Giulia Di Quilio, bello incontrarsi e convivere con le proprie diversità

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai: affermava la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci. E Giulia Di Quilio lo sa bene.

Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa
Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa

E’ una donna, un’attrice ed una mamma. La sua vita è una continua avventura, una continua sfida. Con eleganza, delicatezza ed entusiasmo vive i suoi ultimi progetti lavorativi che la portano sul piccolo e grande schermo, facendosi amare così dal pubblico. Al cinema, la ritroviamo nel film ‘Non è vero ma ci credo’ nei panni di Maria Chiara, in tv è la bella e professionale Clara, donna in carriera.

Ruoli che la rappresentano e la spronano verso il futuro. Eppure, la sfida più grande è essere mamma. Ma siamo sicuri che, anche in questa sfida della vita, Giulia vincerà.

Benvenuta Giulia Di Quilio. Sei una dei protagonisti del film ‘ Non è vero ma ci credo’, come descriveresti il tuo personaggio?

Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa
Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa

Nel film interpreto Maria Chiara, la moglie di Nunzio (Fabrizio), una donna di successo, creatrice di una propria linea di gioielli, una donna che possiamo definire self-made woman.

La vediamo, sin da piccola, quando alle elementari, si impegna per diventare la prima della classe, e questo già la dice lunga sul suo carattere. Maria Chiara però si ritrova a mantenere il marito, finanziandogli continuamente attività che si rivelano fallimentari. A un certo punto deciderà di cacciarlo di casa, esasperata, ma questo è solo l’inizio….

Ti assomiglia? In cosa credi di essere diversa da lei?

Maria Chiara è anche una patita di oroscopi, aspetto che, non mi vergogno a dirlo, appartiene anche a me! Anche se in maniera diversa…per fortuna! Maria Chiara nel film consulta oroscopi “quotidiani” , facendosi condizionare in tutte le proprie scelte, questo per accentuare le gag comiche del film. Io sono invece affascinata dalla lettura psicologica dell’oroscopo, ovvero dalla cosiddetta astrologia evolutiva, che non prevede in nessun modo il futuro, ma aiuta a delineare chi si è attraverso degli archetipi rappresentati dai pianeti e dai miti associati ad essi.   E poi condivido col mio personaggio l’aspetto self-made, non sono un’attrice convenzionale, non provengo dall’accademia, ed il mio non è stato un percorso lineare, ma credo che questa sia la mia specificità.

Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa
Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa

Cosa rappresenta per te questa esperienza in ‘Non è vero ma ci credo’?

Sono molto orgogliosa di aver partecipato a questo film, soprattutto perché è stata per me una sfida. Pensa che ho sostenuto diversi provini per prendere il ruolo. Mi avevano vista per altri personaggi del film, e nei vari provini c’era qualcosa che non andava, come se quei personaggi non fossero adatti a me, anche se al regista (Stefano Anselmi) ed agli ideatori (Nunzio e Paolo) piacevo molto come interprete. Quando mi hanno proposto Maria Chiara ero talmente determinata a prendere il ruolo che credo di essermi superata…. cioè di aver superato tutte le mie paure e insicurezze legate al possibile nuovo rifiuto, e dato il massimo, così alla fine li ho convinti.

E sono davvero contenta di aver partecipato a questo progetto, con colleghi strepitosi.

Quale messaggio speri che colga il pubblico di questo film e del tuo personaggio?

Che è bello incontrarsi e convivere anche con le proprie diversità.

Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa
Giulia Di Quilio. Foto da Ufficio Stampa

E’ questo che il film cerca di esprimere attraverso le posizioni di vegetariani e carnivori, che proveranno ad incontrarsi.

E per quanto riguarda il mio personaggio spero di aver contribuito a descrivere la forza delle donne, nel reinventarsi e nell’essere le vere sostenitrici della nostra società.

Sei una delle new entry di Un posto al sole, come descriveresti il personaggio di Clara? 

Anche Clara è un personaggio forte e appassionato.  E’ una donna che crede fortemente nella giustizia, e che si basa solo sulle prove concrete che trova nel suo percorso di indagini.
E’ molto performativa e per lei è importante non sbagliare:  il suo ruolo di Pubblico Ministero deve essere super partes e cerca di non farsi influenzare dalle proprie sensazioni nell’emettere sentenze.

E che effetto ti fa essere in una soap opera così tanto amata?

Non sapevo quanto lo fosse fino a che non ci ho lavorato! Quest’estate in vacanza tantissima gente mi ha fermata per chiedermi di questa esperienza, e lì ho capito quanto sia bello e importante portare un messaggio così positivo come “la giustizia”, nella casa delle persone.

Come ti ha accolta il resto del cast?

Ero molto spaventata (sì,sono una fifona..) all’idea di essere una new entry in un cast così ben collaudato. Invece ho trovato persone gentilissime e generose, a partire da Clotilde Sabatino, ovvero Giovanna Landolfi, che con me conduce le indagini del ruolo di Commissario di Polizia. Lei ha subito instaurato un clima di complicità con me, e questo mi ha aiutata molto. Ma devo ringraziare anche Riccardo Polizzy Carbonelli e Nina Soldano, coi quali avevo delle scene, e che con grande professionalità mi hanno accolta e fatta sentire una di loro.

Hai avuto l’onore di prendere parte al film ‘La grande bellezza’, che ricordo hai di quel film? 

C’è una cosa che racconto sempre perché mi ha profondamente colpita e mi fa sorridere perché è una scena più sorrentiniana di Sorrentino stesso : Quando giravo la mia scena ne LA Grande Bellezza, era ambientata in una festa caotica, ed eravamo in un lussuoso appartamento con terrazza, in una palazzina davanti al Colosseo, erano le cinque del mattino, quindi per non disturbare, e per via delle varie ordinanze, eravamo senza audio reale, quindi senza musica, e tutto era svolto sottovoce, e risultava davvero, davvero surreale vedere un “trenino” di gente scatenata nel silenzio più totale!

Da attrice, oggi c’è un ruolo che ti senti pronta ad interpretare? 

Sì, quello da protagonista in un film, chissà se e quando arriverà. Intanto tengo duro.

Ma chi è Giulia e come è iniziato il tuo percorso da attrice?

Come dicevo il mio è stato un percorso anticonvenzionale: ho iniziato giovanissima come modella, ma mi sentivo davvero molto limitata in quel ruolo, non essendomi mai sentita particolarmente bella.

Allora mi sono trasferita a Roma, per studiare recitazione ed ho cominciato abbastanza subito a lavorare…ma avevo le idee un po’ confuse, ed ho fatto di tutto, dai fotoromanzi alle televendite!!  Il vero “fare l’attrice”, è cominciato intorno ai 25 anni, quindi abbastanza tardi.  Ma l’attesa non faceva per me e non mi accontentavo di piccoli ruoli qua e là, quindi a 30 anni mi sono buttata nel mondo del burlesque, che mi ha regalato una vasta e preziosa esperienza sul palcoscenico. Nel burlesque impari a “vivere il pubblico”: è un one woman show, quindi ci sei tu da sola sul palco, ed un pubblico urlante che interagisce con te, perché non esiste la quarta parete, e quindi ci si guarda in faccia, e questo all’inizio è uno shock.

Ma mi è servito molto, ho imparato a gestire la scena e sono cresciuta molto come artista, perché nel burlesque ti esprimi a 360 gradi, sei regista dei tuoi numeri, dal concetto di partenza sino alla messa in scena. Grazie al burlesque mi sono liberata anche dei complessi sul mio corpo, in più ho viaggiato parecchio. Sette anni intensi. Poi ho iniziato a sentire stretto anche il burlesque e questo mi ha portato qui oggi.

Un augurio che vuoi fare alla persona che sarai tra dieci anni?

Non riesco a immaginarmi tra dieci anni, ma mi auguro che avrò fatto un buon lavoro coi miei figli, che al momento hanno due anni (ho due gemelli), e fare il genitore è di gran lunga la sfida più ardua.

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