Jonas Reingold: un bassista di lusso per Steve Hackett

Sta dando il meglio di se stesso sul palcoscenico nell’importante ruolo di bassista della band di Steve Hackett, il talentuoso chitarrista dei mitici Genesis (band della quale è entrato a far parte nel 1971 in sostituzione del talentuoso membro fondatore Anthony Phillips).

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Jonas Reingold ha tenuto di recente decine e decine di concerti in tutto il mondo conquistando gli applausi e scatenando l’entusiasmo di migliaia di spettatori. Steve Hackett ha davvero fatto un’ottima scelta decidendo di includere nel suo gruppo il cinquantenne bassista originario di Malmo, Svezia. Jonas, infatti, che ha iniziato a suonare nel 1986 con la band WIRE, può vantare una carriera di tutto rispetto culminata con il successo del suo attuale gruppo, The Flower Kings, uno dei più apprezzati della scena musicale di prog rock mondiale. Reingold ha militato anche negli Opus Atlantica, Time Requiem, Kaipa e Tangent e ha fondato la sua band Karmakanic.

Lo vedremo ancora sul palcoscenico mostrare tutta la sua grinta il prossimo 20 luglio a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Cavea dove insieme al bravissimo Steve Hackett e al resto del suo gruppo (Roger King alla batteria, percussioni e voce Craig Blundell al sax, flauto e percussioni, Rob Townsend al basso e chitarra e Nad Sylvan, cantante), sarà alle prese con il leggendario repertorio dei Genesis, in particolare con il celebrato album Selling England By The Pound del 1973. Durante lo show, inoltre, Jonas Reingold, Steve e gli altri eseguiranno alcuni brani tratti dall’album solista dell’ex chitarrista dei Genesis Spectral Mornings, che quest’anno celebra i suoi quaranta anni dalla pubblicazione, nonché dei pezzi tratti dal suo nuovo cd At The Edge of the Light.

Jonas, come ti trovi a lavorare con Steve Hackett?

Che posso dire, prima di tutto che lui è il miglior “boss” del mondo! Si preoccupa da vicino del benessere dei suoi musicisti come della sua crew. Seconda cosa, lui può godere di un’eredità fatta da grandiosa musica senza tempo. Come musicista non avrei potuto desiderare un lavoro migliore di questo.

Dopo così tanti anni di brillante carriera, ti diverti ancora a trascorrere mesi e mesi in tour?

Certo e me ne rendo conto quando mi trovo a lavorare in studio per un lungo periodo di tempo. E’ lì che realizzo quanto mi manchino i concerti dal vivo, l’esibirsi davanti ad un’audience è probabilmente ciò che da maggiore soddisfazione ad un musicista.

Una band che sia ben preparata e che abbia fatto tante prove, un buon sound on stage e un’ottima audience è tutto ciò di cui hai bisogno. In questo modo la vita è completa.

Hai qualche aneddoto da raccontarci riguardo le tue esperienze live con Steve Hackett?

Le persone che hanno visto i nostri shows probabilmente già sanno che qualche volta io faccio ciondolare il basso sotto il mio mento per poi lanciarlo al tecnico incaricato del mio strumento che lo acciuffa al volo. Sono venti anni che faccio questa cosa e non ho mai sbagliato un singolo colpo. Ebbene, durante un concerto del nostro scorso tour ho mancato il bersaglio e vi assicuro che vedere il tuo strumento che atterra sul pavimento del palcoscenico è un’esperienza davvero spiacevole. Spero che ci vogliano altri venti anni prima che una simile evenienza si verifichi di nuovo.

Tornando a Steve Hackett, quale pensi che siano le sue migliori qualità come musicista?

Lui ha un sound e uno stile molto personale. Puoi dirlo dalla prima nota che è Steve Hackett quello che sta suonando.

Questa è una qualità molto importante, oltre al fatto che lui è stato uno dei primi musicisti ad usare la tecnica del tapping sul fretboard. Credo che Eddie Van Halen e qualche altro chitarrista abbiano ascoltato bene Steve e abbiano ripreso proprio da lui questa tecnica.

Qual è il brano dei Genesis, tra quelli che hai eseguito durante i concerti di Steve, che preferisci?

Mi piace molto suonare The Fountain of Salmacis tratto da Nursery Crime ma mi diverte molto anche eseguire The Cinema Show e alcuni brani dal nuovo cd Under the Eye of the Sun.

A parte il tuo lavoro con Steve e la sua band, cos’altro stai facendo e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Abbiamo appena finito di registrare un album con The Flower Kings. Il disco uscirà per questo autunno. Poi ci sarà un tour europeo subito dopo la fine della tournèe di Steve Hackett prevista per il prossimo novembre.

Quali sono le cose più belle che i tuoi fans ti dicono quando ti incontrano?

I miei ammiratori sono sempre molto educati e gentili, sono grandiosi. Apprezzo molto quando qualcuno mi parla di qualche dettaglio che riguarda il mio modo di suonare il basso perchè questo significa che mi ha ascoltato con grande attenzione. Non mi piace ricevere degli apprezzamenti quando mi capita di non suonare al mio meglio. La gloria deve andare a chi davvero la merita.

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