Annalisa Aglioti: una “moglie modello” sa leggere anche un ebook

Attrice, comica e danzatrice, laureata in storia dell’arte, Annalisa Aglioti si è formata presso la Folkwang Hoschule di Essen diretta da Pina Bausch e presso l’Acting traning di Beatrice Bracco. Ha lavorato con diversi coreografi e registi del teatro contemporaneo tra cui Cesare Ronconi (teatro della Valdoca), Claudio Collovà, Alessandra Luberti, Felix Ruckert, Fabio Ciccalè, Pascal la Delfa e con registi di commedie brillanti come Marco Falaguasta e Marco Simeoli.

Annalisa Aglioti. Foto di Federico Ferrantini.
Annalisa Aglioti. Foto di Federico Ferrantini.

E’ insegnante di movimento della scuola di recitazione di Beatrice Bracco. Con il personaggio della moglie modello  è stata personaggio fisso della trasmissione comica “Bambine Cattive” (SKY), ha registrato diverse puntate di “Ottovolante” (RAI – RADIO 2), nel 2010 e 2011 ha fatto parte del cast di “Zelig Off” (Italia 1) ed è nel cast delle edizioni 2012 e 2013 di Colorado. La sua travolgente e trasognante simpatia, dopo il grande successo di pubblico per la caratterizzazione del suo personaggio, la vede autrice di uno splendido e ironico “vademecum” per la donna dei nostri tempi. L’abbiamo incontrata dopo il lancio del suo libro e ci siamo fatti raccontare i brividi e le emozioni di una “casalinga disperata”.

Come è nata la tua passione per la comicità e quando hai capito che poteva essere il tuo lavoro?

La mia passione per la comicità credo sia nata insieme a me. Non tanto come passione per film, personaggi e sketch (quella è venuta dopo, fortissima) ma come necessità fisica e psicologica di alleggerire e ribaltare situazioni e conflitti umani che non riuscivo e non riesco a sostenere in un altri modi, sia con gli altri che con me stessa. Tranne rarissimi casi in cui mi arrabbio “verticalmente”, quasi sempre ho un bisogno istintivo di attivare subito una via d’uscita comica, un tentativo di sopravvivenza rispetto ad alcune circostanze del quotidiano come delle grandi sofferenze della vita. Ultimamente ho ritrovato questa urgenza di leggerezza in un personaggio del meraviglioso film di Daniele Lucchetti, “Anni felici”. Il fratello minore della famiglia, è esattamente come ero io da piccola e come sono spesso tutt’ora: il giullare, il buffone, quello che cerca sempre di aprire un’altra finestra rispetto al momento conflittuale che sta vivendo. La finestra di una distrazione e di un sorriso suo e degli altri…

Quanto è difficile per una donna far ridere?

Non è più difficile per una donna far ridere, credo che abbiamo le stesse infinite possibilità di far ridere osservando il mondo e le persone, anche se spesso cadiamo in formule  ritrite dei monologhi di cabaret tipo: gli uomini non pagano la cena, ci facciamo la ceretta con il lancia fiamma, ci possiamo tingere anche io capelli fucsia ma lui non ci guarda, siamo terrorizzate dalla prova cellulite al mare etc… insomma tutti i luoghi comuni al femminile che sono diventati un po’  ripetitivi come del resto quegli degli uomini che parlano sempre delle donne “rompiscatole”, gelose o spendaccione. Quello che è più difficile per una donna spesso è soltanto il pregiudizio degli altri, del pubblico e di alcuni addetti ai lavori che malgrado le tantissime bravissime comiche che ci sono state nella storia e continuano ad esserci, vede con una certa riserva la nostra capacità di intrattenere facendo ridere e riflettere.

Grande successo per il tuo personaggio “Moglie modello”, come è nata l’idea di questa caratterizzazione e a chi ti sei ispirata?

Questo personaggio è frutto della mia personale rielaborazione, comica per fortuna, di una storia d’amore non corrisposta per la quale mi ero definitivamente annullata ma si è alimentato e continua a crescere grazie all’osservazione delle donne e degli uomini, studiandone gli atteggiamenti, quello che li mette in crisi, i giochi di potere all’interno delle coppie e soprattutto cercando di ascoltare quei pensieri che non vengono esternati per mantenere il cosiddetto “quieto vivere”.

Quanto c’è di te nella “Moglie modello”?

C’è il tentativo di avere sempre una grande cura ed attenzione nei confronti delle persone che amo, mi ferisce molto la sciatteria nei rapporti umani. Per il resto sono una donna profondamente autonoma, soprattutto mentalmente e non mi sento di doverlo dimostrare facendo prodezze e avventure da uomo, mi basta solo pensare con la mia testa.

Da poco è acquistabile in tutti i book store on line il tuo libro “Enciclopedia della Moglie Modello, guida pratica per diventare mogli, madri, nonne e salme modello”, di cosa tratta?

E’ un libro che avevo in mente da tempo  ma  che non sarei mai riuscita a realizzare  da sola senza i consigli e il supporto  e i consigli di due autori, Cristiano Fantechi e Antonio Mazzara, con i quali lavoro da tempo e ai quali sono molto legata da un sentimento di amicizia e soprattutto perché non hanno mai smesso come me di credere in questo progetto insieme a Vicki Satlow l’agente letteraria che ha accolto il mio libro nella sua Vanda epublishing.

Si tratta di una riedizione in chiave comica della vecchia Enciclopedia della donna che usciva in edicola in fascicoli edita dai Fratelli Fabbri. All’epoca, negli anni nel boom economico, tra nuovi elettrodomestici, bigodini, dattilografia, idrolitina e rock and roll, alla donna veniva richiesto di essere una perfetta madre e moglie di famiglia ma anche una  signora moderna e al passo con le nuove tendenze della moda d’oltreoceano.  La mia Enciclopedia della moglie modello recupera quella  necessità quasi maniacale di organizzare perfettamente la vita di una donna in ogni dettaglio e la  trasporta, come in una sorta di viaggio nel tempo, nella nostra epoca così diversa, dopo cinquant’anni di evoluzione dei costumi sociali. Ne risulta una donna che, dentro di sé, vive e pensa come se fosse negli anni 60 ma si scontra frontalmente con l’epoca nella quale vive realmente, il 2013, generando così un effetto di comicità immediata e tutto “al femminile”.

Dalla lettera A alla Z di Zerbina (santa protettrice di tutte le mogli modello) passando per le lasagne, i tacchi, la chat osé, la suocera, il bouquet, gli involtini di riso alla moda giapponese (sushi) e i tubini neri, è tutto uno scorrere di consigli da donna a donna, affinché non ci si faccia cogliere mai impreparate al cospetto di qualsiasi ipotetico “Alfa” e si diventi quello che ogni uomo vuole sposare: un elettrodomestico con il perizoma! Naturalmente l’apparente sottomissione della moglie modello è solo un ribaltamento comico e il libro  vorrebbe stimolare le lettrici a guardare, attraverso la lente di ingrandimento dell’ironia e dell’autoironia, sia le pretese tutt’oggi avanzate dall’universo maschile, che provengono proprio dalla cultura di quegli anni, sia i meccanismi psicologici di autolesionismo che orientano ancora il comportamento e le scelte di vita di molte donne e che forse, dopo cinquant’anni si può provare a buttarsi definitivamente  alle spalle facendo una delle cose più semplici e liberatorie sin dalla notte dei tempi: ridere!

Oltre alle donne perché dovrebbero leggerlo anche gli uomini? 

Potrebbe sembrare pretenzioso ma il mio desiderio sarebbe che gli uomini lo leggessero per fare un definitivo scatto in avanti nel rapporto di coppia. Mi piacerebbe che ci si rispecchiassero, e ridendo di se stessi e delle loro aspettative, possano progressivamente rinunciare a qualsiasi tentativo di primeggiare in una coppia o condizionare la vita della loro compagna anche solo mentalmente con critiche, giudizi e mancanza di stima verso il suo modo di essere. Gli uomini dovrebbero leggerlo per capire  definitivamente che siamo nel 2013 e che una donna oggi deve essere padrona della sua vita e del suo diritto di essere felice con lui o senza di lui.

Quali sono i tuoi prossimi impegni?

In questo momento sono impegnata con la promozione dell’ebook che per fortuna è già sesto tra i libri di humor più scaricati su kindle store di amazon. Poi a febbraio uscirà il cartaceo e girerò tutta l’Italia facendo presentazioni del mio libro. A teatro invece sono tutti i martedì a Roma all’Accento teatro nello spettacolo Makkekomiko dove sto sperimentando un nuovo personaggio e a maggio a teatro dei Satiri a Roma con una commedia nuovissima insieme a Mago Mancini e Rocco Ciarmoli. Per il resto il mio grande sogno nel cassetto, oltre al cinema, resta il fumetto. Prima o poi realizzerò un fumetto tutto mio!

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