Best Plate Challange alla Toscana

Il successo tutto italiano per il Best Plate Challange

Cena a due mani, a quattro mani, ma una cena a dieci mani è insolita anche in un mondo, il Best Plate Challange: dove il food la fa da padrone, dove gli chef sono diventati attori, o comparse, sgomitando verso la TV pur di assumere uno status giornalistico.

Gli chef, la brigata e Isabella Pascale per il Best Plate Challange. Foto da Ufficio Stampa
Gli chef, la brigata e Isabella Pascale per il Best Plate Challange. Foto da Ufficio Stampa.

Per celebrare il successo degli chef toscani al Best Plate Challenge organizzato dalla World Gourmet Society una cena a dieci mani, per un appuntamento alla più bella villa dei Medici in Toscana, Villa “La Ferdinanda” di Artimino (PR).

Infatti lo scorso novembre sei chef toscani arrivarono alla finale mondiale a Montecarlo – con il pastry chef viareggino Gabriele Vannucci che ha ottenuto la vittoria – e adesso si ritrovato alla Tenuta di Artimino per festeggiare e lanciare l’edizione 2018 della competizione, presentata da Armando Cristofori, ambasciatore globale della World Gourmet Society, che ha illustrato l’edizione 2018 della competizione.

Cinque chef stellati riuniti, colti, interessati a dare una immagine armoniosa di come si cucina, di come si usano e si esaltano i prodotti effettuando una prova erudita, dove il cibo è stato il primo attore, per una vera chiave di lettura della storia della cucina, dandole la centralità che merita, la vera ragione di un importantissimo risvolto che è in sintesi la funzione di chi cucina, il desiderio di capire e la passione di trasmettere e allora la cucina diventa un gioco erudito, un vero piacere, un viaggio di emozioni e una evasione dalla vita frenetica di oggi, anche se per pochi minuti.

Le mani di Michela Bottasso che ha curato l’antipasto la “Tartare di fassona piemontese al balsamico Del Duca”, le mani di Filippo Saporito per un delicato primo “Risotto con topinambur”, la mani di Andrea Perini per un altro primo “Tortellini ripieni di fagiano con brodo di thè”, un impareggiabile secondo “Il Fiore amaro” di Gabriele Andreoni e per dessert la “Foresta nera” del pastry chef Gabriele Vannucci.

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