Manuel Aspidi, ciò che ho imparato da mia nonna

Oggi incontriamo Manuel Aspidi, che si presenta con “Un angelo per me”, un brano delicato, ricco di amore e con una nota di amarezza comune a tutti noi che abbiamo perduto una persona cara.

Manuel Aspidi. Foto da Ufficio Stampa
Manuel Aspidi. Foto da Ufficio Stampa

Phil Palmer ha scelto strumenti veri e linee molto melodiche per far esprimere il grande potenziale espressivo e vocale di Manuel Aspidi e la linea comune è di strizzare l’occhio ad alcune sonorità anni ‘80 e creare una energia positiva e frizzante per il suo mondo musicale nel tentativo di sdoganarlo un po’ da tutto quello che è adesso il panorama di tendenza, considerato moderno.

Benvenuto Manuel Aspidi. È da poco uscito il videoclip del brano “ Un angelo per me”. Come nasce questo brano?

“Un angelo per me” nasce grazie al mio team che io chiamo la mia famiglia musicale. Eravamo in studio da mesi a realizzare le canzoni del mio EP che uscirà prima dell’estate quando una sera a cena insieme alla mia direttrice artistica Numa Palmer ho conosciuto Julian Victor Hinton, ci siamo messi a parlare di tutto il mio percorso artistico qui in Italia, ha ascoltato alcuni dei miei brani e mi ha chiesto che tipo di melodia mi piacesse e soprattutto di cosa avrei voluto che questo pezzo parlasse.

Era da tempo che volevo dedicare un brano a mia nonna, così dissi che volevo raccontasse di lei. Al suo rientro in Inghilterra si è messo subito a lavoro e ha composto questo brano, nato inizialmente piano e voce. Mi colpì da subito, e sentii che era quello giusto. Così Phil Palmer e Max Minoia che sono, insieme ad Alan Clark, i miei produttori musicali e Numa sono entrati in studio e hanno iniziato gli arrangiamenti del brano sottoponendomelo una volta terminato. E’ stato molto commovente. Nell’aria della musica sentivo che lei era lì. Così insieme a Numa Palmer abbiamo iniziato a buttare giù il testo fino ad arrivare alla realizzazione dello stesso.

E il videoclip come é stato girato e come hai voluto che fosse agli occhi degli spettatori?

Parlando con la mia produzione e tutto lo staff ho espresso il desiderio di poter raccontare le emozioni che ho dentro e che ho provato con mia nonna, ma al contempo che lanciasse anche un messaggio di speranza. Così con il mio regista Luca Bizzi (Bubi Video) e Umberto del Bravo ci siamo incontrati e parlato a lungo proprio perché volevo che tutto fosse perfetto, anche nelle sfumature di ciò che andavamo a raccontare attraverso il video, e spero di aver fatto un buon lavoro.

Il brano é dedicato a tua nonna. Ci parli di lei?

Mia nonna era una donna forte, una di quelle persone alle quali non potevi non voler bene. Era tra le mie più grandi fan ricordo ancora che quando zoppicante e malata volle venire ad ascoltarmi al mio concerto, che la stessa sera avrei tenuto nella mia città Livorno; si mise in prima fila ad ascoltarmi fino alla fine e finito il concerto venne subito ad abbracciarmi per dirmi quanto fossi bravo. Ha lottato fino alla fine preoccupandosi sempre prima degli altri e poi di se stessa perché non conosceva l’egoismo. Ho imparato molto da lei e le devo tanto.

Si parla di futuro e di giovani. In che modo i giovani possono costruire se stessi?

Prima di tutto si devono prefiggere degli obbiettivi e devono andare avanti senza mai farsi abbattere dalle difficoltà che la vita puntualmente presenta. Capire che le cose bisogna guadagnarsele e che niente ci viene regalato. Lasciar perdere un pò tutta questa tecnologia che oggi ci abbaglia e stordisce e non ci fa vedere e vivere ciò che di così bello la vita può offrirci. Spesso siamo troppo attaccati a questo mondo virtuale che ci dimentichiamo delle cose reali e concrete.

Cosa rappresenta la musica per te, oggi?

La musica è la mia linfa vitale, il sangue che mi scorre nelle neve senza la quale non potrei vivere. Mi completa. Quando canto è come se intorno a me tutto si fermasse e io, all’interno della mia bolla, mi sento un tutt’uno con lei.

Molto importante é stato il brando “ L’uso delle mani” contro il femminicidio. Ce ne parli?

“L’uso delle mani” è nato dopo aver vissuto, attraverso una persona a me cara, una situazione molto spiacevole di violenza nei suoi confronti. Purtroppo ancora oggi si continuano a registrare troppe vittime di maltrattamenti, abusi o di femminicidio e sono incavolato da tutto questo. Le donne andrebbero protette e non maltrattate. Attraverso la mia canzone ho voluto lanciare un messaggio di speranza per tutte quelle donne che non hanno la forza di dire basta e di reagire a tutto ciò che subiscono. So che è una cosa difficile è molte volte sono spaventate ma devono trovare il coraggio dentro di loro e denunciare prima che sia troppo tardi.

In estate uscirà il tuo nuovo album. Cosa puoi anticiparci?

Il mio nuovo album si chiama LIBERO e sarà diverso dai classici dischi che si sentono adesso, sopratutto perché è suonato dal vivo ogni singolo strumento e poi perché il sound ha una venatura internazionale. Sono davvero emozionato perché non vedo l‘ora di farlo ascoltare a tutte le persone che mi sostengono e mi seguono da anni. Ringrazio di cuore la Thomas Music & Art e la Genialsong Music Promotion for Artists di credere in me e nella mia musica permettendomi di avere carta bianca su ciò che voglio cantare e raccontare attraverso la mia voce.

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