Luisa Ieluzzi, la danza è la mia vita!

Luisa Ieluzzi, bellissima e bravissima ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, è stata ultimamente tra le protagoniste del balletto in due atti “Lo Schiaccianoci”, andato in scena al San Carlo con le coreografie di Giuseppe Picone.

Luisa Ieluzzi. Foto di Francesco Squeglia
Luisa Ieluzzi. Foto di Francesco Squeglia

Luisa è di origine campana e muove i primi passi nel mondo della danza in tenerissima età, dando ad intendere le sue grandi doti sin da subito. Una ballerina dallo spiccato talento che abbiamo avuto il piacere di intervistare, per conoscere qualcosa in più sulla sua persona.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Luisa Ieluzzi, come nasce il suo amore per la danza?

È difficile individuare un come e un quando ben precisi, credo che sia una cosa innata, già da bambina non era difficile notare la mia attitudine per la musica e la danza. Praticai per un breve periodo ginnastica artistica e più crescevo e più cresceva la voglia di ballare, finché il giorno in cui iniziai a far parte della scuola di ballo del teatro, a soli sette anni, capii quale fosse il mio sogno: la danza classica.

Ricorda il primo balletto della sua vita?

Certo, “Il Guarracino” di Anna Razzi, all’epoca direttrice della scuola di ballo, a cui partecipai a soli 8 anni. Che divertimento! Ricordo che ero emozionatissima, la mia prima esibizione dinanzi ad un pubblico e con tutti i ballerini dei corsi più grandi. Non ebbi paura, pensai solo a ballare e sorridere, e, sebbene fossi piccola e avessi un ruolo irrilevante, fu il mio primo vero e proprio spettacolo su un palcoscenico.

Luisa Ieluzzi. Foto di Francesco Squeglia
Luisa Ieluzzi. Foto di Francesco Squeglia

Quanto pesano sacrifici e rinunzie per la realizzazione di un sogno?

Bella domanda. Analizzando il mio lungo percorso, potrei dirti che da piccoli si è inconsapevoli e trascinati dagli eventi, poi si cresce e diventa tutto più complicato, la danza non è più un gioco ma diventa la tua vita. Da adolescenti quando le ore di studio si intensificano, si comincia a percepire il peso dei sacrifici e delle rinunce: il tempo libero, le uscite con gli amici, i momenti di svago, tutto passa in secondo piano. La tua vita ruota intorno alla danza. Ad oggi però, a maturità acquisita, so che ne è valsa veramente la pena e che rifarei tutto ciò che ho fatto per arrivare fino a qui!

Una delle sue tante soddisfazioni arriva anche da “Lo Schiaccianoci”. Può descriverci le emozioni provate nel ricoprire il ruolo della Fata Confetto?

Interpretare Fata Confetto ne ” Lo Schiaccianoci” è stata un’ esperienza particolare rispetto alle precedenti, un ruolo di grande difficoltà tecnica e artistica, che si differenzia dagli altri per il forte impatto che si ha entrando in scena; dopo una lunga attesa , alla fine del secondo atto, si entra per il grandpa de deux senza avere il tempo di rompere “il ghiaccio” né con gli altri interpreti né con il pubblico stesso, e in pochi minuti c’è un tripudio di forti emozioni e di adrenalina, accentuato dalle magnifiche musiche di Tchaikovsky.

Il successo, per lei da cosa è rappresentato?

Il successo per me è il risultato del nostro duro lavoro, che prende vita e si concretizza in scena. Trasmettere la propria anima al pubblico, interpretare un ruolo, infondere emozioni, questo per me è il successo. A mio parere riuscire ad avere il plauso non solo del pubblico quanto dei tuoi colleghi e di chi crede in te è un vero onore ed è il miglior successo, quello che più ti riempie il cuore.

Potrebbe sembrare una domanda retorica, ma non vuole esserlo: cosa rappresenta per Luisa Ieluzzi la danza?

Potrebbe sembrare scontata la mia risposta, ma la danza è la mia vita, lei c’è sempre stata. E’ il posto in cui mi sono sempre rifugiata, la mia migliore amica con cui ho attraversato i momenti migliori ma anche i peggiori, la confidente segreta che conosce me stessa più di chiunque altro. La danza per me è stata come una madre che dinanzi a dure prove mi ha dato lezioni e consigli di vita. Insomma, ha sempre fatto parte di me, e so che non mi lascerà mai sola.

Un balletto che la rappresenta al meglio?

Sono una ragazza molto passionale e, come tale, amo i ruoli che abbiano un forte trasporto emotivo. Dunque, tra i tanti, il “lago dei cigni” con la sua trama romantica incarna al meglio il mio essere. Aldilà delle difficoltà tecniche, non meno importante è l’interpretazione di un personaggio; e quale balletto rispecchia tale pensiero se non LAGO? Odette fragile fanciulla intrappolata nel corpo di un cigno, contrapposta a Odile, maliziosa e ingannatrice, ritraggono dunque i due opposti, amore e odio, per antonomasia il massimo che una ballerina come me possa desiderare di interpretare.

In conclusione… cosa augura a sé stessa per questo 2020?

Il 2020 spero sia un anno da ricordare. Sono nel pieno della mia carriera e la voglia di misurarmi con nuovi ruoli è sempre tanta. Il mio pensiero però va al difficile momento che i teatri italiani stanno passando. La speranza è che si riconosca il valore inestimabile dell’arte e di questa disciplina e che si investa di più in essa per il bene di tutti.

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