Premiazione de L’Uomo di Vino

L’Uomo di Vino di Elisabetta Rogai

Un viaggio, quello che ci apprestiamo a fare, condotti per mano dall’artista Elisabetta Rogai, nell’ex Tribunale di Firenze, dove è nata la Fondazione Zeffirelli, con L’Uomo di Vino, in un paesaggio da fiaba, dove la scenografia stupefacente fa vivere i personaggi che ricamano il mondo di Franco Zeffirelli.

L'uomo di Vino di Elisabetta Rogai. Foto di Dario Garofalo
L’uomo di Vino di Elisabetta Rogai. Foto di Dario Garofalo

Qui dove ogni angolo racconta una storia, gli ultimi 70 anni, di arte, tesori raccolti e realizzati in una vita intera, dove tutto scorre in armonia e in sintesi con lo splendore del Palazzo che l’accoglie, le stanze dove tutto è predisposto per far vivere senza tempo una testimonianza preziosa dei nostri anni, l’arte di Franco Zeffirelli.

Quello del ritratto di un uomo, L’Uomo di Vino, il contest ideato dall’Artista, è ispirato ad esaltare i valori del nostro territorio, consapevoli della sua bellezza, recuperando una secolare cultura radicata in questi luoghi, un’armonia che, attraverso la sua tecnica EnoArte, diventa arte pura, usando per la sua performance live un vino del Consorzio Vino Chianti Classico che unisce a una naturale eleganza un carattere deciso. Versatile nelle sue tre tipologie, dall’annata più giovane e di più facile approccio a una più austera Riserva o Gran Selezione, dove emerge tutto lo spessore di un Chianti Classico che non smentisce mai la sua anima passionale e la sua unicità.

E davanti ad un pubblico, stampa, collezionisti e amici, in una location piena di Arte come la Fondazione Zeffirelli, questa sua performance live è solo un istante rivelato, quello che serve all’artista per rubare l’anima al soggetto, lo lascia libero di scoprirsi e riscoprirsi nel proprio intimo, lasciando libera la parte definita anima, mostrandola al mondo, le mani e gli occhi, l’abbinamento della pittura ad olio con il vino, l’uso del vino per definire i sogni, le etichette del vino che usa che raccontano storie di castelli incantati, come i volti della gente, viaggi con la proiezione nei tempi dello stupore, delle illusioni, del dolore ma anche della gioia e dell’amore, l’artista ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, i suo ritratti non sono illusioni ma suggestioni.

Dopo una lunga selezione la giuria del contest decreta i vincitori che meglio si adattano alle caratteristiche dei vini, sezione Annata, sezione Gran Selezione, sezione Riserva, uomini indiscutibilmente belli, affascinanti, dolcemente sensuali e appassionati…gli uomini che meglio hanno risposto alle caratteristiche richieste.

I premiati:

Bernardo Giusti Annata

Fabrizio Borgioli Gran Selezione

Edoardo Giusti Riserva

Menzione speciale (Chianti Gallo Nero) a Paolo Baracchino

Il Consorzio Vino Chianti Classico è il fiore all’occhiello della Regione Toscana, rappresentando c/a il 96% dei produttori della DOCG confermandosi come uno dei principali referenti delle istituzioni nazionali e comunitarie per il settore vitivinicolo. E per questo magico abbinamento – EnoArte e Consorzio Vino Chianti Classico – si può affermare che l’artista fiorentina incentiva l’intersezione tra la strada dell’arte e quella dell’enologia, due esperienze comunicanti che permettono di sollecitare, in egual misura, attività sensoriali e intellettive, di rimandare a ricordi e di rivivere emozioni.

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