Gala del Cinema e della Fiction in Campania 2020: i premiati ed il successo per le masterclass

Si è felicemente conclusa la XII Edizione del Gala Cinema e Fiction in Campania, che per questa stagione, causa emergenza Covid19, si è svolta interamente in streaming. La manifestazione, ideata e prodotta da Valeria Della Rocca con la direzione artistica di Marco Spagnoli, in collaborazione con Film Commission Regione Campania, mira a celebrare ed a premiare le migliori opere audiovisive realizzate nell’anno precedente in Campania.

La Gazzetta dello Spettacolo per il Gala del Cinema e della Fiction Campania 2019

La kermesse si è articolata per una intera settimana in una serie di incontri on line di altro profilo culturale, che ha visto avvicendarsi nel ruolo di docenti di masterclass attivate con studenti di grado superiore ed universitario, esponenti di rilievo dello showbiz nazionale.

Le masterclass tenutesi per la XII edizione del Gala del Cinema e della Fiction in Campania

Le attività sono partite martedì 24 novembre con l’incontro sul tema dell’Audiovisivo in Campania di Marco Spagnoli e dell’attrice Iaia Forte con gli studenti del Corso di Management Strategico e Marketing nel settore turistico della Federico II di Napoli.

Gianluca Ansanelli

“Il film commedia in chiave napoletana” è il titolo della Masterclass svoltasi la mattina del 25 novembre con gli studenti del settore audiovisivo dell’ Isis Casanova di Napoli che ha visto come relatore Gianluca Ansanelli, regista, sceneggiatore, napoletano doc.

A dare il benvenuto, Valeria della Rocca e Marco Spagnoli con la professoressa Mira Masillo, DS dell’Isis Casanova.

Cosa rende vincente un artista, regista, attore o sceneggiatore napoletano rispetto ad un altro di nascita diversa?” ha esordito Ansanelli, “la capacità d’improvvisazione del popolo a cui appartiene, frutto dello spirito di adattamento a tante dominazioni straniere e della dura sopravvivenza alle angherie subite. Il cinema è improvvisazione, ma non in senso recitativo che è tipico del palcoscenico di un teatro, ma nel senso di prendere con filosofia le contrarietà e di adattarsi a cambiamenti non calcolati; in realtà molte sono le situazioni non controllabili sul set. Quando noi scriviamo una sceneggiatura, immaginiamo dei volti particolari, delle location precise e spesso ci imbattiamo in discrasie tra ciò che abbiamo in mente e la realtà; ad esempio l’attore che abbiamo selezionato non sarà mai perfettamente uguale alla figura somatica pensata per quel ruolo ed i toni di luce dipinti nella sceneggiatura non sempre sono realizzabili in concreto per problemi tecnici evidenziati dal direttore della fotografia“.

“Improvvisare non vuol dire “arronzare” ma vuol significare fare dell’imprevisto un valore, riuscendo a costruire comunque un progetto che si era disegnato a priori in astratto senza sconvolgere il piano di lavoro. L’arte di arrangiarsi è dunque saper individuare un problema facendolo diventare un’opportunità. Un’altra peculiarità dei napoletani è l’astuzia intesa nel senso positivo del termine, che si traduce non nella mancata osservanza delle regole, ma nella capacità di saperle stravolgere. Ed ancora, per coloro che si approcciano al mondo del cinema, molto utile è la capacità di gesticolare, sempre tipica dei partenopei, di farsi capire a gesti, frutto anche questo di dominazioni linguistiche eterogenee quale quella francese e spagnola, i cui termini a tutt’oggi si riscontrano nel dialetto napoletano corrente. Il cinema è un’opera che si esprime non attraverso le parole ma con le immagini e le azioni e non a caso l’arte filmica parte dal cinema muto, per cui il regista è colui che crea un racconto filmico attraverso immagini ed azioni. Da rilevare, tra le peculiarità sempre tipiche del DNA napoletano, l’emotività e l’ironia che non si identifica con una risata ma costituisce un modo di vedere e vivere le cose sdrammatizzandole, quando è necessario”.

Ed a proposito della figura dello sceneggiatore, Ansanelli si è così espresso: “La sceneggiatura parte da un’ispirazione che può provenire da una qualunque cosa, da una notizia sul giornale, da un episodio della vita corrente ma è opportuno partire dalle regole, non basta solo l’istinto ma è necessario osservare un codice per tradure un’idea in un progetto valido che possa dare vita ad un’opera audiovisiva”. Sempre in merito alla sua attività di sceneggiatore, Ansanelli ha ricordato il suo sodalizio amicale risalente al lontano 1995 in occasione del concorso “Sipariando” e quello professionale con Alessandro Siani, firmando le sceneggiature di tanti suoi film di successo come “Il giorno più bello del mondo”. Impossibilitato a partecipare alla masterclass, perché impegnato a Cinecittà sul set nel suo primo giorno di riprese del film “Chi ha incastrato Babbo Natale?”.

Alessandro Siani al Gala del Cinema e della Fiction in Campania 2016
Alessandro Siani al Gala del Cinema e della Fiction in Campania 2016

Alessandro Siani, con la sua puntuale generosità, ha voluto inviare un video di saluto e di augurio ai ragazzi del Casanova, in qualità di vivacissimo ex alunno dell’Istituto concludendo il suo toccante ed ironico messaggio con queste testuali parole: “Ragazzi il cinema è la fabbrica dei sogni e non deve andare in cassa integrazione; mi auguro un giorno di incontrarvi tutti come colleghi!” regalando un sorriso sui loro volti smarriti ed accendendo nei loro cuori un sogno di speranza di un sereno domani in un momento così triste per l’intera umanità

Pappi Corsicato

Doppio successo anche per Pappi Corsicato alla XII edizione del Gala del Cinema e della Fiction. Il noto regista partenopeo ha ricevuto il Premio per “Vivi e Lascia Vivere”, la fiction andata in onda su Rai 1 in concorso al Gala nella categoria Serie TV e Fiction, e si è prestato volentieri, la mattina del 27 novembre, nell’ambito delle attività didattico-culturali della manifestazione di Valeria Della Rocca, ad interpretare il ruolo di Docente in una Masterclass dal titolo “Vedi Napoli e poi…. Vivi e lascia vivere” con gli studenti dell’ultimo anno dell’Isis Casanova di Napoli, sez. Audiovisivo.

Durante la lezione, che ha trovato ampio riscontro da parte delle classi interessate e del corpo docenti, il maestro ha parlato del suo esordio e della sua carriera come regista, elargendo tanti consigli preziosi ai ragazzi, per poi soffermarsi sulla fiction girata interamente a Napoli “Ho sempre inseguito il sogno di lavorare nel mondo dello spettacolo”, ha detto Corsicato,“ rifiutandomi di intraprendere il lavoro di famiglia; pertanto lasciai gli Studi in Architettura e volai in America per andare a studiare tutte le discipline dello spettacolo, dalla danza alla recitazione. La mia prima esperienza sul set fu con Pedro Almodovar a New York, al quale mi proposi come assistente volontario; era un set di lusso, da cui imparai da subito due cose: per fare il regista occorrono due elementi fondamentali: Creatività e Pragmatismo. Quando tornai in Italia, mi cimentai nella realizzazione di un primo cortometraggio, perché è assolutamente sbagliato pensare di iniziare questo percorso professionale con un film in quanto la carriera di regista come le altre carriere si costruisce step to step. Ricordo che all’epoca non conoscevo nessuno del mondo del cinema tranne Iaia Forte, mia amica d’infanzia, che aveva studiato recitazione al Centro Sperimentale e con lei iniziai quest’avventura. Avevo in mente di realizzare un’opera tratta da una storia che avevo letto sul giornale e mi rivolsi per l’ambientazione, ad una amico che aveva una casa a Secondigliano, a Scampia; misi insieme 4 persone, mi feci prestare da mia madre alcuni vestiti per i costumi di scena e fu così che il mio progetto partì, curando io personalmente ogni particolare. Ed a questo proposito”, ha continuato Corsicato”, mi sento di dire a voi ragazzi che un’altra peculiarità per un regista è la curiosità che nella fattispecie consiste nel capire quali sono tutti gli elementi che compongono un’opera audiovisiva, inquadrature, location, scene, costumi, recitazione, musica, colori, in modo da realizzare un prodotto audiovisivo assolutamente originale.

E poi consiglio di vivere questo mestiere in maniera gioiosa divertente, forti però di un bagaglio culturale di spessore” Per ciò che riguarda la fiction “Vivi e lascia vivere”, Corsicato si è così espresso: “ Ho sempre aspirato a lavorare in televisione, sono molto felice di esserci riuscito bene raggiungendo un grande audience di ascolti e di avere ricevuto il Premio, quale migliore Fiction, dal Gala del Cinema e della Fiction, la cui mission è proprio quella di celebrare e premiare le opere audiovisive girate in Campania nell’anno precedente. Nella mia opera ho preferito mettere in luce una Napoli diversa, poco ripresa dalle telecamere, quella della zona collinare di Posillipo dando risalto soprattutto alla sua rigogliosa natura ed al mare azzurro.

Elena Sofia Ricci in una foto di Scena del film Il Tuttofare
Elena Sofia Ricci in una foto di Scena del film Il Tuttofare

Ho scelto Elena Sofia Ricci, come attrice protagonista perché reputo che sia una grande professionista, molto amata dal pubblico anche in maniera trasversale, perfetta per interpretare il ruolo di una donna un po’ spigolosa ma di grande umanità” Ed in merito ai suoi progetti futuri, Corsicato ha così concluso: “Ho tante proposte sul tavolo che sto valutando con grande attenzione, ma con l’entusiasmo e la passione che mi contraddistinguono. Ricordatevi ragazzi: il lavoro non è mai abnegazione se con esso hai la possibilità di esprimere il tuo Io, le tue emozione e forse anche i tuoi disagi”.

Enrico Vanzina

“Girare un film in lockdown”: questo il titolo della Masterclass svoltasi la mattina del 26 novembre con gli studenti del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema Università Telematica Mercatorum. Relatore Enrico Vanzina, produttore, sceneggiatore, neo regista.

Valeria della Rocca con Enrico Vanzina, fratello di Carlo Vanzina
Valeria della Rocca con Enrico Vanzina, fratello di Carlo Vanzina. Foto di Roberto Jandoli.

A dare il benvenuto, Valeria della Rocca e Marco Spagnoli rispettivamente produttrice e direttore artistico della kermesse con la professoressa Anna Bisogno, Professore Associato di Cinema, Radio e Televisione, Università Mercatorum. “Ringrazio Valeria Della Rocca, per avermi nuovamente coinvolto in una manifestazione di grande rilievo come Il Gala del Cinema e della Fiction, la cui mission è quella di premiare i talenti dell’audiovisivo che ogni anno si avvicendano sul piccolo e grande schermo per raccontare cosa accade nella vita reale” ha esordito Vanzina . “Attraverso il racconto filmico si insegna, si emoziona, si fa riflettere, si fa distrarre il pubblico; purtroppo il racconto sta scomparendo sempre di più per colpa della tecnologia, utilissima ma che ha alcuni risvolti nocivi. Io sono nato in una famiglia di cinema vissuto e realizzato nel genere “commedia”. La commedia italiana nacque appena dopo il dopoguerra con grandi nomi come Monicelli ed il mio papà Steno che firmò la regia di molti film di successo quali “Guardie e Ladri” con Totò e Fabrizi e “Totò cerca casa”. Purtroppo la commedia è vittima di pregiudizi anche ideologici, spesso oggetto di attacchi mediatici perché considerata un genere da snobbare. Ma a ben guardare, i grandi capolavori della cineteca italiana sono soprattutto le commedie. Il grande Fraiano diceva che con il tempo quasi tutti i film drammatici si avviano a diventare comici. Qual è la grande differenza tra la commedia italiana e quella degli altri Paesi stranieri? La commedia francese ad esempio si basa essenzialmente su meccanismi infernali e molto poco sull’approfondimento psicologico dei protagonisti; generalmente la storia tipo è quella di un uomo che è a letto con la sua amante , la quale, appena arriva la moglie si nasconde sotto il letto; subito dopo arriva il marito dell’amante, e la scena si riempie in un folle turbinio di litigi e malintesi. La commedia inglese è total black, in quanto si basa su una forma di umorismo sui defunti mentre la commedia spagnola è più grottesca, sale di tono non è mai realistica; infine quella viennese rispecchia le ricchezze, le corti dei grandi sovrani. La commedia italiana usa invece un tema generalmente drammatico per raccontarlo in maniera lieve, cercando di far sorridere il pubblico su eventi drammatici: si pensi al “Sorpasso” al “Divorzio all’Italiana”, nel quale gli autori si pongono in una posizione molto discreta, evitando qualunque forma di pregiudizio, partendo dal presupposto di rispettare le ragioni degli altri. Io sono nato e cresciuto nel film commedia all’italiana”, ha continuato Vanzina, “ed ho al mio attivo 106 film, di cui 60 realizzati con il mio adorato fratello Carlo e 60 realizzati con altri registi.

Nella mia carriera mi è capitato di fare tante commedie, cercando sempre di raccontare sullo schermo qualcosa della realtà che notavo forse prima degli altri. Quando è arrivato il lockdown ho subito pensato che questa tragedia potesse essere raccontata in chiave di commedia all’italiana. Dopo un primo momento di disorientamento, ho cominciato a scrivere un piccolo soggetto cinematografico dal titolo “Lockdown all’italiana”: è l’8 marzo e ci troviamo in una casa a Roma di persone abbienti, ovvero di un avvocato benestante che convive con la moglie, un’ oca giuliva che dal suo cellulare scopre che il marito ha un amante, una coatta commessa di un supermercato che abita in periferia con un tassinaro , il quale nello stesso giorno scopre anche lui della tresca amorosa. I due coniugi traditi, decidono entrambi di cacciare i rispettivi partner da casa, ma mentre ciò sta accadendo viene inquadrato in TV, il Presidente del Consiglio dei Ministri che annuncia il lockdown totale; da qui scatta il dramma della convivenza delle due “coppie scoppiate”, costrette a vivere sotto lo stesso tetto per la Pandemia fino al 4 maggio. Scritta la sceneggiatura a grandi linee “ha proseguito Vanzina, “mi trovai a dover affrontare la realizzazione del film in maniera del tutto inusuale: immaginando di avere a disposizione pochissimi mezzi e nell’impossibilità di fare lunghi spostamenti, pensai per le location, di utilizzare parte del mio appartamento, un pezzo dell’appartamento di un mio amico al piano di sopra ed il terrazzo di un altro condomino dello stabile posizionato a livello ancora superiore. Per la scelta del cast pensai a Paola Minaccioni che accettò da subito molto entusiasta collaborando con me nella sceneggiatura del suo personaggio, mentre individuai Ezio Greggio nel ruolo di avvocato, Martina Stella era perfetta come toscana coatta, impiegata di un supermercato e Micky Memphis nel ruolo di tassista. Non potendo girare gli esterni ma abitando in centro, pensai di filmare con un semplice telefonino i suggestivi scenari di Roma città deserta, mentre chiesi ad un mio dipendente di fare altrettanto nelle zone di periferia della capitale. Per la troupe con il consenso dei sindacati, selezionai poco personale tecnico, mentre la colonna sonora l’affidai al mio amico Umberto Smaila. Era tutto pronto ma il problema era trovare i finanziamenti; facendo un calcolo complessivo con grandi sacrifici economici da parte di tutti noi, il budget di spesa era stato calcolato intorno ai quattrocentomila euro; per fortuna trovai un associato nella produzione del film, Adriano De Micheli mentre la distribuzione, l’avrebbe curata la Medusa grazie al consenso del mio grande amico Giampaolo Letta. Le riprese del film sono durate 12 settimane con qualche difficoltà soggettiva perché a luglio c’era un frastuono pazzesco per strada, rispetto ai tempi del lockdown mitigato grazie ad un bravissimo fonico. Avevamo previsto l’uscita della commedia nelle sale cinematografiche per il 5 ottobre, ma dal momento in cui abbiamo pubblicizzato la locandina, si sono scatenate sui social critiche feroci, accusandoci di avere realizzato un’opera che tendeva a mettere in ridicolo una vera tragedia socio-sanitaria. Critiche ingiuste e senza alcun fondamento, “ha proseguito Vanzina, perché il film è molto rispettoso della grave situazione ed ha momenti di grande tenerezza, a tratti è anche malinconico, tanto è vero che tutta la stampa eccetto il Corriere della Sera” ci ha difeso.

La commedia è stato presentata al Festival di Roma ed ha incontrato il favore di molti stranieri; presto andrà su Sky e poi farà il suo percorso normale. Perché ho voluto fare un film come regista a 70 anni ed in un momento così difficile?” ha detto concludendo Vanzina: “In primis mi volevo sperimentare in un’attività che era quella del mio papà Steno e di mio fratello Carlo dal quale ho acquisito una grande dose di pazienza sul set ed anche per dimostrare ai giovani aspiranti registi che si possono fare film low cost, con pochi mezzi , basta volerlo! Il mio auspicio è quello di vedere di nuovo le sale cinematografiche aperte, pur nel rispetto delle norme del Covid 19, evitando che la gente si allontani sempre di più da questa sana forma di distrazione, preferendo stare a casa sul divano a vedere un film: il grande schermo ha tutto un altro fascino!”

La cerimonia di premiazione e i premiati

La cerimonia conclusiva di premiazione si è svolta in streaming, venerdì 27 novembre a partire dalle ore 18 ed è stata condotta da Maurizio Casagrande.
In concorso le seguenti opere distinte in varie categorie:

  • FILM DRAMMATICO: Ultras; l’Immortale,365 Days, Tornare, Lui è mio padre, Mai per sempre
  • FILM COMMEDIA: Il Ladro di Cardellini, 7ore per farti innamorare, Sono solo fantasmi
  • FILM E SERIE PER LA TV: Vivi e lascia vivere, Diavoli Devils, L’Amica geniale storia del nuovo cognome.

Una giuria di esperti composta da Titta Fiore, Felice Casucci, Enrico Magrelli, Riccardo Grandi, Teresa Marchesi, Enzo Sisti, Valerio Caprara, Vanni Fondi, Tonino Pinto, Iago Garcia si è così espressa:

  • Migliore Film Drammatico: L’Immortale
  • Migliore Attore Film Drammatico: Fabio Massa
  • Migliore Attrice Film Drammatico: Antonia Truppo
  • Migliore Film Commedia: 7 ore per farti innamorare
  • Migliore Attore Film Commedia: Nando Paone
  • Migliore Attrice Film Commedia: Serena Rossi
  • Migliore Fiction: Vivi e lascia vivere
  • Migliore Attore di Fiction: Alessandro Borghi
  • Migliore Attrice di Fiction : Elena Sofia Ricci
  • Un Premio speciale è stato poi conferito ad Alessandro Preziosi per il documentario “La legge del terremoto”, realizzato per ricordare i 40 anni del terremoto in Irpinia.

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