lavoro e la possibilità di vivere il palco, in quel periodo storico, hanno rappresentato una grande scialuppa di salvataggio.

Una settimana fa abbiamo avuto modo di ascoltare il tuo nuovo singolo, “Come fai?”. Ti andrebbe di parlarcene?

Questo nuovo singolo vuole portare alla luce tutte quelle parole non dette che, spesso, tendono a trasformare il destino delle cose. Cosa sarebbe successo se avessimo fatto una scelta diversa? Accade spesso che, per mancanza di coraggio, si preferisce lasciare spazio alla razionalità, mettendo da parte l’istinto. Una scelta che, per forza di cose, ci spinge poi al rimpianto. Mi rende felice sapere che, chiunque l’abbia ascoltata, ritrovi in quel testo molto della propria persona, delle proprie esperienze. Speravo accadesse. La settimana prossima uscirà il video del brano che, su di un ring, metterà a confronto due me, come se fossero due facce della stessa medaglia. Vi sorprenderà vederlo, ne sono certo.

Hai in mente di presentarlo presto dal vivo al tuo pubblico?

Si, spero di poterlo presentare presto dal vivo. I teatri sono aperti, ma non è che oggi dici “domani i teatri aprono” e quindi vuol dire che “domani i teatri sono attivi” perché per far partire una stagione serve una programmazione che ha bisogno di mesi di preparazione, di scelta di spettacoli, vendita di biglietti, scritturare attori e tecnici, mesi di sala prove per gli allestimenti…

Samuele Cavallo

Quando nasce esattamente la tua passione per la musica, per lo spettacolo?

Nutro questa passione da quando ero bambino. Inizialmente ero combattuto tra il calcio e tutto ciò che facesse parte delle arti performative. Ho avuto fame di tante cose e, per fortuna, tutto ciò mi è stato concesso. Ho preso lezioni di pianoforte e di danza ed ho frequentato una scuola nel mio paese, per poi essere supportato dal mio insegnante di liceo, che insegnava anche teatro. Il mio primo vero ruolo è arrivato nel 2005 nel film “La terra”, di Sergio Rubini. Fu proprio Rubini a spingermi ad andare via, ad affrontare gli studi giusti a Roma. Mia madre era contraria a farmi andare via da minorenne, ma conoscendo la mia determinazione e la mia passione mi ha dato fiducia. Nel 2008 ho debuttato con Massimo Ranieri e Bianca Guaccero al Sistina in “Poveri ma belli”, successivamente ho lavorato con Manuel Frattini, poi con il grande Stefano D’Orazio ed in molti altri spettacoli.

Possiamo aspettarci un nuovo singolo?

Certamente. Sono un vulcano in continua eruzione. Proprio oggi sono a Firenze dal mio amico Samuel, con cui scrivo spesso canzoni. Non posso svelare nulla, per scaramanzia. Stiamo buttando giù idee e progetti per presentarci al meglio.

Il tuo Samuel fa parte del cast di Un Posto al Sole. Come ti sei avvicinato al mondo della Soap?

Quando il mio agente, Cristiano Cucchini, mi inviò la mail per prendere parte al provino per questo ruolo, pensavo fosse uno scherzo. La similitudine più grande era nell’avere lo stesso nome e cognome del personaggio ed anche nell’avere le stesse identiche passioni. Una volta a Napoli, mi resi conto che era tutto vero. Una coincidenza pazzesca! Il primo giorno di set ero terrorizzato, spaesato, e questo capita quando non ho la possibilità di avere il controllo della situazione. Subito dopo, sono stato accolto da Samanta Piccinetti e Luisa Amatucci ed è stato meraviglioso. Semrava di essere con loro da mesi! Il set di Un Posto al Sole vive di allegria, ironia, qualcosa di totalmente differente da tutti gli altri set. È come essere a casa.

Parlaci di Samuel…

Samuel, a differenza mia, è un completo disastro, un vero pasticcione. Affronta la vita in maniera frettolosa, azzardando tanto nei sentimenti, accontentandosi del posto sicuro al Caffè Vulcano, suonando il pianoforte e cantando, soltanto quando gli è possibile. In comune abbiamo alcuni aspetti legati al modo di vedere l’amore, la grande passione per la musica ed il canto e l’ironia. Lavorativamente, però, ho scelto la precarietà del mio lavoro, i suoi pro e contro, ho scelto una determinata strada.

L’arrivo di Speranza ha scombussolato l’esistenza del tuo personaggio e di Vittorio Del Bue. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

È una vicenda ironica, divertente. Penso che, specialmente in questo periodo, le persone abbiano bisogno di leggerezza, di divertirsi in quel lasso di tempo dedicato alla Soap. Vi invito a guardarla, a scoprire cosa succedrà.

Quale ruolo avresti piacere di interpretare un domani?

Spero di avere modo di interpretare un cattivo o comunque un personaggio che abbia il sapore del riscatto, verso la vita. Sono un amante delle storie alla Rocky Balboa, ossia dell’arrivare dall’avere zero all’avere cento. Mi piacerebbe anche avere modo di prendere parte ad un film musicale. Un sogno nel cassetto, oggi, sarebbe quello di poter interpretare Claudio Villa, un artista che amo molto. Dicono che ci sia una certa somiglianza tra noi.

Progetti futuri?

Avrei dovuto prendere parte ad uno spettacolo teatrale che, per due settimane, si sarebbe dovuto tenere al Teatro Sala Umberto di Roma. Lo spettacolo “The Boys in the band” è una storia ambientata in una New York prima dei fatti di Stone Wall, e quindi, l’omosessualità era un tabù, poteva essere vissuta solo tra le mura di casa.. Spero di poterla portare presto in scena. Tanti altri spettacoli bollono in pentola. È un periodo di incubazione di cui spero di potervi presto rendere partecipi.

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