Maurizio Capone ed i suoi pensieri in quarantena

Continuano le dichiarazioni dei nostri amici artisti che in una sorta di diario condividono con i lettori le loro riflessioni.

Maurizio Capone. Foto di Giancarlo Cantone
Maurizio Capone. Foto di Giancarlo Cantone

Il ciclonico Maurizio Capone (Frontman e fondatore di “Capone & BuntBangt” band nata dall’idea del riciclo creativo composta per l’appunto da Maurizio, Mr Paradais, il Rosso e Maestro Zannella) ha voluto confidarci i suoi pensieri che riportiamo qui di seguito: “Stiamo vivendo un tempo completamente nuovo a cui nessuno era preparato. Siamo difronte a qualcosa che ha sovvertito completamente le sicurezze di indistruttibilità della nostra società.

Siamo stati abituati a percepirci come invincibili ed invece questa pandemia ci dimostra che siamo delicati, molto delicati. Soprattutto si conferma che le problematiche dell’umanità sono planetarie. Come la difesa dell’ambiente, la difesa della salute deve essere un impegno globale, gli stati dovrebbero capire che il benessere deve essere garantito a tutti gli esseri umani e non proteggere solo il loro territorio. In queste ore di sosta forzata i miei pensieri si sviluppano in questa direzione, una conferma di quello per cui da sempre mi batto, la solidarietà e soprattutto l’uguaglianza tra le persone.

Questi sono i pensieri sul piano globale, sul piano territoriale vedo che in linea di massima la comprensione del problema e adeguata. I Napoletani stanno reagendo nella media, e forse anche meglio rispetto ai territori maggiormente colpiti. Vi spiego perché: è difficile comprendere il pericolo quando è invisibile, e visto che qui da noi per fortuna i contagi sono pochi non si ha la percezione del pericolo imminente se non attraverso i media. Quindi direi che tutti, salvo poche eccezioni, stanno cercando di collaborare per evitare di trasmettere il contagio. Invece sul piano personale mi trovo in una condizione molto particolare, prima di tutto devo dire che noi musicisti abbiamo un ottimo rapporto con le mura di casa perchè contengono anche dei luoghi di creatività, un home studio credo che quasi tutti lo posseggano.

Quindi, specialmente nei momenti creativi di composizione siamo chiusi in una sorta di “autoquarantena” e questo ci da una maggiore resistenza in una situazione come questa. In particolare per quanto mi riguarda la mia casa è la mia tana, il mio laboratorio, la mia fucina. Sto passando il mio tempo a fare tate cose artistiche ed a sfruttare il tempo che di solito devo utilizzare per andare in giro a suonare. Visto che sono stato molto impegnato negli ultimi due anni vivo anche con piacere l’obbligo di restare a casa, insomma cerco di apprezzare questi arresti domiciliari. La mia dimensione familiare mi piace, vivo con mia moglie, mio figlio di 19 anni ed un bellissimo cane. Sono le persone che amo e quindi ho anche molto piacere a condividere tutto questo tempo con loro.

Questo è un aspetto molto positivo che mi piacerebbe notassero tutti, cioè il fatto di avere i propri affetti vicini e soprattutto avere tempo da poter spendere insieme. Noi che abbiamo la fortuna di poterlo fare dobbiamo cogliere questa occasione per sperimentare un diverso modo di vivere, ne abbiamo l’occasione e sopratutto mi sembra importante per non rendere vana la sofferenza di chi si è ammalato e di chi sta operando in queste ore.

Se la società ne uscirà migliorata sul piano umano avremo dato un senso a questa situazione drammatica. Penso però anche a chi non può permettersi di fermarsi, ed in realtà anche per noi artisti sarà molto dura, dobbiamo pensare anche a chi questa pausa la vive con angoscia per problemi di sopravvivenza. Voglio anche dire una cosa mettendomi dalla parte del pianeta che ringrazia il CoronaVirus perchè per la prima volta in duecento anni gli esseri umani sono stati obbligati ad abbassare il livello di immissione di inquinamento nell’ambiente.

Anche questo mi da molto da pensare, quanto siamo veramente utili al pianeta? Forse come ognuno di noi a livello personale può far tesoro di questa quarantena così gli stati potrebbero far tesoro di questa sospensione obbligatoria che sta facendo respirare la Terra e le sta dando di nuovo benessere. Sono ragionamenti apparentemente cinici, ma dal punto di vista non esclusivamente umano credo che dobbiamo interrogarci anche su questo argomento. In ogni caso sono giorni in cui il mio impegno è comunque inteso, ho fatto già tre concerti in live streaming e ne farò altri, via internet faccio vedere come costruire strumenti con le cose che si hanno a casa per dare sostegno alle famiglie, dare idee per passare il tempo insieme. E sto facendo del mio meglio per spiegare a tutti come è importante restare a casa per poter al più presto tornare ad abbracciarci.​”

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