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Max Damiani, l’intervista troppo aggressiva

A tu per tu con Max Damiani

Oggi siamo in compagnia di Max Damiani, amato comico e cabarettista nonché presentatore. La sua attività artistica ha le radici nei villaggi turistici dove svolgeva attività di animatore.

Max Damiani. Foto di Luca Storelli.
Max Damiani. Foto di Luca Storelli.

La notorietà prende il via in particolar modo, quando approda a Made in Sud, la famosa kermesse partenopea che in breve tempo entra nel cuore degli italiani tanto da conquistare la prima serata di Rai Due.

Animatore nei villaggi turistici, un tirocinio che le ha permesso di spianarsi la strada nel mondo dello spettacolo. Che ricordi ha di quel periodo Max Damiani?

Era un bel periodo avevo appena 19 anni, non sapevo nemmeno cosa fosse un villaggio,non c’ero mai stato. Ero molto timido e mai avrei pensato di riuscire a fare l’animatore, ossia ero timido con chi non conoscevo, c’era questa barriera difficile da superare.

Facendo l’animatore per molti anni ho scoperto di saper fare molte cose, come recitare, ballare, presentare, improvvisare, sono cose che mi porto nel cuore e che hanno cambiato molto il mio carattere, anche se fondamentalmente quando non sono sul palco sono abbastanza riservato, conservo ancora quella mia timidezza.

Cyborg ,il Circo a Domicilio e Wolverine sono fra i personaggi più noti da lei interpretati a quale è maggiormente legato?

Diciamo che sono legato a tutti anche perché sono tre personaggi legati all’esperienza televisiva e quindi sono affezionato ad ognuno di loro. Il “Cyborg” nasce in macchina dopo aver vinto vari festival con un pezzo un po’ stile villaggio turistico, in quel periodo ero in coppia sul palco con il mio amico Salvatore ed insieme formavamo il duo Max & Scossa, ci sentivamo spesso ripetere “ Si bravi ma si vede troppo il villaggio” che poi non l’ho mai capita sta cosa e quindi avendo nel repertorio un pezzo di robotica arrivò l’idea di trasformarlo in un pezzo comico e originale in modo tale da non farsi dire più quella frase.

Il circo a domicilio nasce sempre in macchina dopo una puntata di Made in Sud, eravamo io Scossa e Marco Capretti, iniziammo a sparare le “fregnacce”, come se dice a Roma, tutto il tragitto Roma-Napoli non facemmo altro che ridere. Il giorno seguente lo provammo in una serata… improvvisando tutto, ci divertimmo come matti, era un pezzo da cialtroni e ci riusciva benissimo. A “Wolverine” sono legato perché è stato il ritorno nella trasmissione Made in Sud da solista anche se non sono riuscito a perfezionarlo come avrei voluto.

Da dove nasce la passione per il cabaret?

Nasce da quell’esperienza nei villaggi turistici, nasce dalla voglia di imitare gli attori televisivi, in quel periodo non c’erano molti programmi comici in tv, ricordo Drive In, ma in particolare mi fermavo a guardare la tv quando vedevo Gigi Proietti, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto ecc. e poi mi dilettavo nelle imitazioni dei parenti di mio nonno di mia nonna…che ancora oggi rivivono nei miei monologhi. Si perché nei miei monologhi c’è sempre qualcosa di personale che cerco di amplificare usando dialetti ed imitazioni di persone incontrate veramente.

La cosa più bella da lei realizzata?

Detta così può sembrare scontata, ma la cosa più bella mai realizzata è stata quella di essere riuscito a diventare Padre e di conseguenza ad oggi mio figlio resta la cosa più bella mai realizzata.

5) Ora le farò delle domande a “brucia-pelo” alle quali dovrebbe rispondere senza riflettere troppo:

Odore preferito?

La benzina!!me snifferei pure “er benzinar”!!Non so perché ma quando sento odore di benzina impazzisco.

Canzone italiana preferita?

Credo che ogni età abbia la sua canzone preferita, ma io sono molto legato a “Ti scatterò una foto”

Cinema o teatro?

Si vado spesso al cinema e poco in teatro per quanto riguardano le mie abitudini, dal punto di vista lavorativo, invece, mi sarebbe piaciuto fare qualcosa nel cinema provare, sperimentare, scoprire, ma avrei dovuto intraprendere la strada quando ero giovane, ormai inizio a diventare vecchietto!

Il teatro invece a livello professionale credo sia il posto nel quale un artista può dimostrare il suo vero valore, le persone, i loro respiri nel teatro puoi percepire tutto questo, ci sono tempi molto più lunghi di quelli televisivi e credo sia molto più appagante.

Il primo tatuaggio che le viene in mente

Se parliamo dei miei tatuaggi, iniziano ad essere molti, ai quali ho sempre dato un significato che rappresentasse un evento accaduto o il simbolo di un preciso momento di vita. Se devo scegliere… il mio primo tatuaggio, ovvero, un drago stilizzato sul polpaccio. Mentre per significato, il primo che mi viene in mente è la manina di mio figlio incisa sul mio petto, sul cuore.

Potendo scegliere: contatto con il pubblico attraverso live o preferirebbe la Tv?

Assolutamente live!La tv serve a farti conoscere e farti fare serate ovvio!Ma nei live è tutto diverso, le persone ti scoprono, ti studiano, nei live chi non ti conosce devi conquistarlo faticosamente. Mi è capitato spesso quest’estate di incontrare persone nel dopo spettacolo che avendomi visto a Made in Sud, mi hanno confidato :” In tv non mi piacevi molto con quel personaggio… ma stasera ho scoperto un artista capace di stare sul palco per più di un’ora in modo spontaneo, ho riso da matti, complimenti farai strada” . Pensa che la maggior parte di loro era di Napoli e questo per me è stato ancor più motivo di orgoglio.

 A cosa ambisce Max Damiani?

Bella domanda, sono un tipo troppo ambizioso, ambisco a molte cose, non le dico per scaramanzia, cerco sempre di migliorarmi cerco sempre di imparare qualcosa di nuovo e metterlo nel mio bagaglio professionale.

 Max come si vede  tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo bello affascinante e pieno di soldi ahhahahh! No, sul serio sono uno che vive alla giornata non guardo mai così lontano.Spero di essere così come sono ora, una persona umile a detta di altri, spontanea e divertente (sempre a detta di altri) insomma fra 10 anni spero di essere felice come lo sono ora!

10) Concludiamo la simpatica chiacchierata con Max Damiani, chiedendo un saluto ai lettori ma alla maniera “aggressiva” di di Wolverine…

La vedo dura perché con Wolverine gioco molto con la voce e i suoi difetti, la zeppola che non saprei come scriverla la sua goffaggine magari per prossima intervista con videocamera, per il momento però: Un saluto troppo aggressivo dal supereroe più affascinante e tenebroso!

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