Cristel Caccetta, sogni infranti e amore che scegli

A tu per tu con Cristel Caccetta

I sogni infranti, l’amore che scegli tra tutti gli altri amori. La sofferenza che tiri fuori e trovi dentro di te, le volte in cui ti sei sentita delusa, le volte in cui ce l’hai fatta.

Cristel Caccetta. Foto da Ufficio Stampa
Cristel Caccetta. Foto da Ufficio Stampa.

Perché i tuoi genitori ti dicono: Cristel, devi essere felice. Perché tuoi nonno ti dice: scegli una cosa e falla bene. E Cristel Caccetta ha ascoltato i consigli di chi la ama, la ama davvero. Ha scelto il percorso verso la felicità, lo fa ogni giorno con quell’empatia che è un dono forte e potente.

Cristel Caccetta arriva al cinema con il film Vengo anch’io e quell’amore che tanto sceglie, tra i tanti amori marginali, è il passo verso la felicità. Le manca solo uno scudo, per proteggersi da ció che fa male. Ma quello arriverà pian piano, come tutte le altre cose…

Benvenuta Cristel Caccetta, sei al cinema con Vengo anch’io. Come descriveresti il tuo personaggio?

Questo progetto è molto bello. Dopo un provino molto intenso dove mi hanno chiesto di piangere molto, abbiamo fatto un mese di prove. Lorenza è una ragazza molto diversa da me. Ho amato intepretarla. Faccio questo mestiere perché ho la possibilità di cambiare sempre. Ho un’anima camaleontica e quando ho letto le sceneggiature, ho amato l’idea di fare qualcosa che non mi appartenesse particolarmente. Lorenza ha un passato così diverso dal mio. Inizialmente, ai provini mi hanno detto: Sei proprio come lei. Ma in realtà, non è mai stato così.

Cristel Caccetta. Foto da Ufficio Stampa.
Cristel Caccetta. Foto da Ufficio Stampa.

Per questo ruolo, non mi é stato chiesto di essere bella, per la prima volta mi è stato chiesto di essere goffa. Ho cercato di darle quanto più possibile, di mettermi in gioco.

Lorenza é molto arrabbiata con sua madre. Ho messo dentro di lei una rabbia che io invece nei confronti di mia madre non ho, per fortuna. Ho messo dentro Lorenza la mancanza di un padre, mentre mio padre è molto presente nella mia vita. Lorenza é un piccolo anti-eroe. Non siamo dei vincitori inizialmente nella nostra vita. Lorenza non è la prima della classe, non è la ragazza più bella. Molte adolescenti potranno ritrovarsi nella sua rabbia, in quella ribellione che hai quando non ti va bene nulla, quando tua madre vuole imporsi su di te e tu vuoi invece sfidarla.

Cosa pensi di averle donato e cosa pensi ti abbia donato?

Quando durante i provini mi hanno chiesto di piangere, ho pensato: ecco, a me non piace piangere per finta. Sono abituata a soffrire per davvero, ad infilarmici dentro la sofferenza. Quindi, ho voluto donarle la mia emotività, i miei sogni infranti. Ho cercato di ricordare quando io mi sono sentita delusa dai miei sogni, dalle mie amiche. Il mio é un percorso che pian piano si sta facendo giustizia, ma anche io ho sofferto per aver perso a volte. Ho cercato di sentire insieme a lei ogni cosa che sentiva.

Lorenza mi ha invece ricordato che non devo essere così arrabbiata! Mi è capitato spesso di interpretare ruoli di ragazze arrabbiate. Mi sono vista da fuori e ho visto come perdevo la voce per arrabbiarmi. Mi sono resa conto di quanto a volte non ce ne sia bisogno. Ci arrabbiamo perché abbiamo delle aspettative oppure perchè le cose non vanno bene. Lorenza mi ha ricordato di quanto sia stancante arrabbiarsi. A volte è proprio inutile. La rabbia ti fa perdere le energie! A volte bisogna risparmiare quella rabbia e cercare di trasformarla in qualcos altro.

Perchè bisogna andare al cinema e vedere questo film?

Questo film è una vera e propria commedia all’italiana. La gente ride delle nostre disgrazie. Noi siamo degli anti-eroi, non siamo dei vincenti e le persone potranno ritrovarsi in ognuno di noi. Ogni personaggio trova il proprio riscatto, sentendosi uniti in questa famiglia diversa. Quando ho letto questo progetto mi sono detta: È qualcosa di diverso!
Le persone potranno ridere e piangere insieme a noi. Per me, é stata una fortuna poter lavorare in un progetto del genere.

Quando hai capito che questo era il lavoro giusto per poter combattere?

Vivo in una famiglia in cui mi si chiede sempre di essere prima di ogni cosa felice. Sin da bambina ho sempre fatto danza. Dopo il liceo, mi sono resa conto di quanto la recitazione fosse il mio vero amore. Mi sono resa conto che avrei potuto fare a meno della danza e di tutto il resto, ma la recitazione era la cosa che riuscivo a fare meglio, la cosa in cui mi sento libera. Mio nonno mi ha sempre detto: scegli una cosa e falla bene. Ho scelto il mio amore, un amore che mi ha portato via altri amori.

Non é stato facile, ma ho voluto scegliere l’amore che sento. Quando tutti gli altri amori sono diventati marginali, sono riuscita a mettere quella sofferenza nel mio lavoro. Mi sono portata dietro ogni amore che ho lasciato.

Come ti descriveresti?

Mi descrivo molto empatica. Ho la sindrome della spugna! Assorbo sempre tutte le energie. Se ognuno di noi fosse un po’ più empatico non proveremmo odio e rabbia verso gli altri. Saremmo tutti la stessa cosa. E questo dovrebbe essere lo scopo di ognuno di noi. Mi ritengo molto empatica ed é una cosa che spesso mi aiuta e spesso non mi aiuta. Quando spreco le energie mi perdo un po’. Mi auguro di riuscire ad avere anche quella tranquillità data dalla saggezza. Un giorno spero di dirmi: Ok, io sento peró voglio crearmi un piccolo scudo che mi permette di aiutare ma non di essere ferita dalla mia emozione.

Mi auguro di riuscire ad avere la saggezza capace di incanalare l’empatia ed ogni emozione.

Progetti futuri?

Voglio cambiare, voglio essere tante cose. Mi piacerebbe poter ballare in un film. Mi piacerebbe ballare per esempio hip-hop in un film. Mi porto questo bagaglio e vorrei poterlo utilizzarlo. La danza è uno studio e una passione che continuo ad avere. Vorrei avere questa occasione: coniugare la recitazione e la danza.

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