Rosalia Misseri. Foto dalla pagina Facebook
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Le dichiarazioni di Rosalia Misseri su Divo Nerone

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di Rosalia Misseri

Siamo stati contattati dalla bellissima Rosalia Misseri, artista di grande spessore e talento, protagonista di molte rappresentazioni teatrali di fama, tra cui Notre Dame de Paris (Riccardo Cocciante) e Tosca-Amore Disperato (Lucio Dalla), che ha voluto rilasciare delle dichiarazioni.

Rosalia Misseri. Foto dalla pagina Facebook
Rosalia Misseri. Foto dalla pagina Facebook

Rosalia Misseri ha voluto rilasciare delle dichiarazioni spontanee in merito ad una situazione legata a Divo Nerone – Opera Rock:

“La produzione si presenta nel luglio 2016 ed in presenza dei produttori, dopo tutta una serie di loro premesse di “grande vetrina” che partono dalla suggestiva cornice di “Vigna Barberini” i nomi prestigiosi dei premi Oscar e il patrocinio del Ministero dei beni culturali, mi propongono con paga al minimo sindacale un accordo di  partecipazione allo spettacolo “Divo Nerone Opera rock”. Il primo Marzo scorso sono iniziate le prove e solo a fine mese e dopo una serie di pressioni da parte del cast si è ottenuto il primo contratto stipulato da una cooperativa, ingaggiata dalla Nero Divine, che si occupava ” di imprese di pulizie” e che solo da poco aveva allargato il sue competenze nello spettacolo. Firmato il contratto con la cooperativa si è stati costretti a diventare soci della medesima per cui si è pretesa una revoca sottoscritta, firmata da noi e controfirmata dalla coop che ci esonerasse dall’impegno di essere soci, documento che non abbiamo mai ricevuto. Il secondo contratto è stato stipulato dalla produzione e solo a fine Aprile, dopo quasi un altro mese di prove e le ennesime pressioni del cast,  ci è stato consegnato. Una volta firmato quest’ultimo abbiamo dovuto pretendere la controfirma.

Le prove al Palatino, iniziate il 2 Maggio, si sono presentate deleterie dal punto di vista igienico. Abbiamo passato giornate in mezzo alla polvere e senza avere un posto dove poter appoggiare le nostre cose e per le prime tre settimane a dover condividere in 50 persone un unico bagno chimico . La Produzione sin dall’inizio ha inoltre preteso che si facessero ore di straordinario non retribuite. Noi artisti non abbiamo avuto la possibilità di fare prove in costume e siamo stati sottoposti alle continue evoluzioni di completamento della scenografia allestita fino al giorno del debutto creando non pochi problemi di movimento al cast e di concentrazione per lo spettacolo. Insomma l’organizzazione da parte della produzione ha messo in serie difficoltà anche il lavoro di un cast che però grazie alla sua grande esperienza e preparazione alla fine è risultato la vera colonna portante dell’opera Divo Nerone riuscendo a portare un’ottimo risultato di messa in scena. È oramai noto a tutti che una denuncia per inquinamento acustico e mancati permessi di cui la produzione si sarebbe già dovuta munire ha bloccato da circa un mese lo show partito il 6 giugno e che fino al 10 settembre avrebbe dovuto replicare, lasciando così oltre 70 lavoratori a casa e da aprile senza alcuna retribuzione per il lavoro svolto. Inoltre gli artisti non residenti a Roma e ospitati in residence, a carico della produzione, sono stati sfrattati per mancato pagamento. Si attendono risposte imminenti da parte della regione che ha stanziato oltre 1 milione di euro di fondi pubblici e che ha voluto fortemente questo progetto.

“Tra le altre cose – prosegue Rosalia Misseri – il cast mi chiede anche di sottolineare che la Produzione ha espresso sin dall’inizio la volontà di rivolgere il progetto ad un pubblico straniero, cercando di promuoverlo attraverso alberghi e tour operator, mente in territorio nazionale non è stata sviluppata alcuna strategia promozionale, per cui è chiaro che in Italia nessuno era a conoscenza di questo spettacolo. In merito al pubblico straniero e alla pubblicità che loro avrebbero dovuto sviluppare, i numeri in platea, durante le serate nella versione in inglese, quelle poche serate, quelle poche messe in scena prima della sospensione dello spettacolo per denunzia e mancanza di permessi, erano numeri imbarazzanti. Calcola che spesso il numero degli artisti presenti in palcoscenico, superavano il numero delle persone presenti in platea, una platea oltretutto contava tremila e ventitré posti, per cui una situazione imbarazzante anche per l’artista… Da ciò si evince che né a livello nazionale, né a livello internazionale la produzione ha promozionato questo spettacolo.

Questo è un dato importantissimo che va assolutamente specificato. E’ una battaglia per poter fare in modo che i diritti contrattuali degli attori e di quanti hanno lavorato a questo spettacolo vengano rispettati.”

Autore: Silvana De Dominicis

Vice direttore di La Gazzetta dello Spettacolo, amante degli animali, la natura e la cucina veg. Umiltà e sensibilità sono nel contempo i miei pregi e difetti.

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