Chiarezza sugli animali nell’emergenza CoronaVirus

La notizia di due gatti e due cani contagiati da CoronaVirus in Belgio e a Hong Kong sta creando allarmismo, soprattutto nelle ultime ore. Ne stanno parlando tutti i telegiornali e tutti i principali media italiani.

I veterinari della provincia di Napoli. Foto da Facebook
I veterinari della provincia di Napoli. Foto da Facebook

Al fine di evitare allarmismi fra i proprietari e la popolazione riguardo il ruolo dei nostri animali da compagnia ribadiamo quanto affermato dall’Istituto Superiore di Sanità:

Non sono gli animali domestici a trasmettere il virus, al contrario, sono gli essere umani a trasmettere il virus agli animali.

Non vi sono al momento evidenze scientifiche che cani e gatti possano trasmettere il virus. Al 2 aprile 2020, spiega Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità, “A fronte di 800 mila casi confermati nel mondo di COVID-19 nell’uomo, sono solamente 4 i casi documentati di positività da SARS-CoV-2 negli animali da compagnia: due cani e un gatto ad Hong Kong e un gatto in Belgio. In tutti i casi, all’origine dell’infezione negli animali vi sarebbe la malattia dei loro proprietari, tutti affetti da COVID-19. È opportuno sottolineare che, in tutti e 4 i casi descritti, gli accertamenti diagnostici sono stati condotti mediante tecniche molecolari e, al momento, non sono disponibili dati di isolamento virale, utili a definire con maggiore certezza lo stato di infezione. Tuttavia, in uno dei due cani di Hong Kong la positività degli accertamenti sierologici supporta l’ipotesi che il cane fosse infetto da SARS-CoV-2. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione”.

Nei due cani e nel gatto osservati ad Hong Kong, l’infezione si è evoluta in forma asintomatica, mentre il gatto descritto in Belgio ha sviluppato una sintomatologia respiratoria e gastroenterica a distanza di una settimana dal rientro della proprietaria dall’Italia. L’animale ha mostrato anoressia, vomito, diarrea, difficoltà respiratorie e tosse ma è andato incontro a un miglioramento spontaneo a partire dal nono giorno dall’esordio della malattia. E’ chiaro che i nostri animali possono essere vittime “inconsapevoli” del virus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero.

Raccomandiamo ai nostri lettori di adottare comportamenti utili a ridurre l’esposizione degli animali al contagio; evitando contatti troppo stretti e di lavarsi le mani accuratamente prima e dopo essere stati a contatto con scodelle, lettiere e oggetti in uso animale.

E’ chiaro che oggi più che mai, diciamo no all’abbandono, come da anni portiamo avanti la nostra campagna VIPeBAU.

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