Nadia Rinaldi: voglio emozionarmi sempre come una ragazzina, il segreto è divertirsi

Nadia Rinaldi attrice romana è stata un’allieva di Gigi Proietti nel suo laboratorio di esercitazioni sceniche, grazie al quale fu poi scritturata per diversi spettacoli in cui ha interpretato ruoli comici e brillanti. Il suo esordio artistico come carriera di attrice avviene nel 1988 in Liola.

In seguito Nadia viene ingaggiata dall’esordente regista Christian De Sica che le affida la parte della protagonista nel film “Faccione” ottenendo non solo il successo, ma anche la candidatura al Globo d’Oro come migliore attrice. Prosegue la sua carriera dopo gli esordi in teatro con Proietti lavorando nuovamente con lui per la terza volta, nel 1994, nella commedia “Per amore e per delitto”. Partecipa anche a diverse fiction televisive tra cui “Un medico in famiglia”.

Nadia Rinaldi. Foto fornita dall'artista
Nadia Rinaldi. Foto fornita dall’artista

Nadia come ti ricordi i primi tempi in cui ancora studiavi con il grande Gigi Proietti?

Bellissimi perché era il periodo dei sogni, il periodo in cui si cercava di realizzare i sogni. Potrei dire quasi un proseguimento adolescenziale con al termine la formazione, la conoscenza e l’amore per questo mestiere che poi ho scelto con consapevolezza. Sai decidere di percorrere questa strada può anche farti tornare sui tuoi passi perché potresti capire che non fa per te, mentre nel mio caso mi sono resa conto che era proprio ciò che volevo fare.

Come fu il tuo incontro con Christian De Sica?

Nadia Rinaldi. Foto fornita dall'artista
Nadia Rinaldi. Foto fornita dall’artista

Il primo incontro con De Sica, avvenne attraverso Proietti poiché per il saggio era presente in sala e in quella circostanza mi vide e mi chiamò successivamente per fare il film “Il faccione” e li fu il grande incontro con il cinema. Non mi immaginavo all’epoca di fare l’attrice per il cinema, ma è così che arrivò. E’ stato un grande amore che mi ha dato tanto e mi ha subito conquistato, oltretutto questo film ha conclamato anche la mia popolarità. Mi manca molto il cinema e vorrei tornare a farlo, ma fatto bene. In compenso nel frattempo faccio tanto teatro.

Agli esordi e per molto tempo tu interpretavi il ruolo della curvy, si direbbe oggi, puntando sulla simpatia. Oggi in teatro interpreti anche ruoli sexy, come ti fa sentire questo?

Mi diverte molto questa cosa, anche perché questi ruoli sexy non me li davano a 30 anni e invece me li affidano a 50 anni. Come dire è proprio vero che non è mai troppo tardi. Sarebbe ancora più divertente se riuscissi anche nella vita a “catturare” le persone con questa modalità come quando recito a teatro.

Nadia Rinaldi. Foto fornita dall'artista
Nadia Rinaldi. Foto fornita dall’artista

Quanto conta per te la bellezza e quanto il “contenuto interiore”?

Forse le persone le amo più per ciò che hanno dentro piuttosto che fuori. Oggi l’immagine, vuoi o non vuoi, la bellezza esteriore è il primo biglietto da visita. Io dipingo, sono una ritrattista, e spesso osservo e fisso le persone, perché magari mi colpisce qualcosa di loro, per me sono importanti e le facce le rammento anche a distanza di tempo. Mi soffermo a guardare anche il bello “esteriore”, sono un’esteta ed osservo un bel tramonto, la natura e una bella persona.

Mi fa sorridere l’affermazione “è brutto ma simpatico”, si è fallo essere anche antipatico. Sono convinta che bisogna soffermarsi a guardare dentro anche perché è vero che l’abito che fa il monaco e poi il bello oggi non sai più nemmeno se è naturale. E’ importante ritrovare lo spazio per scambiarci una parola in più e magari, anche in gesti semplici come chiedere l’ora, guardare le persone negli occhi che è un modo per dare l’attenzione agli altri e poi attraverso gli occhi passa tutto, tristezza, gioia, attraverso gli occhi parla l’animo. Forse potremmo avere l’occasione di conoscere persone nuove che non ci aspettavamo fossero così.

Non ho tantissimi amici, ma le persone con cui mi frequento e che vedo le conosco bene. Oggi non posso più stare con persone delle quali non so nulla, altrimenti non sono amici ma solo conoscenze. Noi tutti abbiamo bisogno delle persone ma di quelle vere e sincere per le quali ti devi sentire importante ed essere importante per qualcuno è già una grande conquista.

Nadia Rinaldi. Foto fornita dall'artista
Nadia Rinaldi. Foto fornita dall’artista

Parliamo un po’ d’amore, in alcune interviste ho visto che dici di essere “single per scelta, non riuscendo più a fidarti degli uomini” Ma se incontrassi davvero una persona giusta come sarebbe?

Ma no dai, è proprio questo, bisogna incontrare la persona giusta. E’ che fino ad adesso io ho avuto la calamita per quelli sbagliati. Forse sono io che penso sia un amore ed invece è un calesse. Non demordo però e sono una persona che mette sempre amore in tutte le cose che fa anche nel preparare un caffè. Questo amore lo devi avere anche per te stesso, il mio primo compito è quello di amare Nadia, una volta scoperta la chiave riusciamo a far sì che anche gli altri ti amino per ciò che sei. Comunque per ritornare alla tua domanda, non voglio stare sola nella mia vita ne porre limiti alla provvidenza. I miei figli crescono e poi prenderanno il volo. Io sono qui ad insegnar loro il rispetto per tutto e tutti e per renderli dignitosi nel loro percorso di vita e anche se si sbaglia si chiede scusa e si prosegue. Questo insegno ai miei figli, il resto lo farà la vita, ma poi verrà il tempo che loro mi lasceranno e a me piacerebbe incontrare una persona giusta, condividere la mia vita con una persona sincera. Ecco ho bisogno di sincerità.

Le persone ti seguono con affetto e in te oltre che la brillante e simpatica attrice vedono una donna a dimensione umana che ha in sé ancora l’incanto del sogno dell’eterna ragazzina, è così?

Sicuramente si e questa è stata anche la chiave vincente per ottenere tante cose. Io vivo sempre con molta leggerezza, sono come quella bambina che scarta il regalo e si emoziona ancora con le piccole cose. Ancora oggi guardo il mondo con gli occhi di una bimba che vive tutto con gioia ed emozione. Secondo me in questo mestiere è importante emozionarsi ed io voglio emozionarmi sempre come una ragazzina.

Il segreto è anche quello di divertirsi ed io voglio giocare oggi come ieri che giocavo alla commesse, all’infermiera e a fare la grande. Se recitare diventa solo tecnica, è un po’ triste. La chiave vincente, come diceva Pascoli è quella di mantenere sempre vivo il fanciullino che è in te e che rimane li e ci lascia la curiosità e lo stupore della vita. Se non c’è questo, non c’è più niente.

Nadia al momento sei impegnata in molti progetti artistici, e in vari spettacoli teatrali, come sta andando?

Si, in una settimana ho fatto Superman:  ho debuttato al Golden a Roma, poi sono stata in Calabria per il debutto di uno spettacolo con Martufello e Manuela Villa per la regia di Claudio Insegno. Due impegni separati, con prove nello stesso periodo. Sono tornata da Napoli la scorsa serata e ora ritorno a Napoli per un altro spettacolo.

E come fai a dividerti tra lavoro e vita privata?

Si, con i ragazzi, ed il lavoro è un po’ faticoso qualche volta, ma queste, vorrei quasi dire, sono le conseguenze dell’amore. Le donne in particolare fanno doppi sacrifici ma riescono a portare a termine sempre tutto.  Fra l’altro mi sto dedicando anche all’insegnamento a Sabaudia ad una scuola di danza e teatro.

Seguiamo un progetto in Accademia con 100 ragazzi e con programmi in full immersion. Faccio questo perché penso che tutte le cose belle che ho imparato è giusto metterle a disposizione degli altri ed in particolare dei giovani. Custodisco con orgoglio quanto ho appreso e comunicarlo e trasmetterlo agli altri mi da gioia. Devo dire che istintivamente se qualcuno mi chiedesse un consiglio per chi intraprende questa strada sarebbe di dirgli di cambiare mestiere, ma chi sceglie lo spettacolo lo fa perché ha un animo gentile e una sensibilità particolare ed evidentemente un amore per questo.

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