Enrico Oetiker: vi racconto il mio Riccardo

Avevamo incontrato Enrico Oetiker circa un anno fa quando presentò alla stampa il suo ruolo al cinema con il film Classe Z per la regia di Guido Chiesa. Adesso, Enrico arriva in TV nella inedita stagione de Il paradiso delle signore.

Enrico Oetiker_8641. Foto da Ufficio Stampa
Enrico Oetiker_8641. Foto da Ufficio Stampa

Lo ritroviamo cresciuto, più maturo, con la consapevolezza di star vivendo un nuovo percorso artistico ricco di fortuna ma anche di responsabilità. Un percorso fatto di tante persone da incontrare, ritmi serrati sul set, tanti mesi di lavoro e quella voglia di portare in scena il personaggio di Riccardo. Riccardo è, per Enrico,  l’occasione giusta di mostrare un personaggio particolare, ricco di sfumature, non facile da decifrare al primo colpo che porta dentro un grande dolore e quel bisogno di capire chi si è.

Bentornato, Enrico Oetiker. Ti ritroviamo nella nuova stagione de Il paradiso delle signore. Che esperienza rappresenta per te?

Questa è, per me, un’esperienza grandiosa. L’investimento produttivo è grande, il set è uno dei più grandi in Europa, le comparse sono tante. Ci sono tante persone che lavorano a questo progetto, tra cui quattro registi. Il paradiso delle signore rappresenta una mia grande sfida attoriale dato che giro molte scene al giorno, per tanti mesi.

Quando hai saputo di essere preso per questo grande progetto, che sensazione hai provato?

Quando accetto un progetto, cerco di dare sempre il massimo. Quindi quando ho saputo che mi avevano preso per il ruolo, ho accettato questa proposta perchè è una sfida immergersi in qualcosa del genere. Mi ha reso felice essere stato scelto dalla Rai, rappresenta una grande responsabilità e occasione. E’ un onore.

Come descriveresti il tuo personaggio ne Il paradiso delle signore?

Riccardo e Nicoletta ne Il Paradiso delle Signore al Castello Sforzesco. Foto di Franco Oberto
Riccardo e Nicoletta ne Il Paradiso delle Signore al Castello Sforzesco. Foto di Franco Oberto

Riccardo è un ragazzo giovane, nel pieno della sua forma, della sua bellezza e della sua giovinezza. Si diverte, va in barca, va al circolo, è circondato da donne. Conquista le donne come se fossero dei trofei e vive alla giornata, senza dare peso a quello che gli succede intorno. All’interno della storia, gli succedono delle cose che sicuramente lo portano a rivedere e rivalutare la sua vita. Riccardo ha sicuramente un profondo dolore che io non ho, ha perso sua madre. Questo dolore lo porta ad avere una sorta di spaesamento nei confronti della vita. Ha un rapporto conflittuale con il padre, che gli è distante e non lo stima. Credo che questo ragazzo abbia un profondo senso di solitudine, un profondo senso di inadeguatezza.

In cosa credi di assomigliargli?

C’è della profonda ironia che ci accomuna. La sua ironia è sicuramente più cinica della mia che è più leggera.

Quale messaggio speri che possa dare Riccardo al pubblico?

Credo la serie sia un bellissimo spaccato di vita italiana. Viene mostrato un grande fervore, l’ ascesa della figura femminile, il contrasto tra sud e nord, gli scontri e gli incontri tra le varie classi sociali. Il paradiso delle signore racconta l’Italia che è stata. Ogni personaggio porta un messaggio importante. Riccardo, inizialmente, non mostra un bel vedere ma prossimamente ci saranno dei forti cambiamenti che sicuramente faranno riflettere molti ragazzi. Il non sapere cosa fare della propria vita è qualcosa che accomuna molti ragazzi della nostra generazione e sarà importante vedere il percorso di Riccardo.

Il paradiso delle signore vanta un ricco cast. Come ti sei trovato con loro?

In maniera meravigliosa, è il set più bello in cui sono stato. Parlo del cast ma anche della troupe, dei registi, tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto. Sarebbe davvero difficile lavorare ad un progetto in cui ci sono persone con cui non mi trovo. Sono stato fortunato, c’è un bellissimo clima.

Come ti descriveresti adesso come persona?

Sono sicuramente cresciuto, rispetto alla nostra chiacchierata di un anno fa. Questa serie così grande mi sta responsabilizzando molto. Sono tante scene, e sono tante le ore di lavoro, mi sento molto più pratico e organizzo molto meglio la mia settimana. Ho dovuto leggermente fare mente locale. Mi sento migliorato, certo sono sempre molto iperattivo.

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