A volte devo dimenticare ciò che desidero e ricordare ciò che merito! Marilyn Monroe e il suo centenario…
Desiderata da tutti, cercata da chiunque ma amata da pochissimi. Lei spesso aveva detto che ” Hollywood è un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima. Lo so, perché ho rifiutato la prima offerta abbastanza spesso e ho tenuto duro per i cinquanta centesimi ( citazione da My Story ). Lei era Norma Jean Mortenson Baker, nota a tutti come Marilyn Monroe.
100 anni di eterna bellezza in un’anima complessa
Quest’anno, esattamente il 1 Giugno se fosse stata tra noi, Marilyn avrebbe compiuto cento anni.Bella, bionda e con lo stereotipo della frivola senza cervello. Così è sempre stata dipinta da coloro che si sono fermati all’involucro, senza badare ai sentimenti. Eppure non c’è da stupirsi, già da allora la società mediatica era preoccupata guardare come ti mostri, se sai sorridere, far vedere le cose giuste al momento giusto, senza farti troppi scrupoli. Oggi con la deriva a cui assistiamo, non ci sarebbe da stupirci della miseria di quei cinquanta centesimi che forse ti offrirebbero per la tua anima, ammesso che li investirebbero!Eppure Marilyn non era affatto “stupida”, si è poi scoperto che il suo quoziente intellettivo era di gran lunga superiore ad un certo Albert Einstein. Era bionda, nata sotto il segno dei Gemelli e con un fisico talmente prorompente che a chiunque la guardasse poco importava se fosse stata in grado di “dissertare” su qualunque argomento, mettendo a tacere finanche il più forbito degli stagisti. Questi sono i ” cinquanta centesimi” che noi bionde nate sotto il segno dei gemelli dobbiamo (in prima battuta pagare!)
100 Volte Marilyn
Per i cento anni dalla nascita, presso il Circuito America di Genova (dal 12 Maggio al 4 Giugno 2026) saranno riproposti quattro tra i suoi più intramontabili film dell’attrice statunitense: Gli uomini preferiscono le bionde ( 12-13 maggio); A qualcuno piace caldo (26-27 maggio) , Gli spostati (3- 4 giugno) e Quando la moglie è in vacanza(19-20 maggio). Di quest’ultimo film, memorabile è la scena dell’aria che esce dalla metropolitana, mentre Marilyn sulla grata e con l’abito bianco plissettato e tutto svolazzante esclama: “Questo caldo mi fa impazzire!”, una scena che fece adirare Joe DiMaggio, l’allora marito della star che pochi mesi dopo divorzieranno. Tanto che, la mattina seguente a quella scena, tutti i quotidiani intitoleranno quella notte come ” La vergogna di New York”. Ma oramai è diventata leggenda, tutt’oggi testimoniata dalla statua di otto metri intitolata Forever Marilyn che svetta su Palm Springs, insieme alla sua svolazzante gonna. ma quel film “scandaloso” del 1955, il cui titolo originale era The seven year itch (Il prurito del settimo anno) aveva già lo scandalo nel suo titolo, poi con l’abbinamento della bionda pepata qual era Marilyn, il connubio era alla nitroglicerina. Inoltre presso la Cineteca di Bologna, col suo progetto Il Cinema Ritrovato, riporta a partire da oggi 11 maggio e per tutta l’estate, i quattro capolavori di cui sopra, in omaggio al centenario della diva.
36 anni di vita e uno sconfinato patrimonio di suoi pensieri e aforismi
Trenta pellicole girate dal 1948 al 1962, l’ultimo e incompleto film fu Something’s got to give il film in cui c’è la celebre scena del bagno nuda in piscina.Di lei Marlene Dietrich disse che “era la prima vera sex symbol”. Difatti, negli anni e decenni successivi alla sua morte, l’iconografia pop l’ha assunta quale modello. Basti pensare ad artisti tra i quali Andy Warhol e Salvador Dalì, che ne hanno esaltato il mito quale icona che ha dominato i tempi. Ma ciò di cui raramente si parla di lei, riguarda proprio la sua passione per la lettura e il pensiero. Nella sua biblioteca personale sono presenti più di 400 volumi , nei quali sono evidenti le sottolineature di vari passaggi che attiravano la sua attenzione. Era eclettica anche nella lettura, i suoi interessi spaziavano dalla letteratura, alla filosofia e dalla psicologia, passando per la politica fino ad arrivare al giardinaggio. Tra le sue celebri filosofie di pensiero, mi hanno tutte, ma alcune sono per me formidabili, la prima l’ho scritta in cima, seguono: “Una carriera è una cosa meravigliosa, ma non ti può scaldare in una notte fredda “; ma tra le mie preferite al primo posto c’è “Le persone dolci non sono né ingenue né stupide, né tanto meno indifese. Sono così forti da potersi permettere di non indossare nessuna maschera, sono libere di essere vulnerabili, di provare emozioni, di correre il rischio di essere felici”.
Da uno special in TV la amai
Ero un’adolescente, andavo a scuola e tutti i giorni al mio ritorno con lo zaino pieno di libri e compiti da fare, mi ritagliavo un’ora durante il pranzo, per ascoltare e osservare uno tra gli autori e conduttori televisivi eccezionali qual era Paolo Limiti, col suo programma Ci vediamo in Tivù; lì mi appassionai del mito di Marilyn e della sua cultura mediatica e filosofica, senza immaginare che un giorno nei suoi panni ci sarei entrata pure io. Marilyn, donna desiderosa di amare ed essere amata che invece non incontrò nessuno capace di amare la sua anima, talvolta inquieta e frenetica, occupati soltanto a guardare l’involucro sensuale. Lo stesso Paolo Limiti, durante uno special a lei dedicato in cui era ospite Jane Russell, sua partner in Gli uomini preferiscono le bionde, venne fuori che fino alla fine dei suoi giorni l’unico ad andare al cimitero a trovarla da qual 1962, era Joe DiMaggio, il suo secondo marito che durante la loro unione, non fu per la donna il marito caloroso e comprensivo che sperava ma freddo e indifferente (secondo le dichiarazioni della stessa Marilyn, non smentite dal campione di baseball).
Per dire di lei l’inchiostro scorre a fiumi
Col passare degli anni il suo mito è cresciuto a dismisura, entrando nella cultura non solo mass mediatica; chiunque almeno una volta si è abbigliata da Marylin, anche io senza volerlo ma grazie ad un regista che per la sua messa in Opera de La Rondine di Puccini, mi immaginò in stile diva Marilyn anni ’50 e forse, tra l’essere nata in giugno come lei ed poi casualmente essermi trovata con dei costumi di scena che la emulavano, mi ha fatto interessare maggiormente a questa donna, poco valutata nel suo spessore intellettuale a fronte di una esuberante femminilità, che comprendo bene ma non giustifico.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

