L’esperto risponde: Vittorio Matteucci

L’esperto risponde oggi si avvale di una delle più belle voci del panorama italiano, quella di Vittorio Matteucci, cantante e attore italiano noto per le intense interpretazioni di personaggi amatissimi dei musical, tra cui Frollo (Notre Dame de Paris), Scarpia (Tosca-Amore Disperato), Conte Capuleti (Romeo e Giulietta, ama e cambia il mondo), Innominato (Promessi Sposi – Musical), Dante (La Divina Commedia) e molti altri ancora.

Vittorio Matteucci
Vittorio Matteucci. Foto di Giancarlo Cantone.

L’artista si è reso disponibile nel rispondere alle nostre domande mettendo a disposizione arte e competenza.

Benvenuto Vittorio Matteucci, è sempre un piacere, oltre che onore ospitarla sul nostro quotidiano. “La voce non mente” è il nome del suo work-shop: può dire ai nostri lettori quali sono le regole principali che si svolgono all’interno dello stesso?

La regola più importante riguarda l’obbligo di divertirsi e di giocare…troppo spesso il canto è inteso come una cosa agonistica, in cui ci sono vincitori e sconfitti…d’altronde io parto dal presupposto che, se c’è una gara, è quella che facciamo con noi stessi per migliorare i nostri limiti.

L’emozione da palcoscenico è forse uno dei tanti ostacoli da superare. C’è un trucco per tenerla a bada?

L’emozione è spesso l’ostacolo, ma anche e soprattutto l’inevitabile motore, il veicolo della comunicazione. Il trucco è tenersi stretta quella emozione e cercare di sfruttarla il più possibile, tenendo conto che la sicurezza nasce dalla preparazione, quindi…

In un musical, secondo lei, ha più valenza il talento nella recitazione o nel canto?

E’ piuttosto ovvio che sono due talenti inscindibili, ma se proprio devo dare una preferenza la attribuisco alla recitazione; il canto, anche il più bello e tecnicamente perfetto, non è niente senza la compenetrazione nel personaggio, senza l’espressione dell’anima che solo la recitazione ti danno.

In base alle sue esperienze, in un musical è più difficile interpretare un ruolo drammatico o uno comico? O meglio, secondo il suo parere, è più “semplice” far commuovere o far ridere?

Penso che sia meno difficile commuovere piuttosto che far ridere, ma non lo dico solo io! La comicità è un’arte molto difficile..ci vogliono mille cose, e tutte perfettamente equilibrate tra loro: la faccia, la voce, il fisico, i temi, il testo…IL TESTO!!!

Ringraziandola del tempo che ci ha dedicato, le rivolgo un’ultima richiesta: cosa devono tener ben saldo in mente coloro che hanno intenzione di intraprendere questo percorso artistico?

Che ognuno di noi è UNO. Di coltivare, senza arroganza, la propria personalità e studiare, approfondire, non smettere mai di essere curiosi; di rimanere bambini!

Grazie a Vittorio Matteucci per la presenza, per l’arte e per la competenza che mette sempre a disposizione, grazie per i consigli e soprattutto grazie per le belle emozioni che riesce a infondere con la sua voce attraverso il canto.

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