Neva Leoni: il teatro? Qualcosa che farei ogni giorno, per sempre!

Neva Leoni. Foto di Mattia de Nittis - 2

Abbiamo incontrato Neva Leoni, attrice talentuosa che non ha mancato un appuntamento con il cinema, la televisione, il teatro e anche il web, che sembra essere il suo spazio per sperimentare sapientemente “gli abiti” da far indossare ai suoi personaggi.

Neva Leoni. Foto di Mattia de Nittis
Neva Leoni. Foto di Mattia de Nittis

Dopo averla vista recitare per Giovanni Veronesi, Paolo Genovese, Carlo Vanzina, Federico Moccia (solo per citarne alcuni) e tante fiction amate dal pubblico come “Che Dio ci aiuti 3” e “Il Paradiso delle Signore 3”, facciamo un salto nella sua vita da attrice e da artista.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo. Partiamo da un recente progetto per il Web, e poi affrontiamo all’indietro questo viaggio nella tua carriera: 10 giorni almeno. Sei Kim, per interpretare la quarantena in un “no-budget” che ci ha fatto sorridere su un periodo particolare. Un’esperienza di “serialità” da girare soli in camera. Che ci racconti di questo progetto e come lo hai vissuto?

Il progetto “10 giorni almeno” è partito da un’idea di Emanuel Caserio (uno dei miei fratelli nella fiction “Il paradiso delle signore”). In un gruppo chat tra alcuni dei miei amici e colleghi del paradiso, Emanuel suggerì di creare qualcosa, per passare il tempo e fare un paio di contenuti per chi ci segue. Il lavoro è stato fatto a distanza, riprendendoci coi cellulari e con l’aiuto impagabile di Massimiliano Mattiello alla sceneggiatura, Vittorio Torre al montaggio, Matteo Iacobis e Marco di Nella che si sono occupati delle musiche, Santina Cardile che si è inventata costumi e trucchi scoprendo cosa avevamo nei rispettivi armadi e Marco Terenziani che ci ha regalato le sue splendide grafiche. Tutti professionisti, tutti che ci hanno dato una mano gratuitamente.

Neva Leoni. Foto di Edland Man
Neva Leoni. Foto di Edland Man

Prima di spostarci dal mondo del web, mi piacerebbe che raccontassi delle avventure di Greta in “Involontaria”, dove sei stata protagonista di un audiovisivo che ha racchiuso volontariato, sociale e sostenibilità ambientale. Un progetto molto nobile, oltre che decisamente simpatico dal nostro punto di vista…

“Involontaria” è stato certamente un progetto pieno di cuore che mi ha dato tanto. Gli organizzatori di Officine Buone portano avanti da anni un’idea di volontariato divertente, che fa del bene ai pazienti delle strutture ospedaliere ma ance agli artisti che donano le loro performance. Hanno creato un progetto musicale senza precedenti, e hanno deciso di affiancargli anche un progetto web che potesse essere allo stesso livello. La regia di Alessandro Guida, la scrittura di Pier Mauro Tamburini, oltre che alla straordinaria bravura di Michela Giraud, Francesco Meola, Loris Fabiani, Carlo Bassetti e tantissimi altri straordinari professionisti che hanno partecipato alla serie, hanno contribuito a creare qualcosa di cui sono molto fiera, e che spero che chi ci guarda possa sentire l’amore che abbiamo messo in questa folle dramedy!

Neva Leoni. Foto di Edland Man
Neva Leoni. Foto di Edland Man

Hai mostrato il tuo talento musicale in Involontaria, a dimostrazione che dopo il “Classico” hai studiato canto. Questa tua passione per la musica come ti accompagna durante le giornate? Cosa ascolti, chi sono i tuoi cantanti preferiti, ma soprattutto: cosa canti quando sei sola in macchina, sotto la doccia o mentre fai le faccende di casa?

Io canto CONTINUAMENTE. Con grande gioia del mio povero compagno! Canto vecchi brani di musical americani, come hit del momento, come pezzi classici o intramontabili canzoni Disney (meglio ancora se dei cattivi). E non ho affatto paura di alzare il volume. Specie sugli acuti.
Mi aspetto uno sfratto a breve.

Neva Leoni sul set di Il Paradiso delle Signore 3
Neva Leoni sul set di Il Paradiso delle Signore 3

Torniamo a quello che ti sei dedicata maggiormente dal 2009 circa ad oggi: il cinema e la televisione. Senza fare preferenze di registi, attori o prodotto, quale tra i personaggi che hai interpretato ti è rimasto maggiormente dentro, e quale invece vorresti “rifare” con una maggiore maturità oggi.

Ovviamente oggi sono più matura di quanto potevo esserlo nei miei esordi…o quantomeno, mi piace pensare di essere migliorata! In quest’ottica vorrei poter rifare il mio ruolo di cattiva sorellastra in “Che Dio Ci Aiuti 3”, ma in effetti è stata un’esperienza talmente bella e formativa che forse non cambierei una virgola!
Una cosa che ho amato moltissimo è stata la possibilità di lavorare sul palco del Globe Theatre di Roma (una come comparsa nel Romeo e Giulietta ed una come protagonista ne “Il racconto d’inverno”). Il sacro terrore dell’attimo prima di salire sul palco, le ginocchia tremanti sotto alle gigantesche gonne di scena e la consapevolezza che nessuna serata sarà uguale alla precedente. Quel tipo di lavoro è qualcosa che farei ogni giorno, per sempre.

Neva Leoni sul set di Che Dio ci aiuti 3
Neva Leoni sul set di Che Dio ci aiuti 3

Lasciamo momentaneamente lo spettacolo e dedichiamoci a te: il tuo nome arriva da quello di un capo indiano e che ha origini da “neve”. Ma da quel che esprimi quando reciti, più che da “neve” trasmetti una personalità da “sole”. Chi è Neva fuori dal set?

Sono una persona molto affettuosa, ma anche molto timida. Molte persone pensano che io sia un po’ fredda, o che mi dia delle arie all’inizio, ma è solo perché sono molto impacciata e ho spesso paura di avvicinare le persone che non conosco (specie se persone che stimo lavorativamente), quindi spesso sto per fatti miei e non parlo molto… finché non prendo confidenza e diventa impossibile farmi smettere di scherzare e dire stupidaggini! Sono estroversa e amichevole, ma ho anche bisogno del mio spazio e del mio tempo per “ricaricare le batterie”, quindi è difficile beccarmi in locali o discoteche, dove c’è caos e milioni di sconosciuti…ma potrei fare l’alba a chiacchierare con un gruppo di amici in casa di qualcuno, o in un pub tranquillo.

Neva Leoni. Foto di Francesca Marino
Neva Leoni. Foto di Francesca Marino

Sei nata a Roma e vivi a Roma… che rapporto hai con la tua città?

Molta gente rimane stupita nello scoprire che sono romana. Principalmente perché, per qualche strano motivo, non ho mai “assorbito” il dialetto!
Forse perché mio padre non parla molto romano e mia madre parla con una cadenza siciliana, quindi il mio accento romano risulta molto scarso, nonostante la mia innegabile cittadinanza!
Però amo essere romana, amo roma e non penso che vorrei vivere da nessun’altra parte!

E la tua passione per i gatti da dove nasce?

Mia zia da parte di papà è l’unica altra “gattara” di famiglia, quindi suppongo da lei! In realtà amo tutti gli animali, me ne riempirei casa! Però sono cosciente del fatto che un animale è un impegno e bisogna assumerselo solo quando si hanno le condizioni ideali per prendersene cura. Per questo per ora i gatti sono gli unici animali di cui mi occupo, perché hanno il giusto spazio e la giusta indipendenza, anche se amano moltissimo le coccole e un po’ soffrono quando stanno da soli.

Neva Leoni. Foto di Ngoc Lan F. Tran
Neva Leoni. Foto di Ngoc Lan F. Tran

Tra i tuoi obiettivi (o desideri), più volte hai dichiarato di voler interpretare un ruolo cinematografico o televisivo, che oltre alla recitazione possa permetterti di cantare. Senza fare spoiler, cosa ci puoi anticipare dei tuoi prossimi ritorni sul set?

Purtroppo al momento è tutto molto caotico a causa della recente quarantena che ha fatto spostare o saltare moltissimi set, ma spero di poter presto tornare a lavorare!

E noi intanto facciamo un grande in bocca al lupo a Neva per il suo futuro prossimo!

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