Emilio Fallarino: “Voglio continuare ad interpretare personaggi complessi”

Incontriamo Emilio Fallarino in una tiepida giornata autunnale e subito dopo aver scambiato due chiacchiere ho subito chiara l’immagine della persona che abbiamo di fronte: un ragazzo profondamente innamorato, innamorato del suo lavoro e della sua famiglia.

Emilio Fallarino. Foto fornite dall'artista
Emilio Fallarino. Foto fornite dall’artista.

Che ha ben chiari quali sono i capisaldi della sua vita e si impegna ogni giorno per mantenerli alti. Emilio Fallarino, un ragazzo lontano dalla mondanità e dal successo effimero che può dare il mondo dello spettacolo; fedele a quello che è lo scopo primario del suo mestiere, essere qualcun altro, provare a pensare come qualcun altro, vivere le emozioni di qualcun altro e avvicinarle agli occhi dello spettatore. Perché quando Emilio va in scena, spera in tutti i modi di non essere Emilio. Un gioco di parole che solo chi ama tutto ciò può comprendere.

Lo abbiamo visto recentemente tra i protagonisti de “La vita promessa”, sotto la regia di Ricky Tognazzi. Non a caso il suo personaggio, Rocco, è un ragazzo disabile. Una sfida complessa, ma che sembra fatta apposta per lui. “Ero in giro per Roma”, racconta, “quando mi chiama la mia agente parlandomi del provino e di questo personaggio. Appena leggo la sinossi penso che questo personaggio deve essere mio e per questo mi sono messo subito al lavoro. Ho ascoltato un pezzo di Ludovico Einaudi e attraverso la musica ho cominciato a vedere qualcosa. Ricordo che al primo provino non avevo messo la balbuzie, che è subentrata dopo.

Ho cercato di avere deficit anche nella voce. È seguito un altro provino con Tognazzi, dove appunto è uscita la balbuzie, e sono piaciuto tantissimo, tant’è vero che mi ha preso. Abbiamo lavorato insieme tantissimo, abbiamo visto dei film come “Rain Man” o “Buon compleanno Mr Grape”. Sul set ero libero di inserire diverse cose all’interno del personaggio, libero di improvvisare dato che io sono un amante dell’improvvisazione. Cercavo di capire cosa succedeva nella scena e mi lasciavo trasportare da essa”. Un personaggio, quello di Rocco, che ha amato a dismisura. Ed infatti, se non lo avesse ottenuto, sarebbe stato quello il ruolo più rimpianto. “Ho sempre trattato personaggi strani, fuori da quello che sono io. Diversi, distaccati da me. Ed infatti, al momento ti direi che mi affascinerebbe entrare nella psicologia di un personaggio femminile”. La voglia di mantenere un profilo alto è sempre tanta. “C’è sempre questo pensiero. Non mi sento attore arrivato, devo ancora fare tanta gavetta. Potrei dirti che voglio mantenere l’altezza di questi personaggi, ma ho anche bisogno di fare esperienza e quindi non posso dire di non provare in futuro ruoli che possano essere minori. Ovviamente cerco di fare sempre meglio, di interpretare personaggi sempre più complicati e difficili”.

Come già espresso, Emilio è innamorato follemente della sua famiglia. Dopo i primi due anni all’Accademia Beatrice Bracco, da lui stesso definiti strepitosi, inizia ad entrare nel vivo delle difficoltà del mestiere e per questo decide di prendersi un anno sabbatico nella sua Benevento, circondato dall’affetto dei cari. Di lì ha ripreso a fare provini e lavori, fino a tornare in modo definitivo a Roma. “C’è sempre l’idea di tornare giù qualora non lavorassi, ma il cuore di questo lavoro è qui a Roma. La famiglia è il mio pensiero primario, ad esempio penso al fatto di lasciare sole mia madre e mia sorella per stare qui a Roma. Scendo spessissimo quando non sono impegnato. Non è difficile per me conciliare tutto, lo faccio con estrema naturalezza”. Ed è proprio sua madre che ringrazia: “Ha fatto tantissimi sacrifici per me.

Ha cresciuto da sola me e mia sorella, lavorando sempre e non mi ha mai tolto quello che è il mio sogno. Mi ha dato fiducia, nonostante avesse potuto dirmi di trovarmi un lavoro con uno stipendio fisso al mese. Ha sempre creduto in me e poteva tranquillamente non farlo perché ci vuole tempo prima di riuscire a guadagnare qualcosina di reale”. Quando parliamo di sogni nel cassetto, Emilio è sicuro e fermo sulle sue idee: “Il mio unico pensiero è riuscire ad incanalare tutto sempre per il meglio. Non ho mai voluto fare una professione che non fosse questa, ho solo avuto questo pensiero per la testa e continuo ad avere questo sogno e queste aspettative. In futuro sicuramente potranno capitare altri progetti, ma per me questo è un lavoro vero e proprio”.

E proprio tra qualche giorno Emilio tornerà nella sua amata terra, dove porterà in scena uno spettacolo “a portata di appartamento”.

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