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Andrea Arcangeli: “Io divo? Sono semplicemente una persona come tante altre”

Incontro Andrea Arcangeli in occasione della conferenza stampa di “Dei” presentato in anteprima al Bifest, il Bari International Film Festival. Difficile non riconoscerlo; sebbene indossi un abbigliamento molto casual e primaverile, la sua presenza la si nota immediatamente. Pacato, educato, risponde solo quando viene interpellato dicendo poche cose ma giuste.

Finisce la conferenza, scende dal palco, viene verso di me. Mi stringe la mano e mi accoglie con un sorriso davvero contagioso e una disponibilità incredibile e rara per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Poco tempo a disposizione, nel quale però è pronto a raccontare di tutto ma soprattutto a raccontarsi.

Andrea è in modo indiscusso uno dei talenti più promettenti del panorama cinematografico italiano. E i suoi ultimi lavori lo dimostrano; non c’è persona ormai che non sa chi sia: persino Zalando lo ha scelto come testimonial. E di tutto questo incredibile successo, Andrea forse ne è consapevole solo a metà: “Mi considero uno che deve fare una marea di strada; sono solo all’inizio, ho avuto delle belle soddisfazioni dopo solo sei anni: ho un film da protagonista, una serie americana; son contento, però mi sento ancora un pivello.

Intervista ad Andrea Arcangeli in occasione della conferenza stampa di “Dei” presentato in anteprima al Bifest, Bari International Film Festival.
Andrea Arcangeli al Bifest. Foto da Instagram.

Lavorare a questi livelli ti fa capire quanta strada devi ancora fare. Sicuramente è bello ricevere i complimenti, ma non è una cosa di cui mi faccio vanto. Mi piace tenere la testa basta perché è un lavoro che ti può distruggere in un attimo a livello emotivo. Continuo a fare i miei provini, alcuni vanno a buon fine, la maggior parte no. Ma sono contento di aver ottenuto tutte queste cose”.

Andrea Arcangeli ha la maturità di chi si trova a stretto contatto con il suo sogno e fa di tutto per non farselo sfuggire dalle mani e gli occhi di chi è ancora un fanciullo con la voglia di godersi ogni singolo istante della propria vita. “Sicuramente questo è un lavoro che ti porta a diventare indipendente da subito”, mi racconta. “Devi avere a che fare con le produzioni, con gli spostamenti in Italia e all’estero e devi essere subito sul pezzo. Allo stesso tempo è un lavoro che per natura ti porta comunque a conservarla quell’anima da bambino. Recitare in inglese si dice “to play”, che vuol dire anche giocare: devi essere serio ma allo stesso tempo non prenderti troppo sul serio. Io ci sto provando, quindi credo di essere riuscito a mantenere una bella anima infantile”.

Andrea Arcangeli. Foto da Ufficio Stampa.
Andrea Arcangeli. Foto da Ufficio Stampa.

In questi giorni è in onda su Sky Atlantic “Trust”, la serie americana del regista Danny Boyle dove Andrea Arcangeli interpreta la parte di Angelo. “La storia racconta del rapimento di quello che negli anni ’70 era il nipote dell’uomo più ricco del mondo. Il mio personaggio lavora per i rapitori della ‘ndrangheta di cui fa parte Primo, interpretato da Luca Marinelli. Io sono l’unico calabrese del clan che sa parlare inglese e quindi vengo usato come traduttore. Angelo diventa il tramite diretto, l’unico che entra in contatto col ragazzo che rapiscono, suo coetaneo. Questo scatena delle cose che ovviamente non posso rivelare”.

Per quanto riguarda la vita fuori dal set, Andrea non reputa complesso dividere sfera pubblica e sfera privata. “Per me anzi è molto semplice dato che la mia vita pubblica non è sotto i riflettori dei paparazzi. Le cose che posso rendere pubbliche le rendo pubbliche, non mi trovo a fare gossip. Questa cosa mi tranquillizza molto. Mi rendo conto che ci sono attori più grandi e con più esperienza che questa ambivalenza la vivono con più difficoltà; è complesso non poter uscire dalla macchina, non poter uscire di casa a prendere un caffè che subito ti assalgono. Ovviamente ci sono i periodi più movimentati, che sono quelli in contemporanea con l’uscita di un lavoro. Funziona così: più la gente ti vede in tv, soprattutto quelle pubbliche, più sei riconoscibile. Al momento io mi sento una persona come le altre”.

Andrea Arcangeli. Foto da Ufficio Stampa.
Andrea Arcangeli. Foto da Ufficio Stampa.

Per ultimo, ma non per importanza, abbiamo affrontato la questione di “Dei”. Questo prodotto che si presenta da subito particolare e lontano da tutto ciò a cui siamo abituati, ha subito rapito Andrea. “Fin da subito il progetto si è presentato diverso dagli altri. Sapevo che il regista è un video artista e io ho degli amici che sono appassionati alla video arte. Mi intrigava soprattutto il fatto che i produttori Riccardo Scamarcio e Valeria Golino avessero deciso di investire con la loro casa di produzione su un progetto del genere. Già a priori mi fidavo cecamente. Poi mi sono innamorato del personaggio quando ho avuto modo di capirlo mano a mano, quando ho letto la sceneggiatura. Un personaggio splendido perché non è un cliché, è un personaggio che mi ha dato modo di sperimentare un sacco di cose nuove e diverse che altri lavori non mi avrebbero dato l’opportunità di approfondire. Capito il personaggio, capito il regista, visti i produttori ero certo di ciò che facevo ed ero lì che combattevo con altri attori per ottenere questo ruolo. Ed ora eccomi qui alla conferenza stampa di presentazione”.

E allora tutti sull’attenti: non potete perdervi assolutamente questo nuovo capolavoro che porta la firma di Cosimo Terlizzi.

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