Doris Simone: social si o social no?

Doris Simone in nome della sua bellezza è stata modella per svariati brand, ma è in TV che ha dimostrato tutto quanto il suo talento conducendo e ideando lei stessa programmi trasmessi su Sky. Oggi è diventata una brava imprenditrice e una mamma accorta e attenta, oltre che una moglie felice. Una donna molto giovane, dolce e determinata che mette sempre al primo posto la famiglia.

Doris Simone. Foto da Facebook
Doris Simone. Foto da Facebook

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Doris Simone. Modella, imprenditrice, mamma e moglie. Com’è la tua giornata tipo?

Sto facendo la mamma a tempo pieno, il lavoro più difficile del mondo. Anche la domenica è un giorno dedicato a mia figlia Greta Nicole e a mio marito Nicola. Non facciamo niente di particolare, stiamo in famiglia. Una vita normale.

Una donna che lavora oggi, anche a Sud, come è vista? Credi che esista ancora la mentalità maschilista per la quale una moglie debba starsene a casa a dedicarsi alle faccende domestiche e ai figli?

Oggi la figura femminile riveste un ruolo di estrema importanza all’interno della famiglia sia al Sud che al Nord, in quanto è considerata il principale punto di riferimento del focolare domestico, colei che conferisce amore e solidità al nucleo familiare anche nel portare il pane a casa. Certo, in passato non era proprio cosi; infatti con il tempo vi sono stati innumerevoli cambiamenti che si sono ripercossi positivamente sul ruolo della donna, quali, in primo luogo, l’emancipazione sociale, economica e politica, che ha portato la società a riconoscere e rivalutare le potenzialità del genere femminile.

Se prima la figura femminile era soltanto equiparata a “padrona e regina della casa”, al giorno d’oggi la donna deve gestire una vasta rete di relazioni che non si riduce esclusivamente al nucleo familiare, bensì si estende anche al mondo del lavoro. La donna è un vero e proprio pilastro portante tra famiglia e lavoro.

E sinceramente non credo che esista ancora la mentalità maschilista per la quale una moglie debba starsene a casa.

Di contro però molte donne, per diventare forti sul lavoro, dimenticano anche la propria famiglia… Tu come riesci a trovare l’ equilibrio?

Ho saputo trovare il giusto equilibrio tra carriera e vita privata riuscendo in quello che ancora oggi è considerato il tabù più grande: conciliare lavoro e famiglia, ovvero non dovendo rinunciare a nessuna delle due cose, grazie alla mia determinazione che manifesto in tutto quello che faccio.

Doris Simone. Foto da Facebook
Doris Simone. Foto da Facebook

Ma quali sono i maggiori sacrifici che hai dovuto fare per trovarlo?

In verità per trovare il mio equilibrio ho semplicemente amato molto il mio lavoro come imprenditrice dell’estetica con una attività in provincia di Bari.
Da imprenditrice quello che amo di più è la velocità a cui devo andare e la capacità di stare sulle cose davvero importanti. Come si vede in entrambi i casi torna il tema della concretezza che per me è centrale.

Tuo marito ti aiuta in casa e con la bimba?

Prima della chiusura generale a causa del Covid-19 , lavoravo fino le 20.00 e il pomeriggio in fase alterne lo dedicavo a mia figlia e io e mio marito dove facevamo conciliare i nostri turni. Che dire? Sinceramente mio marito mi completava al 100% occupandosi di tutto dalla spesa, alle pulizie di casa.

Quali sono gli interessi che amate condividere?

Manteniamo il nostro matrimonio vivo e questo – a mio avviso – può essere una grossa sfida fra i vari stress della vita odierna. Per fortuna, siamo felici e ci amiamo. Condividiamo la responsabilità del matrimonio e cerchiamo sempre di fare cose diverse per una vita che ci gratifichi.

Che cosa significa – a tuo avviso – condividere davvero qualcosa con qualcuno?

Dio ci ha dato due mani, una per ricevere e l’altra per dare. Non siamo cisterne che accumulano; siamo canali che condividono. E la vera felicità è solo quando è condivisa!

E quando si supera il limite nel farlo, postando sui Social?

Le conseguenze legate all’uso massiccio dei Social Network sono davvero tante e noi ne siamo travolti senza nemmeno rendercene conto. Certo, hanno sicuramente portato tante piccole rivoluzioni nella vita di tutti e non sono stati un’invenzione malefica, come in molti si ostinano a voler comunicare. Inutile annoverare gli effetti positivi o dare la colpa allo strumento, considerandolo nefasto. Ormai è noto che non è tanto il mezzo ad essere un problema in sé: il vero grattacapo è rappresentato dal suo utilizzatore e, nello specifico, correndo il rischio di generalizzare, dal soggetto medio che ha trasformato lo smartphone in primis e, come conseguenza diretta, i Social Network, nella sua trappola. Partiamo dal principio, ovvero da noi. Mi vengono in mente alcune parole tratte da un film di Woody Allen, Basta che funzioni, “[…] sono tutte basate sul falso concetto che l’uomo sia fondamentalmente buono e che se gli dai l’occasione di essere onesto l’afferra… che non è uno stupido, egoista, avido, codardo e miope verme. Quello che dico è che la gente rende la vita peggiore di quello che dovrebbe essere e, credetemi, è già un incubo senza il bisogno del suo aiuto, ma in definitiva mi dispiace dirlo, la nostra è una specie fallita”. Il regista ci va giù pesante, anche se è innegabile che in parecchie questioni abbiamo davvero fallito. In parte, lo abbiamo fatto proprio sui Social Network: è in questo angolo di mondo, infatti, che frequentiamo tutti ogni giorno, che si concentrano alcuni dei peggiori difetti dell’uomo, come la stupidità e l’egoismo. Il confluire di questi e altri elementi, ai quali si aggiunge una malsana dose di narcisismo insita in ognuno di noi, crea una combo letale che, con il passare del tempo, ci farà perdere di vista la realtà che ci circonda come a mio avviso si evidenzia sul Social Facebook.

Doris Simone. Foto da Facebook
Doris Simone. Foto da Facebook

Non si tratta di moralismo allo stato puro o di ergersi a giudizi della società considerandoci migliori: la democratizzazione dei mezzi di informazione e del Web in toto ha fatto sì che ognuno possa decidere il modo in cui adoperare lo strumento in questione. In un certo senso, è giusto che sia così. Ma ci sono delle situazioni, che esistevano già prima dell’invasione Social, che sono state enfatizzate alla massima potenza su queste nuove piattaforme. Quindi, se è pur vero che hanno portato qualcosa di buono nell’umanità, come la possibilità di ricevere informazioni in tempo reale su ciò che sta accadendo nel mondo o di mantenere i contatti con persone lontane, ci sono anche dei fattori che non hanno contribuito granché a creare unione ma, al contrario, non fanno altro che alimentare l’invidia da una lato e l’autocompiacimento dall’altro.

Come si può utilizzarli in maniera sana?

La quasi totalità delle persone che possiede uno smartphone, un pc o un tablet, è di conseguenza iscritta ad almeno un Social Network, come Facebook, Instagram, Whatsapp o Twitter. Ciò sta creando molti problemi, in quanto il Web e Internet stanno influenzando sempre di più la vita delle persone che di conseguenza perdono il controllo del loro tempo.

La creazione dei Social Network doveva essere un evento positivo per migliorare e velocizzare la comunicazione tra gli utenti. Ma questo sempre di più sta sfuggendo di mano: si vedono pubblicate cose allucinanti, per non parlare di utenti così tanto “ossessionati” dal Web da trascorrere ore e ore al computer.

Una prima soluzione che si può consigliare agli utenti connessi molte ore al giorno è quella di ridurre il tempo dedicato a Internet per impiegarlo in attività sociali più sane, come chiacchierare al telefono con gli amici, andare a correre, fare nuove cose, etc.. Questo è molto utile per aprire la mente, pensare e riflettere con la propria testa, senza dover seguire quello che fa la maggioranza. L’essere umano è libero e deve anche essere consapevole del suo tempo e di come spenderlo al meglio per diventare un essere pensante a tutti gli effetti.

Oltre a ciò, si può suggerire di fare un uso costruttivo dei Social Network, ovvero cercare informazioni utili, ad esempio per la scuola, per il lavoro, per gli hobby e le passioni, per non rischiare di aprire il Web, non sapere cosa cercare e farsi “trascinare” dalle notizie che compaiono. Bisogna dunque avere uno scopo preciso di ricerca, senza il quale si incappa nel primo grande errore: perdere tempo sul Web.

In conclusione, si può affermare che, come tutti gli oggetti, anche i Social Network hanno un riscontro positivo e uno negativo: ad esempio permettono agli utenti di chattare in modo istantaneo, rapido e veloce raggiungendo anche persone molto lontane e distanti, ma ciò non deve sfuggire di mano. Il tempo oggi è sopravvalutato, non ci si ferma più a riflettere, si eseguono azioni come automi, “perché tutti fanno così” e questo fa perdere il controllo della vita. Le persone dovrebbero fermarsi un attimo e pensare prima di agire, quindi dovrebbero avere la consapevolezza del tempo. Da ciò deriverebbe un uso sicuramente migliore dei Social Network.

In conclusione, Social sì ai ragazzini e agli adolescenti, oppure no?

A mio modesto parere i ragazzini e gli adolescenti dovrebbero dedicarsi ad altro, per cui Social per loro… no!

Lascia un commento