Aurora Cantone e l’inaspettato successo in Cina

Vi avevamo parlato qualche tempo fa di Aurora Cantone, giovanissima disegnatrice Campana che con la sua immagine degli infermieri italo-cinesi che supportano il Paese, aveva fatto il giro del mondo.

Aurora Cantone

Oggi torniamo ad intervistarla per voi.

Benvenuta Aurora Cantone, presentati ai lettori de La Gazzetta dello Spettacolo.

Salve, e grazie per l’opportunità. Mi chiamo Aurora, ho 18 anni e vengo da Napoli, frequento l’ultimo anno di liceo artistico e nel tempo libero non faccio altro che disegnare, scrivere e dedicarmi all’arte del cosplay.

La tua passione verso l’arte da dove nasce?

Ad essere sincera credo che sia nata assieme a me, letteralmente disegno da quando ne ho memoria; ovviamente sono convinta che sia anche merito di mio nonno materno, il Maestro Aldo De Dominicis, grande pittore Napoletano… penso proprio che la vena artistica sia sempre stata una cosa di famiglia.

Parliamo del grande successo che un tuo disegno ha riscosso in particolar modo in Cina, ti aspettavi tanto clamore?

Assolutamente no, anzi il contrario! Non ho un grandissimo riscontro sui social, di conseguenza avevo paura che il mio messaggio non sarebbe mai stato ascoltato, ma mi sbagliavo di grosso: in una settimana il disegno ha fatto il giro del mondo diventando inoltre il simbolo di un forte legame Italo-cinese, cosa che mi ha riempito di gioia. Il mio volevo fosse solo un gesto di gratitudine, ma credo che soprattutto per me abbia fatto molto di più… siamo tutti a casa, ma nonostante questo non credo di aver mai sentito tanto calore e tanta solidarietà in tutta la mia vita! Non siamo più “Italia”, “Francia”, “Russia”, “Cina”. Siamo solo tutti esseri umani, e tutti assieme combattiamo contro un nemico comune ed invisibile.

Il disegno di ringraziamento di Aurora Cantone realizzato durante l'emergenza per il CoronaVirus
Il disegno di ringraziamento di Aurora Cantone realizzato durante l’emergenza per il CoronaVirus

Oltre il successo, il disegno che vediamo qui allegato, è stato oggetto anche di una “disputa”. Vuoi chiarirci l’equivoco venutosi  a creare?

Ammetto che solo pensarci mi fa venire i brividi… io, qui da Napoli, oggetto di discussione dal lontano Vietnam: l’equivoco vuole che, qualche giorno dopo aver pubblicato il mio lavoro, un altro artista dalla Cina abbia pensato di rispondermi “prendendo spunto” (facendo sì risultasse anche molto simile, e che quindi potesse essere scambiata per un altro mio lavoro) dalla mia illustrazione, creando quindi un altro lavoro. Il disegno in questione mostra la Cina sorretta da due medici (anche qui uno italiano ed uno cinese), in onore di tutte le equipe mediche italiane che vennero in soccorso della regione di Sichuan, nel forte terremoto del 12 maggio 2008. Inizialmente la cosa mi colpì molto, ero davvero felice e stavo imparando molto sull’antico legame tra il nostro paese ed il loro, ma dopo qualche giorno le cose iniziarono a cambiare: il disegno in questione mostra non solo la Cina, bensì anche uno stralcio di terra tratteggiato, come se fosse parte della Cina ma solo indirettamente… ebbene dopo ore di ricerche e traduzioni scoprii che quei cinque trattini gialli comprendevano delle isole, contese ormai da anni, tra il Vietnam e la Cina. In poche parole, tramite quel disegno, era stato mandato un velato messaggio, molto provocatorio, nei confronti del popolo Vietnamita, che non capendo la lingua e vedendo un’enorme somiglianza con il mio disegno, ha pensato mi fossi “alleata con la Cina” per diffondere messaggi di propaganda politica. Ammetto di non aver dormito per alcune notti, mi arrivavano di continuo messaggi pieni di rabbia, alcuni anche abbastanza volgari. Fortunatamente, sfruttando anche la visibilità del momento, sono riuscita a diffondere la verità, spiegando che io non c’entrassi assolutamente nulla con i problemi di natura politica tra Vietnam e Cina! Fortunatamente però, questa storia mi ha permesso anche di farmi molti nuovi amici “sparsi per il mondo”.

Tu sei anche una bravissima cosplayer, quale sarebbe stato il tuo personaggio se il Comicon  2020 si fosse svolto?

Da grande amante dell’arte del cosplay, non mi sarei mai limitata ad un solo giorno in costume! Andare “in borghese” in fiera, per un cosplayer, equivale un po’ a come camminare nudo per strada, ti senti totalmente a disagio! Sicuramente avrei portato Mavis Dracula, la dolce figlia di Dracula da “Hotel Transylvania”, Jack Frost, spirito dell’Inverno da “Le 5 Leggende” e Xayah, uno dei personaggi che ha riscontrato più successo dal famoso gioco per pc “League of Legends”. Spero tanto potremo rifarci quanto prima, con l’edizione più bella di tutte.

In conclusione raccontaci dei tuoi futuri progetti e di un sogno che vorresti si realizzasse.  

Il mio sogno più grande è sicuramente quello di diventare una fumettista ed un’illustratrice (e mandare avanti anche la passione per il cosplay, ovviamente). È una cosa a cui cerco di lavorare pian piano, giorno per giorno, infatti attualmente collaboro con l’Associazione “APS Amici di Peter Pan” per la pubblicazione di una collana di fumetti dedicata a tematiche principalmente giovanili, che poi verrà distribuita per le varie scuole della Campania con i primi due volumi presentati al Napoli Comicon. Inoltre collaboro come colorista per la serie web comic “Death Squad”, in anteprima su @onioncomicsofficial su Instagram.

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