Luciano Caldore: la canzone napoletana ha fatto scuola a tutti

Abbiamo incontrato Luciano Caldore, artista molto amato a Napoli e non solo, che calca ormai i palcoscenici da più di 20 anni.

Cantante, attore, inizia la sua carriera nel 1996, quando pubblica il suo primo album “La luna, le stelle e il mare”. Anche due film all’attivo con nomi importanti del cinema, il primo “Pazzo d’amore”, con la partecipazione dell’attrice Laura Chiatti e successivamente con “T’amo e t’amerò”, dove hanno partecipato nomi come Barbara Chiappini, Andrea Roncato, Francesca Rettondini e il sensitivo Solange.

Attualmente il suo forte ritorno in musica lo vede protagonista di manifestazioni legate alla musica partenopea ed a live in diverse piazze. E nel contesto del Cola Drink Festivalbar, lo abbiamo incontrato per parlare di musica.

Come racconta Luciano Caldore, la canzone napoletana è sicuramente quella che ha fatto scuola alla musica italiana. La soddisfazione di cui ci racconta è che la cultura della musica napoletana continua a vivere anche in rassegne come quella del Festival di Sanremo, dove il pezzo con la parte dialettale, spesso è presente.

Il suo racconto è anche sul boom della musica neomelodica degli anni ’90, fino ad arrivare ai Talent Show, con i quali si complimenta per il business televisivo. Si alla vetrina, ma solo se seguita da studio e formazione per questi artisti che cavalcano l’onda della popolarità televisiva per fare musica.

Un argomento che tocca l’anima artistica di molti cantanti neomelodici come Luciano Caldore, è quello che è successo a seguito dello switch-off al digitale terrestre, che ha fatto si che i canali televisivi dove andavano in onda i loro video-clip e le loro canzoni, siano andati in fondo alla lista dei canali… ma per fortuna il Web continua a tenerli in alto.

Dopo il concerto “a quattro” tenutosi al Teatro Palapartenope di Napoli, nel suo futuro tanti live, nuove incisioni e tanto impegno per portare avanti la musica napoletana.

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