L’amore per i gatti ai tempi del CoronaVirus

Amare e custodire i pets, parola sempre più in voga per descrivere i nostri adorati animaletti a quattro zampe, cani o gatti o altro che siano, non è mai stato così importante.

L’emergenza epidemiologica da CoronaVirus che stiamo purtroppo vivendo in questo periodo, infatti, non deve assolutamente farci dimenticare l’amore incondizionato e la fedeltà che soltanto gatti e cani sanno regalarci, portando tanta gioia nelle case in cui alloggiano. Senza esporci tra l’altro a nessun pericolo di contagio.

Gatti

Lo ha spiegato chiaramente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, asserendo che non ci sono evidenze che gli animali domestici possano contagiare o essere contagiati ed è stato confermato, se ce ne fosse stato bisogno, da vari esperti e virologi. Ma c’è di più. I Decreti Legge governativi hanno dichiarato legittimo uscire di casa per prendersi cura da gattili e canili, così come i volontari possono accudire agli animali domestici portando loro cibo e medicine.

Occorre dire che la figura del volontario, colui che cura i pets e si occupa di trovare loro un affido o un’adozione, è enormemente cresciuta nel tempo rendendosi sempre più apprezzata ed utile.

Abbiamo parlato con Daniela Froldi, che gestisce un’associazione che si occupa dei gatti abbandonati a Roma: L’Oasi Azalea.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo Daniel. Come nasce la tua associazione?

La struttura vide la sua prima realizzazione nel marzo 1996 trasformando il “ricovero per montoni” che, dalla morte dell’ultimo montone di nome Jack, avvenuta nel 1954, era diventato una discarica, in una area destinata alla cura dei felini, questa fu voluta dalla Direzione Sanitaria dell’ex Ospedale Carlo Forlanini-S.Camillo con nullaosta della ASL Sanitaria e con approvazione del Delegato del Sindaco di Roma ai Diritti degli Animali, Onorevole Monica Cirinnà.

Nel mese di aprile 2004 il Direttore Generale dell’Ospedale Carlo Forlanini consegnò a Daniela Froldi, presente anche la Delegata del Sindaco di Roma, una lettera di incarico con la quale veniva resa responsabile sia dell’Oasi già esistente e sia dei gatti liberi nei giardini del nosocomio. Sempre sulla lettera si concedeva altro terreno, adiacente al precedente, al fine di poter contenere quanti più gatti si riusciva a catturare e portare dentro, così fu fatto, catturammo gatte con gattini, gatti maschi, giovani gatti abbandonati, gatti così docili che potevano venire solo da una casa, i medici si lamentavano che i gatti girassero nelle corsie e dove altro non avrebbero dovuto.

Quali sono i “numeri”, ovvero quanti gattini alloggiate?

Per continuare la storia, da quel giorno la struttura iniziò ad ospitare circa 300 gatti ogni anno, offrendo aiuto a gatti incidentati, abbandonati, rifiutati. Nel 2006, per ragioni burocratiche, Daniela Froldi assieme a quelle infaticabili volontari che avevano dato vita al gattile anni prima fondarono Associazione Zampa Amica Liberi Ecologisti Animalisti – A.Z.A.L.E.A. e da quel giorno si iniziò la collaborazione con la Regione e con il Comune di Roma, collaborazione che continua ancora oggi, in questi tempi così difficili.

Il vostro obiettivo è anche quello di trovare una famiglia a questi gattini…

Quanti gatti abbiamo aiutato a trovare famiglia, tanto che il numero di gatti accuditi si è sempre aggirato intorno ai 300 individui, numero che è iniziato a diminuire (oggi abbiamo sempre un numero di elementi compreso tra i 210 ed i 250) da quando la Regione ha fatto chiudere i cancelli del Forlanini, lasciandone aperto solo uno attraverso il quale accedere, facendo così desistere molti dall’abbandonare cucciolate o famigliole intere proprio davanti al cancello della struttura. La serietà nell’affidare gatti “in salute” cioè con un libretto sanitario sempre aggiornato, ci permette di fare molte adozioni, sono spesso gli adottanti che consigliano gli amici a venire da noi per adottare ed anche i medici veterinari consigliano i clienti di adottare da noi.

Ogni micio che va a casa lascia il posto ad un altro che cerca casa o comunque cerca aiuto.

L'Oasi Azalea

Daniela, quale aiuto possono darvi gli amanti degli animali, in particolare dei gatti?

L’aiuto più grande che può esserci dato, oltre a quello economico senza il quale non potremmo riempire le ciotole e non potremmo curare i nostri ospiti, è quello del volontariato, il volontario è persona così rara di questi tempi nella cura degli animali.

Molte persone desiderano dedicarsi agli animali e diventare volontari. Quali doti deve avere un buon volontario?

Il volontario è quello che regala il suo tempo con consapevolezza che fare volontariato vuol dire impegnarsi malgrado tutto pur di dare aiuto ad esseri che hanno bisogno di tutto: di carezze, di pulizia, di assistenza, di tempo e di Amore. Chi si immerge nel volontariato non guarda mai l’orologio; ricordo che negli anni ‘90, quando iniziai a fare volontariato dopo l’uscita dal lavoro alle 18, raccoglievo cibo e pane secco per un canile, facevo kilometri e kilometri e quando la roba raccolta era talmente tanta che usciva dai finestrini, tornavo a casa sempre con ore di ritardo, stanca morta ma con grande soddisfazione.

Quali conoscenze specifiche dovrebbe avere un volontario?

I volontari imparano il perché di certe regole sanitarie e le applicano, questo è il loro compito precipuo, si guardano attorno ed imparano a conoscere i gatti che vivono nell’area per poter riferire un eventuale cambiamento nei comportamenti.

Negli anni abbiamo avuto volontari bravissimi ma molti, per età, per salute, per lavoro ci hanno dovuto salutare.

Per concludere, perchè tutti dovrebbero regalarsi la gioia enorme di avere un gattino in casa?

Un gatto in casa che ti aspetta la sera dietro la porta riempie di calore e, con un sorriso, può far cancellare una brutta giornata, almeno per un attimo.

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