Gabriele Pignotta, il cuore prima di ogni cosa

Gabriele Pignotta è uno dei commediografi italiani contemporanei  di maggiore talento e successo. Lo scorso 8 novembre è uscito il suo nuovo film ”Ötzi e il mistero del tempo”, un film fantasy che lo vede abile regista dirigere Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni.

Gabriele Pignotta. Foto di Onemore Pictures
Gabriele Pignotta. Foto di Onemore Pictures.

Il film ha vinto il Giffoni Film Festival ed è stato distribuito in tutto il mondo. Ma ciò che più colpisce di Gabriele Pignotta è la sua anima, il suo cuore, il modo di ragionare e vivere ogni cosa con limpidezza e sentimento. Non risparmia nulla di ciò che ha dentro e di ciò che vuole raccontare e mostrare agli altri. Vive di empatia, ascolto, attenzione, sa mettersi nei panni delle persone con cui lavora, senza mai porsi su piedistalli e troni d’oro. Gabriele Pignotta lavora con il cuore e con quello va avanti. Con discrezione, talento e pudore.

Benvenuto Gabriele Pignotta. Il tuo film ”Ötzi e il mistero del tempo” è da poco uscito al cinema. Come stai vivendo questa esperienza? 

Questa è, per me, un’esperienza stupenda. Mi sono confrontato e cimentato in un progetto con un genere fantasy, dove il racconto viene fatto senza l’ausilio di mezzi tecnologici che ne prendono il sopravvento. ”Ötzi e il mistero del tempo” riprende il filone di E.T, La storia infinita. In questo film il cuore ha la precedenza per regalare emozioni e una grande avventura. Girare questa grande avventura con un cast internazionale, una troupe magnifica,  in lingua inglese, in un posto fantastico in montagna è stata un’esperienza magnifica. Il film ha ricevuto molte critiche positive e ha vinto il premio come miglior film al Giffoni Film Festival di quest’anno.

Nel film troviamo Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni. Come ti sei trovato con il cast? 

Mi sono trovato benissimo. Sono abituato a lavorare costantemente con gli attori, riesco ad empatizzare molto con loro e capisco i loro bisogni. Questo è stato un cast e un set gioioso.

Adesso sei a teatro con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia nello spettacolo ” Non mi hai più detto ti amo”, di cui tu sei il regista. Come descriveresti questo spettacolo? 

Sono molto contento di questo spettacolo. Questa è la storia di una famiglia normale, che vive piccole grandi cose quotidiane. Racconta i figli, i genitori, le relazioni umane in chiave ironico- emotiva. Si passa dalla risata alla liberazione emotiva. Riusciamo a raccontare dei lati emotivi e umani che rispecchiano le persone che guardano lo spettacolo. Ti emozioni tanto quando vedi questo spettacolo. Lorella e Giampiero sono stati meravigliosi, due persone aperte. Questo è un bel momento professionale per me, di belle cose  fatte con professionalità, con coscienza, con pancia. Questo è il mio modo di lavorare…

Sei un regista ma anche un attore. Come vivi il passaggio da attore a regista ogni volta? 

Lo vivo con molta naturalezza e semplicità. Entrambi i ruoli mi completano. Quando fai l’attore sai cosa vuol dire essere un regista, ti metti a disposizione con una certa consapevolezza. Quando, invece, fai il regista sai come trattare l’attore perchè lo sei stato anche tu. Mi piace passare dal regista all’attore e viceversa. Amo fare entrambe le cose. Mi viene naturale. Trovo che l’una sia la conseguenza dell’altra.

Ti sei innamorato prima della recitazione e poi della scrittura. Quando hai capito che potevi essere anche un registra? 

Ho capito da subito che recitare poteva essere la mia strada. Poi, ho capito subito dopo, che mi emozionavo come attore se potevo raccontare determinate cose che mi appartenevano. Ho iniziato a scrivere le cose che mi sarebbero piaciute da attore. Ho notato un certo talento in quella direzione, mi è venuto naturale fare da regista alle cose che facevo. Volevo trasformarle esattamente come le avevo immaginate. Mi esprimo a 360° attraverso la mia faccia, la mia anima e la mia immaginazione.

Sul tuo Instagram ho notato una frase da te pubblicata: Il nostro mestiere è fatto di anima e cuore  ma adesso vedo sempre di più bei volti senza anima. Ed è una tristezza. 

Questo è quello che penso. I social stanno tirando fuori soltanto la vanità di molti colleghi. Non capisco il bisogno di fotografarsi in qualsiasi momento della tua via, continuare a proporre sempre la tua faccia. Noto questo atteggiamento di colleghi che si espongono, nonostante siano già esposti professionalmente. Che senso ha che io ti veda quando ti trucchi, quando stai con i tuoi figli? Io cerco di espormi molto raramente. Anche io ho una quotidianità, ma la posto con discrezione e pudore. Purtroppo i social sono un business. La tua faccia vale e la usi per sponsorizzare. Spero  che questa cosa finisca. Si perde il gusto di andare a guardare un attore al cinema e in tv. Lo vedi già su Instagram e ti sembra ormai di conoscerlo.

Che progetti futuri hai? 

Sto lavorando a due progetti teatrali. Sto preparando un altro film. Non mi fermo mai, non mi sono mai fermato. Continuo tra teatro e cinema ad esprimermi e a raccontare le mie storie, la mia voglia di raccontare quello che vedo intorno a me.

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